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MORETTI DA 66 ED ECCESSI DI ZELO

Mai nominare il Baffo in luoghi sacrileghi. Potrebbe risultare una pericolosa arma a doppio taglio, un insidioso squarcio di pentimento nelle vostre coscienze

, .    

Vissuto Storie > Estate 2002: tempo di divertimento e di svago a Milano, soprattutto
per chi come me, per un motivo o per l’altro, non è
potuto andare in vacanza. Investito dal flusso degli eventi finisco
disgraziatamente in una nota discoteca all’aperto, zona Idroscalo,
luogo di pellegrinaggio della fighetteria milanese a cavallo di
AZ3 o Golf GTI. Iniezione elettronica. Perché sono qui? Si
entra gratis. E allora perché no.

Scene già viste e luoghi già visitati: le stesse canzoni
nella stessa sequenza. Il solito cazzo di CD che gira masterizzato
in tutte le discoteche rock del circondario. Sorrido e faccio lo
strafottente insieme ad un mio amico. Faccio anche la battuta del
CD di due righe sopra. Mi sento brillante e cinico.

Solite persone stereotipate: tipi ben vestiti in atteggiamenti marpioneschi
che biascicano battute messe allo sconto nei peggiori mercati dello
humour; più viscidi del lombrico che avevo appena visto morente
vicino ad un muretto. Tipe con l’orecchio proteso verso le
bocche dei sopraccitati, impegnate a ripulire le frasi dal biascicume
e dalle lacune sintattiche. Controindicazioni etiliche.

Mi sento brillante e cinico. Ho voglia di bere per catalizzare la
voglia di ballare. Vado al bar. Un insignificante foglietto torreggia
sul bancone, porta seco una scritta dai valori devastanti: BIBITE
E BIRRA 6 EURO COCKTAILS 7 EURO. Salasso. Mi guardo intorno, smarrito.
Avrei voluto una birra… guardo nel portafoglio: 10 euro. Cazzoculo.
Un tipo di fianco a me ritira la sua birra in un bicchiere di plastica.
Attendo palpitante, speranzoso nella classica situazione “
ho finito i bicchieri grossi, fa niente se te la metto in due piccoli?”.
Macchè. E’ tutto li.

Sono incazzato nero. Già un po’ ebbro da precedenti
bevute decido di fare lo strafottente fino in fondo, stranamente
tronfio di me stesso.

Me la prenderò con il cassiere, perché lui è
l’icona in quel preciso momento, come gli sbirri alle manifestazioni.
Mi sento contro il Sistema, leoncavallino al 100%, sano portatore
di una verità cruda, nocciolo centrale per dilemmi giovanili.

Mi protendo verso di lui e gli spiattello:

“ Ti rendi conto che al supermercato una Moretti da 66 costa
80 centesimi?”. Lui, con tono metallico:

“ E allora vai a divertirti con le cassiere dell’esselunga!”.

Rimango basito, poi arrossisco. La mia brillantezza e il mio cinismo
vanno frantumandosi, cozzando contro quell’opaca figura. Io
sono qui, è colpa mia.

Mi volto, i miei amici ridono e ballano, la mia ragazza balla e
si diverte. Altre persone che conosco ingollano tutti insieme un
unico cocktail alla goccia con delle cannucce. Poi si contraggono,
lasciando cadere il bicchiere. Il ghiaccio si rovescia sull’asfalto,
la fetta d’arancia rimane dentro. Le cannucce in posizione
shangai sembrano introdurre l’inizio di un nuovo gioco. Loro
invece fanno strane smorfie, smorfie post-allagoccia.

Mi giro verso il cassiere, prendo un Negroni. Sette euro. Pessimo:
troppo Campari.Vado a consumare il mio divertimento.

Come sapeva che vado all’esselunga? Il Grande Fratello dall’alto
dei cieli mi spiava, e puniva il mio eccesso di zelo. Tre euro di
resto mi tintinnavano in tasca. Il giorno dopo mi sarei comprato
tre Moretti da 66. All’esselunga


di: MORVA

Articolo inserito il: 2002-08-03



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