LIARS

L'arte e' ancora pericolosa

LIARS, .    

Supporti > I nuovi edifici che si dovevano abbattere sono stati abbattuti. Al loro posto cosa rimasto, tra macerie a cumuli e polveri disossate dal vento? La chiave forse ha da essere il ripartire dal primordiale, dal primitivo, inteso come moto dellanimo, per provare a dire qualcosa. Sopra. A ci che stato decostruito. Cosa allora di pi primitivo e primordiale del Battito? Cosa di pi definitivo della percussione, del beat, del ritmo?

Questo il primo faro, a mio avviso, per avventurarsi in questo Drums Not Dead, ultima fatica degli australiani-ma viventi a N.Y.-e infine corsi a respirare Berlino Liars. Appunto battiti. Animali (come direbbe un cantautore anni 80), primitivi, storti e privati della grazia sufficiente, pericolosi. Come pericolosi diventano i falsetti inaciditi, le urla bambinesche e perci terribili del cantato, le nenie infantili come le canterebbe un Thom Yorke non ancora indisponente, e le tonalit basse e ubriache di abulia, le note fuori posto ma divine e accozzanti di una chitarra accordata secondo istinti fuorvianti. Musica che ha a che fare con il senso di perdita, o di mutamento/zione. I due poli opposti che la ingenerano: Drum, il protagonista del disco, lattitudine creativa, convulsioni ritmiche che frammentano idee, e Mount Heart Attack, il lato del dubbio, del procedere a tentoni che di continuo spiazza le nostre volubili propositivit . E a questi due poli, di continuo si riferiscono le canzoni (ch s, anche se non pare, di canzoni si tratta!) del disco, nei titoli e negli impeti: dalle nebbiosit metalliche di Be Quiet, Mt. Heart Attack, alle polverizzazioni noise e liturgiche di Drum Gets A Glimpse, che insieme a The Wrong Coat Of You Mt. Heart Attack lunico lasso di quiete dellopera, laddove nel post-tempo dei Liars trova spazio la natura arpionata dai campionatori: i grilli dello zoo di Berlino nel primo caso, le acque del fiume Elba registrate e messe in un sampler nel secondo. In mezzo lastrazione delle forme e delle modalit , secondo parametri che fluttuano dai viaggi sonori di Brian Wilson alle ricerche della musica contemporanea di Stockhausen e Ligety: la lancinante ripetitivit del battere di It Fit When I Was A Kid, con la sua nenia da canto dei pirati stravolta e allucinata, che a un tratto si dilava in un arioso harmonium di respiro, prima di ripartire estenuata; il volteggiare sbronzo di Hold You, Drum, con le sue drum machine imbevute di martelli pneumatici e chitarre percosse. Lannullamento compiuto di qualsiasi pre-forma di rock. Ma nientaffatto intellettualoide, al contrario estremamente fisica, e di pancia. Moltro passionale e fisica. Palpitante. Umana proprio quando pare arrivare da qualcosa di non(pi) umano. La musica rock uccisa e fatta rinascere da dei rocker, questo semmai. Dalle dissonanze far gemmare nuove softerie e compiutezze, costituite dal suono come puro strumento, e dal ritmo, perch ancora al ritmo bisogna tornare: il parossismo di Drum And The Unconfortable Can, con la lezione degli Einstrzende Neubauten riverberata in nuovi significati a disegnare sprazzi per un quasi-rap di brutale annullamento. Qualcosa di molto vicino a una figurazione sonora del brodo primordiale. Quello che alle mie orecchie suona come la vera musica tribale.

E in fondo cosa? A suggerire il ritorno alla forma, forse, il momento pi rassicurante, la melodia. Ci che in contemporanea punto darrivo e punto di non-ritorno. Semplice, pura, dolcissima, fra laltro, dopo la brutale scarica di nervi e di provvisori sollievi dei precedenti minuti: The Other Side Of Mt. Heart Attack: una ballata, con arpeggi incerti, con timidi coretti, e parole decise. Spiazzante, e inaspettata, If you want me to stay, I will stay by your side.

Un disco pericolosissimo, e da avere assolutamente per farsi sconvolgere dai Bugiardi.
La frontiera, spinta pi in l .


di: BLIXA

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