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L'IMPORTANZA DELL'OROLOGIO

L'orologio è senza dubbio uno strumento utile. Ma "con il dubbio" cosa diventa? Questo racconto è fondamentalmente un racconto sull'importanza. Dell'orologio. Ma non solo.

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Sono partito senza l'orologio. E' che avevo un sonno tremendo e
poi adesso, questo pavimento maculato senapenero mi fa un effetto
sonnifero pauroso.

Aereo numero uno e Zurigo.

Che posto! A parte quei due cornetti bollenti che mi sono rimasti
sullo stomaco, probabilmente a finire di cuocere, questo posto è
allucinante.

Anche l'atterraggio del mio "volo 310" lo è stato:
così da brividi da sequel (Airport 2000) che mi sono rovesciato
sui pantaloni un litro di the! Tanto non mi piaceva…

Ma vedrò se almeno qui in Svizzera gli orologi costano poco,
ma mi sa che vivo su un altro pianeta. A Milano il modello meno
caro era il Flik Flak da 42.000£. Ma a me basterebbe l'orologio
ecologico di Topolino, quello che in 4 puntate ti regalano da assemblare
col fumetto e che almeno anche se ti costa uguale ti da la soddisfazione
di montarlo. "Mi dia l'ultimo numero di Topolino e gli ultimi
tre arretrati!" mi appresto a dire all'edicolante. "Gvazie
non tenire noi qvesto articolo" mi immagino che mi risponda
e perciò lascio perdere.

Mentre rimuginavo su come procurarmi in altro modo lo strumento
ho compilato un questionario in inglese su " Come ti piacerebbe
che fosse l'aeroporto di Zurigo? In Stile (?) svizzero oppure in
Stile internazionale?".

Sinceramente fa schifo così, ma è a suo modo anche
affascinante nell'accostamento tra metallo e moquette degna dei
bei porno anni '60. Però piuttosto che pieno di Speed Rabbit
Pizza, Reverendo Pollo Fritto e Colonnello Calamaro meglio con i
campanacci, i tappetini pezzati e le balle di fieno di cioccolato.
Se poi fa schifo (ripeto, già lo fa) sarebbe l'unico e perciò
possederebbe come minimo il pregio dell'unicità.

In sintesi, tronfio delle mie considerazioni fieramente no-global
consegno il questionario e attendo la risposta della hostess: "Good!"
mi dice, facendomi pensare istantaneamente di averla convertita
al credo ecologista. Niente di tutto questo: mi rifila due buoni
CONSUMAZIONE omaggio… che magra figura… quasi quasi mi
bevo una lattina di Coca Cola.

Stanno preparando l'aereo per Bangkok, loro avranno sicuramente
l'orologio: è importante essere in orario quando si fanno
mestieri così delicati. Ma come cazzo controllano! Un tizio
si è avvicinato al pneumatico dell'aereo e ha sentito "se
era gonfio" come io controllo la mountain bike ed un altro
guardava dentro il reattore in modo così distratto che non
si sarebbe meravigliato di trovarci dentro Pamela Andersson. Cominciamo
bene!

E a condimento della scena il commento fuori campo dei tre zarri
seduti dietro di me con il pizzetto ossigenato (vacanza in Thailandia?)
che parlano solo di disastri aerei e dicono bestialità sugli
aerei in decollo del tipo "Va come scheggia!" e "
Secondo me vanno a mille all'ora!".

Aereo numero due

Stare in questo aereo è un'esperienza psichedelica, qui l'orologio
non serve. La tappezzeria, i sedili ed ogni spazio colorabile, tinteggiabile
ed etichettabile dell'abitacolo è color violetto. Neanche
l'aereo di Madonna me lo immagino così trash. In aggiunta
sono ore che proiettano documentari sulla natura selvaggia come
quello di prima in cui una tigrona pettinava a leccate un tigrino.
Manca solo un panda e poi mi ritroverei nel mondo dorato dei miei
"Stereotipi dell'Oriente". Sono così pirlamente
contento che griderei "UAO!", ma non mi capirebbero.

Ma questo che mi stanno servendo non è un pranzo, è
un'istigazione all'alcolismo! L'Hostess che serve la mia fila sembra
avermi preso di mira: mi ha già chiesto quattro volte se
voglio del vino, sempre con in mano una boccia di rosso ed una di
bianco. Non sono mai stato convincente nel rifiutare. Ma questo
è troppo: anche il cognac mi ha offerto! Mi aspetto di tutto
ormai, chissà se ripassa col Limoncello o con il Centerbe.

I francesi a fianco a me hanno apprezzato molto il Cognac e mi hanno
molto gentilemente avvisato che dopo pranzo andranno a pisciare.
Ma a proposito, che cazzo di ore sono? Io non ho ancora comprato
l'orologio.

Non che non me sia capitata l'occasione ma sinceramente l'orologio
di plastica con su Niki Lauda secondo me porta sfiga; prezzo? 42.000£.

Ordino un'altra Coca Cola e mi chiedo che giorno sia: non sono convinto
ma penso sia il 18 agosto.

Per svegliarmi una hostess che prima non c'era (caricata in volo?)
o che è invecchiata di brutto dall'ultima volta che l'ho
vista, mi passa una pinza da bar per il limone e mi da una salvietta
calda che all'inizio confondo per una nuvola di drago. Il problema
vero è che le calze di spugna bianche che indosso mi sembrano
diventate due ingessature. Devo scendere. E comprarmi un orologio.

Bangkok International Airport

Qui è sicuro che troverò una qualche imitazione del
Flik Flak prodotta ad Hong Kong e magari con su anche un Pokemon.
Invece vago tra gli scaffali troppo stretti, frastornato dalle commesse
che assomigliano sinistramente alle hostess di prima e guardo tutta
la merce asiatica intorno a me come se non l'avessi mai vista prima
ed in effetti è proprio così.

Ma che freddo fa qui dentro! Ci devono conservare la carne?

Mi rifugio in un angolo battuto dal sole più appiccicoso
del mondo e noto due randagi diretti anche loro a Katmandu: hanno
la Lonely Planet che è un po' il McDonald del randagio, la
Bibbia del turista no-Alpitour.

A farmi compagnia in questa mattina appiccicosa è perciò
il discorso di Al Gore alla Cnn che sembra aver rapito l'attenzione
dell'americano mangia-caramelle che ho vicino. Ma dove cazzo le
ha trovate in mezzo a tutta quella merce incomprensibile? Sono veramente
tagliato fuori dal mercato io: neanche se volessi potrei diventare
un consumatore modello.

Aereo numero tre

Le hostess complottano contro la mia sanità mentale. Mi hanno
dato da compilare il visto della Thailandia anziché del Nepal
e per un attimo ho pensato di aver sbagliato volo ed invece sono
ritornate ridacchiando, probabilmente della mia faccia contrita,
e me lo hanno sostituito. Una salvietta calda come prima non ce
l'avete?

Nepal!

Finalmente! Allora esiste! Scendo dall'aereo e subito vengo travolto
da un migliaio di odori, un altro migliaio di colori ed un migliaio
di persone nell'arco di quindici minuti.

Ma non so se poi erano davvero quindici. Non ho ancora un orologio.


di: DHARMABOY

Articolo inserito il: 2001-12-03



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