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COSA NE E' DI TE NEL PRECISO ISTANTE IN CUI NON PENDI NE' AL BENE NE' AL MALE

Sorseggiate pure la vostra vita da una tazza sbeccata, a piccoli sorsi. Le vostre labbra ormai si appoggiano sicure, da tempo sanno dove sono i bordi taglienti...

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Vissuto Storie > Sorseggiate pure la vostra vita da una tazza sbeccata, a piccoli
sorsi. Le vostre labbra ormai si appoggiano sicure, da tempo sanno
dove sono i bordi taglienti.Anche voi, signore impellicciate solo
per avere addosso qualcosa di più morto di voi, ascoltatemi
un istante, anche se forse non ho nulla da dirvi.

Vorrei parlarvi di una persona, un guardiano di frontiera. Lo vedo
spesso in quell'inutile pendolo che è la mia vita, sempre
in bilico fra due luoghi, non sentendo appartenenza per nessuno
dei due e con il costante desiderio di essere dall'altra parte.
Dopotutto è una legge fisica: agli estremi la velocità
è nulla, ma l'accelerazione, la spinta, è massima.

Così ogni volta che passo incrocio questo vecchio che, immobile
e con l'unica compagnia di un bufalo dall'aria annoiata, da anni
riscuote il mio pedaggio. Butto nel cesto la moneta, lui non alza
nemmeno la testa e mi lascia passare. Spesso mi volto a riguardare
i miei soldi, confusi in mezzo a tutti gli altri, ma solo apparentemente
uguali. Già, perché tutti pagano per andare in un
posto, per commercio, per vedere amici, amanti, parenti. I miei
soldi sono diversi, io pago il guardiano di frontiera per assaporare
quell'attimo a metà dell'oscillazione in cui l'accelerazione
è nulla. Quell'attimo in cui si può inspirare tranquillamente
tutta l'aria che si può e sentirsi appagati solo perché
tutto è ancora possibile, quando il voltarsi indietro e il
proseguire sono due azioni ugualmente stupide. Quando si può
guardare il cielo e, forse, sentirsi ilberi. Ma l'inevitabile e
crudele legge fisica riduce e annulla la durata di quell'attimo,
perché inesorabilmente quando l'accelerazione è nulla,
la velocità è massima.

Una sola volta il vecchio guardiano di frontiera ha alzato lo sguardo.
Mi ricordo ancora l'intreccio di rughe, i pochi denti e l'indecifrabile
volto antico. Ma sono gli occhi che più si sono impressi
nella memoria. Non per una loro particolare caratteristica, erano
occhi ordinari, giallognoli e pieni di venuzze, gli occhi che ti
aspetti di trovare in un volto rugoso. Ma rivelavano ben di più:
dietro l'impassibile viso infatti il vecchio stava sorridendo. E
rideva di tutti noi, perché non aveva dimenticato una banale
verità fondamentale: continuando il nostro viaggio lo avremo
necessariamente incontrato di nuovo, seduto immobile sul valico
di frontiera a chiederci di nuovo il pedaggio.

A volte, per soffocare la noia dei miei viaggi, immagino di essere
un acrobata, uno di quelli che cammina sopra le funi. Rischierei
la vita a ogni passo, ma la gente sotto di me, sopra di me vedrebbe
il cielo.


di: A.MA.

Articolo inserito il: 2001-12-03



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