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SONGS:OHIA

Intervista a Jason Molina

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Live in Bloom > Mancano pochi minuti all' inizio del concerto al Bloom dei Songs:Ohia, ma Jason Molina si presta volentieri a regalarci un pò di tempo per fare quattro chiacchiere per Bloomriot...Quelle che segue, anche se per comodità è organizzato a domanda/risposta, è in realtà il resoconto di una piacevolissima chiacchierata a 360 gradi con il songwriter americano...

-Bene, Jason, rompiamo il ghiaccio con una domanda sulla forte diversità tra quest'ultimo disco dei Songs:Ohia,piuttosto elettrico, e i precedenti, più acustici e "intimisti"...

Vedi, in realtà quello che cerco di fare è di non ripetermi, di non fare due volte lo stesso disco, motivo per cui un disco riflette quello a cui mi sento più portato quando viene registrato...entrambi gli aspetti comunque mi appartengono in egual misura.

-Tra l'altro una cosa che ho notato, proprio a livello di suoni, in quest'ultimo disco, è una parentela con dischi storici di Neil Young o di CSN&Y come "Zuma" o "Deja Vù"...

Grazie! E'un grande complimento per me...In effetti i suoni che ho sempre amato sono quelli che arrivano dagli anni '70...Non solo la West coast ma anche, per dire, gli AC/DC...Perchè in fondo sono quelli più veri, e soprattutto più umani: se ascolti quei dischi senti la voce in primo piano, e poi gli strumenti, ognuno con il suo calore naturale. E in fondo è anche questa onestà che caratterizza un certo tipo di lo-fi che amo...Oggi ognuno con 25 $ può comprarsi un registratorino e farsi il suo disco..Magari nessuno poi glielo ascolta, ma può farlo, e avere in ogni momento il controllo di quello che sta suonando dal punto di vista del suono puro...Mentre quello che manca alle mega produzioni ma anche al computer è questa semplicità...questa attitudine di avere un suono che altro non sia che un amplificatore con davanti un microfono...

-Ecco, parlando di lo-fi, non si possono non citare due grandi nomi del genere, come Will Oldham, tra l'altro tu hai collaborato con lui, no?...

Si si...è senza dubbio un grande amico e un'ispirazione per me..Anzi, procurati questa cosa che abbiamo appena inciso...si chiama "Amalgamated Sons Of Rest"...Ti piacerà!

-...e, naturalmente, Howe Gelb...Lo conosci, avete mai fatto qualcosa insieme?

Lo conosco come musicista ovviamente, anche se di persona poco, ma mi piace molto...

- E cosa pensi dei suoi live?...specie quelli coi Giant Sand erano delle vere decostruzioni dei loro stessi pezzi, un'autodistruzione, per certi versi...

Vedi, non giudico assolutamente, ma quella totale anarchia è poi molto efficace, anche se ovviamente può non essere facilmente digeribile...E' comunque molto diversa da quello che è un concerto dei Songs:Ohia, pur essendoci anche in noi qualcosa di lo-fi...

-Ecco, come sarà il vostro live, stasera?...sul palco la strumentazione è molto essenziale...

Sì, ci saranno basso e batteria, io con l'elettrica...mancherà in fondo solo la voce femminile.

- E come scaletta?

Un pò di tutto...ma soprattutto pezzi nuovi e che non ho ancora registrato, così che potrai forse capire come sarà il prossimo disco!

- Interessante!

Già, vedi...Non ho mai amato più di tanto la solita cosa "album nuovo-concerto dove si suona quel disco". In effetti mi è sempre piaciuto di più pensare al live come a un qualcosa che l'artista propone al pubblico sia come un presentare sè stesso che come una sorta di sfida al "suo" stesso pubblico, per dargli qualcosa di più che solo un juke-box di vecchi successi. Per il resto poi, siamo umani noi musicisti ed è umano il pubblico...per cui ci sarà quella sera in cui tutto viene una figata e il pubblico entra in sintonia, ma anche quella in cui ti incasini e sbagli il più semplice accordo o per mille motivi non riesci a raggiungere un vero contatto con il pubblico...Ma anche questo và bene!

-Un'ultima cosa, Jason, fuori dall'argomento musicale in senso stretto...Come vive un musicista americano la particolare situazione politica, nella sua vita normale, quindi anche nell'andare in giro a suonare? Per esempio ho letto che i Pearl Jam sono stati contestati in uno show negli USA da una parte del pubblico per le loro posizioni anti-guerra...

Guarda, non ho l'abitudine di esprimere direttamente le mie convinzioni in concerto...preferisco che sia la mia musica a parlare per me e, in un certo senso, ho la speranza di considerare che chi viene a sentirmi possa capire da come sono e come suono quello che sento e quello che penso...Ovviamente i miei pensieri vanno a quello che sta succedendo nel mondo, ma con la stessa sincerità vanno a quello che sono e faccio io...A quello che è la mia vita di musicista..

-Perfetto...Allora grazie per la disponibiltà...E buon concerto!

Grazie a voi..Ciao!


di: BLIXA

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