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NON SO (LETTERA AD UN AMICA)

A pochi giorni da un evento come la discussione di una tesi di Laurea si può essere molto confusi. E paradossalmente tutto diventa più chiaro

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Vissuto Storie > Sono uscito dall'Istituto di Geografia Umana verso le sei di sera, ed è stato molto strano. Per la prima volta mi sono sentito davvero ad una svolta, ero emozionato...!
Mi sentivo quasi lo spettattoredi una commedia finita. Un successo, ma finita.

Non so. Sarà stato vedere il cortile del Richini semi deserto o i corridoi quasi vuoti.
Ho fatto tutto il giro del settore aule prima di uscire. L'ho fatto due volte. Qualcuno che studiava, qualcuno che si baciava. E a me veniva da ridere. Un riso bello.
Era tutto cosi' simile a me. Me come mi sono trasformato in questi cavolo di anni. Me che forse non mi sono trasformato troppo. Me che "sono sempre lo stesso: sempre diverso"
per usare le parole di un cantante della tua terra, amica mia.

Non so. Sarà stata l'aria fresca o il sole basso, tagliente. Conosci quel sole basso che ti colpisce in faccia e
che trasforma le cose rendendole più sfumate, cara? A quell'ora anche i rumori sono attutiti, la gente parla quasi sottovoce e ogni tanto si sentono le risate forti di due ragazze.
Quando senti il tram sferragliare suonando la campanella, Milano sembra ancora un paese sereno e ti scappa da ridere.

Non so. Sarà stato l'avere incontrato dopo più di 3 anni
quel mio amico bergamasco, la prima persona bella che ho conosciuto in università; o forse l'essere stato quasi stordito dal nevrotico entusiasmo della ragazza che si laurea con
noi; il non capire ancora bene se sta succedendo davvero a me. Anzi: il non capire bene "cosa" sta succedendo A ME! E poi anche i complimenti del correlatore, la tua parlata emiliana
che è davvero deliziosa, gli in bocca al lupo ricevuti da persone che per un paio d'ore sono stati cari amici, l'ultima dolce amara attesa in quel corridoio, che li ne ho viste
tante di persone.

Non so. Il fatto è che mi sento pieno. Mi sento scemo. Ecco, se tu fossi stata li non avresti potuto evitare un abbraccio forte.
Ti è andata bene, vero? Sono un imbecille, vero? Il fatto è che poi io mi provoco, lo so come finisce ma io niente, insisto,
ci do dentro, mi faccio del male, mi violento i sentimenti con un contorno di stimolatori di emozioni: la radio che suona il Tom Waits, la luce della candela,
il bicchiere di vino rosso... E anche se è tardi, come si fa a dormire se ci viene da ridere in continuazione!?

Buonanotte Luci.


di: RADIOTAKESHI

Articolo inserito il: 2001-12-03



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