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AFTERHOURS

Male di Miele

AFTERHOURS, . Festa Unità - MIlano 2002-09-03    

Live > Gli Afterhours tornano ad esibirsi nella loro Milano. Prima del concerto abbiamo potuto fare una breve chiaccherata con Manuel Agnelli(voce e chitarra) e Giorgio Prette(batteria)

*Innanzituto toccherei l'argomento dei "live" visto che siete in tour: uno dei problemi che erano usciti in passato era quello di trovare nuovi stimoli e motivazioni riguardo anche la reazione del pubblico. Con il nuovo tour e con le nuove canzoni come sta andando?

GP: Diciamo che noi abbiamo iniziato il tour in maniera molto marcata da questo punto di vista, anche perchè le canzoni del disco nuovo sono impostate in questa maniera e ce lo permettevano; noi abbiamo enfatizzato un po' la cosa ed abbiamo cominciato soprattutto nei pezzi nuovi ad avere un atteggiamento molto, se vogliamo "freddo", ma in realtà molto intimo tra di noi sul palco, quindi abbiamo cercato di concentrarci sulla musica indipendentemente da quello che succedeva tra il pubblico. Adesso, in questi mesi, le cose sono cambiate, probabilmente abbiamo scremato una parte di pubblico, quella"caciarona", quella che ci chiedeva un certo tipo di pezzi, quelli più ironici, più tirati, più chitarrosi, o quel pubblico che magari pogava su una ballata. Probabilmente adesso siamo ancora più a nostro agio da questo punto di vista e il pubblico è cambiato,è più attento, ascolta di più la musica e quindi si crea una bella amalgama, noi sul palco noi siamo molto a nostro agio, molto in confidenza tra noi musicalmente, e il pubblico entra nell'atmosfera che noi stiamo creando e non siamo noi a subire l'atmosfera creata dal pubblico.

*Suonate ormai tantissimo in Italia, invece per l'estero che intenzioni avete?

MA: E' sempre una questione di possibilità, abbiamo già suonato all'estero tanti anni fa. Il fatto è decidere se investire il nostro tempo cercando comunque di costruire qualcosa anche all'estero o no. E' chiaro che per farlo devi tralasciare un po' la situazione qui in Italia. Fino ad adesso siamo stati più interessati a quello che cresceva qua, però per quest'inverno potrebbe anche esserci qualcosa in Europa, perchè abbiamo cominciato a tessere contatti con un sacco di gruppi stranieri abbastanza significativi.

*Ma da parte vostra non c'è la voglia di suonare all'estero?

MA: La voglia c'è, però cerca di capirci, facciamo cento concerti l'anno in Italia e questo ci permette di crescere. Se volessimo andare all'estero sarebbe molto stimolante perchè ricominci da zero, ma nello stesso tempo dovresti abbandonare una fetta di attività qua in Italia. Non è una decisione facile...

*E invece avete intenzione di distribuire o ripubblicare i dischi all'estero?

MA: Penso che siano cose che vadano di pari passo. Credo che fare i dischi e fare i tour siano due cose molto legate e anche per questo abbiamo ritardato sulla nostra apparizione all'estero, perchè cerchiamo che qualuno lavori seriamente su questa cosa, pubblicando dischi, facendo lavoro promozionale, eccetera. Anche perchè i gruppi italiani all'estero non hanno una grandissima credibilità, per cui aspettiamo comunque di trovare poichissima gente ai concerti. In realtà con un lavoro fatto in un certo modo, suonando prima di altri gruppi che ci stimano, probabilmente ci sarebbe tutt'altro risultato e sarebbe molto più stimolante.

*E' vero che i gruppi italiani hanno poca credibilità, ma se non si rischia...

MA: Anche se siamo molto polemici e ci leghiamo a certe "cause", non siamo qui per fare i portatori delle cause a tutti i costi, per cui non è che andiamo all'estero a rappresentare la musica italiana prendendoci da soli il diritto di farlo. Penso che prima di tutto noi abbiamo bisogno di trovare le nostre cose nel modo più naturale possibile, le cose che ci piace di più fare, le cose che sono più belle e più divertenti da fare per noi perchè in realtà siamo in giro da tanti anni e fare il lavoro professionalmente non ce ne frega più un cazzo perchè comunque alla fine fare solo così si muore. Sai, l'estero è un grosso impegno anche professionale, sono cose che se hanno un senso possono valere tanto per noi, essere stimolanti, ma se sono fatte con le bandiere e gli spadoni probabilmente diventano soltanto delle cose un po' tristi, un po' artificiose, e in questo momento non ne abbiamo voglia. Comunque, non è che non ci sia l'interesse, semplicemente vogliamo fare delle belle cose, non delle cose inutili e non delle cose che possono creare della tensione fa di noi invece che farci divertire.

