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CAVE IN

Live from Boston

CAVE IN, . 0000-00-00    

Live in Bloom > Attendiamo la fine del concerto dei Cave in per avvicinarci ai quattro giovani di Boston e porgli qualche domanda. I ragazzi sono visibilmente provati: sudati e stanchi, appoggiati ai loro case come se fossero zombi… Ma noi, ligi al dovere non lasciamo nemmeno un secondo di tregua e partiamo con le domande.

Eddy: Come sta andando il tour europeo e quali sono le differenze, se ci sono, tra il pubblico europeo e quello americano?

JR: Si, ce ne sono molte, la gente in Europa sembra molto più interessata alla musica. E poi non è come negli Stati Uniti. Li la gente va a vedere qualsiasi cosa senza sapere che cosa la aspetta… qui è diverso. I ragazzi vengono ai concerti e cantano le nostre canzoni.


Eddy: Avete viaggiato molto?
JR: Si, abbiamo viaggiato per anni…

Eddy: Non solo qui in Europa…
JR: No, certo… abbiamo viaggiato tantissimo, in Europa siamo stati per circa sei settimane agli inizi di gennaio dell’anno scorso e adesso siamo tornati per altre sei settimane circa


Eddy: Ci sono paesi che vi sono piaciuti più di altri? Posti nei quali volete tornare

JR: Ci siamo divertiti tanto in tutto il tour… se proprio devo sbilanciarmi e dirti dei paesi ti dico l’Inghilterra perché abbiamo fatto molte date e quindi conosciamo un sacco di gente… è come essere a casa! Un altro paese dove vorrei tornare, non perché stiamo facendo l’intervista adesso, è l’Italia: la gente è molto amichevole… c’è un calore diverso rispetto agli altri paesi d’Europa che ci piace molto. Forse tornerei anche in Svezia e Germania per la risposta del pubblico ai nostri concerti.

Eddy: Come ha reagito il vostro pubblico ai cambiamenti musicali che hanno segnato la strada dei Cave in?

JR: Negli Stati Uniti è stato più facile perché vedendoci più spesso dal vivo la gente ha fatto in tempo ad abituarsi piano piano al nostro percorso di cambiamento. Qui in Europa invece il passaggio è stato molto più forte. I ragazzi che ci hanno visto anni fa avevano visto un altro gruppo, le stesse persone ma che suonavano altra musica. Eravamo diversi.


Eddy: Domanda di rito da parte di Bloomriot, la web-zine dove verrà pubblicata l’intervista, cosa ne pensi degli mp3, della musica in rete e del libero scambio di dati in rete?

JR: A me piace. Ma riconosco che il problema si può affrontare da due punti di vista differenti: Il primo è dal punto di vista di una persona qualunque che può accedere a mille informazioni senza problemi e può farne l’uso che vuole. Il secondo è dal punto di vista di una band. E da questo punto di vista non mi piace perché chiunque può speculare alle spalle di qualcun altro e della sua musica. Ma personalmente penso che la verità stia nel mezzo… penso sia positivo poter accedere a determinate informazione e a brani di artisti che non si conoscono… penso anche che se quello che ho ascoltato mi piace farò di tutto per andarmi a comprare la copia originale, in modo da poter apprezzare anche l’altro materiale e l’artwork.

Eddy: Ok, ultima domanda…

JR: Puoi farne anche due se ti va!


Eddy: Benissimo… allora voi avete stampato e registrato un sacco di ep, mini cd ecc, perché non avete stampato un disco doppio che raccoglie tutti questi piccoli lavori?

JR: la risposta è molto semplice ed è perché abbiamo registrato questi mini in periodi molto lontani tra loro.


Eddy: Ok, ma per esempio “Tides of tomorrow” è uscito poco tempo fa e a breve uscirà “Antenna”...

JR: Beh, per quanto riguarda “Tides of tomorrow” sentivamo il bisogno di pubblicare quacosa, dopotutto erano passati due anni da”Jupiter”.

Eddy: Tra poco uscirà un nuovo album (“Antenna”). Quali sono poi i progetti dopo questa new release?
JR: Sicuramente un lungo tour, di circa un anno e mezzo. E poi un altro album.

Eddy: Il tour sarà a livello mondiale? Non so, includendo Asia e Australia per esempio?

JR: Beh, in Australia non ci siamo mai stati, ci piacerebbe. Č probabile che ci andremo in estate.


Consci di quanto la serata sia stata spossante dal punto di vista fisico salutiamo JR e lo lasciamo andare a dormire nel tuor bus.


di: EDDIE FELSON

foto di: Sara

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