BLOOMRIOT > Vissuto > RABU'S PSYCHEDELIC BREAKFAST

RABU'S PSYCHEDELIC BREAKFAST

Un racconto vero sull'Africa nera. Una jam session anarchica, in compagnia dei miti di sempre, dello stomaco vuoto e delle sigarette che fanno ridere. Un posto dove le banconote grandi valgono ben poco.

, .    

Vissuto Storie > Il sole si alza presto in Africa, e la moltitudine di animali
da cui mi trovo circondato si sveglia con lui, conclusione: ore
7 di un qualsiasi giorno delle mie sudate "vacanze" i
miei occhi sono irremovibilmente ed irrimediabilmente spalancati.

Una volta svolte le formalità della toilette non mi resta
che cercare il modo di riempire la giornata, più facile a
dirsi che a farsi in Africa, dato che la maggior parte della popolazione
passa il tempo a fissare un punto indeterminato dello spazio ascoltando
musicisti ipnotici e nenie devianti.

Dovrei anche tentare di riempire lo stomaco, ma ormai questo costante
senso di vuoto mi è familiare e mi aiuta a restare attivo,
quasi piacevole…..quasi.

Comincio a ciondolare per il quartiere più povero della cittadina
(quello in cui vivo) con le mie banconote da bianco ciccione talmente
grandi che nessuno accetta perché non riesce a cambiarle,
è incredibile, più soldi hai, più soffri la
fame (palla incredibile, purtroppo), accanto a me i disinvolti locali
con le loro monetine possono acquistare e sbranare i loro enormi
piattoni di riso ed a me non resta che trascinarmi triste, deluso,
affamato, ma un po' più saggio verso non so dove.

Ma proprio quando la desolazione sta per attanagliarmi vengo affiancato
da un losco figuro; il viso mi è familiare, dice di conoscermi;
qui non riconosco nessuno, ed ormai le magre figure si sprecano,
comunque bleffo e gli dico che mi ricordo benissimo di lui; ottima
mossa, mi sembra contento, lo seguo.

Strada facendo, cercando di comunicare in un francese che farebbe
inorridire chiunque, scopro di averlo conosciuto chi sa dove e chi
sa come la sera precedente (probabile) e che tra una birra e l'altra
abbiamo a lungo parlato di country.

E' vero, ecco chi cazzo è: Rabù, un artista, musicista,
scultore, pittore, liutaio e tutto ciò che può venire
utile all'occorrenza.

Gli avevo promesso che avremmo suonato insieme e appena mi ha detto
di avere un contrabbasso non ho potuto rifiutare il suo invito;
dopo due settimane di percussioni e strumenti pentatonici, l'idea
di uno strumento con una scala "europea" mi riempie di
gioia, datemi una dodecafonica e solleverò il mondo.

Ovviamente si trattava di un notissimo contrabbasso africano a scalatura
fissa, accordato a pentatoniche.

Poco mal, estraggo la mia armonica e sono pronto alla battaglia.

Ma dov'è Rabù?! è sparito, mi ritrovo solo
nel suo cortile, giardino, ovile e mi rendo conto di trovarmi in
una selva, la vegetazione ha preso il sopravvento e mi servirebbe
un machete per poter entrare in casa, ma la sensazione è
piacevole, mi sento un po' Tarzan.

Ma ecco tornare l'amico, mi sembra in difficoltà, deve districarsi
tra le liane, gli arbusti, le galline, gli ovini e i tafani, con
il suo grosso strumento in mano (il contrabbasso) e delle enormi
sigarette che fanno ridere nell'altra (sono tantissime, ha delle
mani enormi!).

Non perde tempo e ce ne accendiamo una; l'atmosfera si scalda e
cominciamo a suonare, il risultato è agghiacciante, la tonalità
è incomprensibile, il ritmo pure, ma le sue ottime sigarette
iniziano a dare i loro frutti e dopo dieci minuti Rabù è
il mio musicista preferito.

La musica attira molta gente, soprattutto quando non si ha molto
da fare, qui nessuno fa niente e in men che non si dica il cortile
si riempie di gente di ogni tipo.

A noi si unisce un percussionista, è sempre peggio, l'anarchia
totale, ma la gente sembra entusiasta, oppure mi stanno sfottendo,
non lo so, comunque sono felice e continuo a suonare.

Dopo molto tempo, complice il caldo, l'armonica e le infinite sigarette
comincio ad assistere alle prime deformazioni spazio temporali,
Rabù mi sembra Superpippo (il mio eroe preferito) ed io mi
sento come Topolino nella valle di Jassura quando il professor Zapotec
scopre ed assaggia i famigerati peperoncini del Guatemala.

Improvvisamente colto dall'estasi misticosensoriale inizio a suonare
con il pugno alzato tra un tripudio di folla e latrati di cani,
sembro il Che Guevara d'Africa; è fantastico, come se tutti
i miei idoli si fossero materializzati in quella corte:

Topolino, Superpippo, il Che …….


……..Non so quanto tempo sia passato, ma mi ritrovo seduto
su una strana sedia in mezzo ad una folla divertita, devo essere
svenuto per le troppe emozioni.

Comunque sono ancora vivo e riesco a recuperare la mia dimora senza
troppi problemi.

Ovviamente prima di andarmene ho dovuto acquistare alcuni dei sui
"prodotti", ma poco male, la merce era ottima.


di: CADIMU

Articolo inserito il: 2001-12-03



Hai del materiale iconografico riguardante questo articolo? redazione@bloomriot.org