GP: Si sta cercando che si crei il momento giusto e che ci siano le opportunità giuste per fare qualcosa che abbia un senso per noi, le condizioni giuste per fare le cose come si deve.

MA: Se ci saranno, perchè potrebbero anche non esserci e non ne moriremo di questa cosa, non siamo per forza nell'ansia di dover dimostrare al mondo cosa vogliamo. Suoniamo perché abbiamo bisogno di farlo, non per diventare i più bravi dell'universo.

*Ai testi delle canzoni date sempre molta importanza, ma sono sempre stati scritti da Manuel. Questa è una scelta di entrambi? A te Giorgio non interesa scrivere i testi o non ne senti il bisogno, oppure visto che è Manuel che li canta, è più facile per lui scriverli?

GP: Penso che sia un po' l'insieme delle due cose, io non ho mai scritto un testo perchè non mi sono mai cimentato, forse non ne ho mai sentito il bisogno, però questo è relativo nel senso che i testi è naturale che li abbia scritti lui e che gli sia venuto di farlo perchè comunque era il suo ruolo. Non so, non ci ho mai riflettuto seriamente su questa cosa. Nulla impedisce che se io mi svegliassi una mattina e scrivessi un testo, glielo proporrei... poi è lui che lo canta, potrebbe adattarlo, rifiutarlo o piacergli.

MA: Io non ho preclusione a cantare cose inventate da altri, tanto e vero che alcune frasi che ho usato le ha dette lui. Semplicemente in un gruppo spesso si stabiliscono dei ruoli in modo più o meno naturale e poi si sviluppano questi ruoli, ma è anche bello giocarsela questa situazione, cioè cambiare le cose, e se succede non c'è problema.

*A parte qualche episodio isolato come "Mio fratello è figlio unico", non suonate cover... a parte nel sound-check (in cui gli Afterhours hanno fatto "Fake plastic trees" dei Radiohead).

MA: Nel passato ne facevamo, poi ci ha interessato sempre meno, comunque fare del coverismo spinto non ci interessa...

*Coverismo no, ma per esempio i La Crus hanno dimostrato che fare delle cover non vuol dire svalutarsi.

MA: Deve interessarti... ci ha interessato quando potevamo stravolgere le cover, abbiamo fatto comunque "Mio fratello è figlio unico", "La canzone popolare" di Fossati, un pezzo dei Bee Gees del primo momento che si chiamava "On time", "Hey bulldog" dei Beatles. Se riuscivamo a rendere nostre le cover e a stravolgerle completamente ci poteva interessare, però abbiamo abbandonato sempre di più quella strada, nel sound-check le suoniamo perchè ci divertono, però metterle all'interno di un progetto è tutto un altro paio di maniche, devono avere un senso che va oltre il senso ludico.

*Manuel, qualche tempo fa si parlava di un progetto tuo con Emidio Clementi, un progetto musicale oltre ai reading che comunque sono stati fatti. Ora, questo progetto è stato rimandato o annullato?

MA: Diciamo che l'abbiamo bloccato perchè lo spirito di partenza si era un po' perso. Ai concerti venivano, diciamolo schiettamente, troppi fans delle due parti aspettandosi di trovare o i Massimo Volume o gli Afterhours, e fra l'altro peggio ancora, gli Afterhours più celebrativi. All'interno di questo progetto c'era la parola come cosa fondamentale, ma alla fine ci siamo reinteressati ai nostri progetti originari in modo abbastanza pesante, c'era il nuovo disco degli Afterhours da fare, lui ha sciolto i Massimo Volume e ha ricominciato un nuovo progetto con altre persone. Non era una cosa professionale, non prevedevo assolutamente di pensarlo in modo professionale, nè io ne lui, volevamo farlo quando e come ci pareva per cui visto che abbiamo degli impegni la tensione dentro di noi è un po' calata e abbiamo deciso di non andare avanti.

*Qual è il vostro rapporto con la musica in rete?

MA: Mah, con la musica, più che col mondo della musica, il mio rapporto è buono. Penso che comunque la rete sia uno strumento molto utile per diffondere la musica, con delle grandissime potenzialità, ma è anche usato malissimo, viene ingolfato da un sacco di schifezze e da un atteggiamento, secondo me, molto superficiale. Quindi alla fine fai fatica a trovare della roba buona, non c'è filtro che è uno dei vantaggi di internet, però è anche uno degli svantaggi perchè senza filtro internet si intasa di roba veramente scadente.

Inoltre a "microfoni spenti" Manuel ci ha confidato che ci potrebbe essere (usiamo il condizionale) la possibilità futura di ristampare i primi album della band, quelli in lingua inglese che adesso sono introvabili sul mercato.
Ringraziamo ancora gli Afterhours per la loro grande disponibilità.


di: EDDIE FELSON

foto di: Synthview

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