KNUT

"Noi adoriamo suonare in posti cosi"

KNUT, .    

Live in Bloom > Serata da tappi alle orecchie questa sera al Bloom dove si esibiscono gli svizzeri Knut ed a seguire gli Isis. Prima dell’inizio dei concerti, mentre sto armeggiando con la telecamera per filmare l’evento vengo avvicinato da uno dei membri dei Knut stessi. Al momento penso voglia impedirmi di filmare o farmi il culo perché riprendo ed invece, molto gentilmente, mi chiede se poi posso inviare la cassetta anche a loro! Ne approfitto per scroccare una promessa di intervista. Così, mentre gli Isis stanno ancora suonando sul palco del Bloom riesco a spostarmi in un luogo del locale dove non servono i tappi e attacco a parlare con Roderci, batterista dei Knut, nonché una delle menti dell’etichetta Snuff records.

Ammetto la mia ignoranza. Mi daresti giusto due coordinate sul vostro gruppo?
La faccio breve: i Knut nascono nel ’94 come band e nel 1998 si assestano nell’attuale formazione con l’ingresso del chitarrista, un vecchio amico proveniente dal gruppo hardcore Ananda. Comunque se vuoi ti mando una bio dettagliata via email.

Accetto. Puoi parlarmi della scena da cui provenite? Vi sentite un caso unico nel panorama svizzero?
In realtà la scena è molto forte, specie a Ginevra da dove veniamo noi. Tutto ruota intorno agli squat, in particolare all’Usine, uno degli squat più celebri del paese. Qui possiamo dire di essere tutti cresciuti, insieme ad altri gruppi della scena come Booba Kloot, Body Bag ed altre decine che non sto qui ad elencarti. Anche a Losanna c’è una scena molto forte.

E in tutto questo che ruolo ha l’etichetta Snuff Records?
La Snuff è un’ideale continuazione di queste nostre esperienze. L’abbiamo fondata nel 1997 io ed altri membri del nostro giro ed è un’etichetta centrata proprio su Ginevra. Fino ad ora abbiamo fatto uscire dei prodotti a nostro parere molto buoni, all’incirca tredici, l’ultimo è un mini-split dei Brazen e dei Kevlar. In Svizzera ci sono parecchie etichette interessanti che per il lavoro svolto si avvicinano al nostro, ad esempio la Hannibal e la Division.

Come già ti ho accennato, io sono totalmente a digiuno di hardcore e dintorni. Che dischi dovrei assolutamente comprarmi per immergermi in questa modo?
Ma guarda, è una domanda difficilissima! Quanti te ne devo dire?

Vanno bene 3.
Facciamo 5 dai!

Ok spara
Allora fammi pensare… (la cosa prende un po’ di tempo). Per immergersi nell’universo dei Knut in particolare posso dirti questi cinque titoli, anche se in realtà ce ne sarebbero altri dieci: Godflesh “Street Cleaner”, Today is the day “Will power”, Helmet “Mean time”, Breach “Venom”, Neurosis “Time of grace” ed uno qualsiasi dei Napalm Death.

Gli dico che questi ultimi hanno suonato al Bloom e subito mi chiede se gli spedisco la video cassetta anche del loro concerto! Intanto gli faccio notare che i cd che mi detto sono 6! Con quello che costano i cd, mi toccherà spendere un capitale!

Filippo del Bloom (noto intenditore di musica e figura mitica del locale) mi ha detto di aver letto una recensione entusiasta del vostro ultimo lavoro “Challenge!”, una recensione nella quale venite accostati ai Ministry, cosa ne pensi?
Penso che sia una cazzata, non sono d’accordo, anche perché i Ministry non ci piacciono!

Vabbuono, passiamo ad altro: come vi è sembrato suonare qui al Bloom, vi piace suonare in un ambiente così, nei club?
È stato molto bello, noi adoriamo suonare in posti così. Nei club c’è più atmosfera, contatto, più caldo! Sai, noi abbiamo suonato per anni in squat, fatto piccoli concerti e poi la Svizzera non è mica così grande!

Suonate spesso all’estero?
Si molto spesso. In Italia è la terza volta che veniamo e ci piace un sacco, anche se non siamo mai riusciti ad andare più a sud di Milano. So che è un problema diffuso e che raramente i concerti scendono oltre Roma, a noi piacerebbe invece vedere anche il sud. Per il resto, crescendo nella città più cosmopolita della Svizzera ci siamo trovati quasi per forza di cose a suonare all’estero, specie in Francia, ma anche in Germania e Belgio. Oggi, quando suoniamo in uno di questi paesi ci capita spesso di suonare su grosse scene, grandi palchi, distanti dalla gente. Per questo ti dicevo che suonare qui è stato molto bello, come tornare un po’ indietro nel tempo.

Le vostre influenze attuali quali sono? A cosa lavorate per la vostra musica?
Personalmente io ascolto di tutto visto che sono un giornalista musicale! Curo una rubrica di musica e cinema sul “Courrier”, l’unico giornale di sinistra della Svizzera francese e perciò posso stupirti dicendo che a me piace molto anche il folk. All’interno del gruppo poi, ognuno ha i suoi gusti anche se ultimamente siamo proiettati verso le sonorità indus ed anche dub.

Pensate di utilizzare queste sonorità per i vostri lavori futuri?
Si ci stiamo pensano. Quando il nostro attuale chitarrista si è unito a noi era veramente interessato a tutte le sonorità techno-indus. A noi piacerebbe utilizzare come già abbiamo fatto nel nostro ultimo lavoro “Challenge!” molte ripetizioni, elementi di atmosfera, anche psichedelici che è raro trovare in generi musicali così heavy. Probabilmente è per questa nostra intenzione che la categoria di “gruppo hardcore” ci va in realtà un po’ stretta.

E le influenze passate?
Vado sul sicuro: gli Young Gods. Ma al di là della musica che fanno, ci piace il loro approcci alla musica, il loro spirito aperto alle influenze di ogni tipo: è questo quello che stiamo cercando di fare anche noi.

Allora buona fortuna!


di: DHARMABOY

foto di: MATTEO

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