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MONSTERGROOVE TOUR

Spiritual Beggars – Clutch – Spiritu – Dozer

MONSTERGROOVE TOUR, .    

Live in Bloom > E’ sabato e contrariamemte a quanto chiunque possa pensare al Bloom si lavora più che ogni altro giorno… In particolare in questo sabato di inizio primavera.
Perché? Beh… oggi al Bloom è di scena il Monstergroove, unica data in Italia… un tour che gira in tutta europa con quattro gruppi del calibro di Dozer, Spiritu, Clutch e Spiritual Beggars.
La giornata inizia prestissimo, a mezzogiorno, dopo una breve capatina al matrimonio di due dei capisaldi del Bloom, sono già in loco dove mi aspetta il service che deve montare l’integrazione per l’impianto. Tutto fatto. Ecco i gruppi… circa trenta persone che parlano inglese peggio di me (difficile da credere ma vero!) con accenti a dir poco improponibili, e i pochi che lo conoscono che non parlano con nessuno se non per dire “cappuccino”… pergiunta in italiano!
Ho già capito che la giornata sarà più lunga del previsto.
Dopo svariati summitt tra fonici e tour manager, tour manager e tuor manager, promoter e fonici, mio nonno che passava e la zia di Morva si giunge alla conclusione che l’impianto che c’è non è del tutto soddisfacente ma nella loro infinita bontà decidono di concederci la grazia e suonare lo stesso (io personalmente li avrei mandati a zappare la terra qui di fronte o a coltivare gli asparagi invece che farmi trapanare la minchia per quattro ore ma…). Si inizia il soundcheck che durerà svariate ore... fino alle sette quando si decide di (m)andare a cena l’allegra brigata.
Ore 21.00 la gente fuori dalla porta reclama per il freddo e vuole entrare. Ma ragazzi, è marzo… la primavera è alle porte, non rompeteci il cazzo! Niente da fare. Si decide di aprire le porte e far entrare i poveri assiderati prossimi alla morte.
Ore 21.30 si accendono le luci e tacciono le voci… salgono sul palco i Dozer, stoner band dal nord Europa che contrariamente alla posizione in classifica spaccano il culo a tutti. Psyco-stoner davvero ben fatto e ben suonato. Peccato solo che a quest’ora di sabato sera la gente è ancora a casa a mangiare. Poco male, i radi eletti si accalcano sotto il palco e si scambiano sguardi di soddisfazione tra un pezzo e l’altro.
Passa mezz’ora ricca di riffoni anni ’70 prima del saluto dei Dozer a favore degli Spiritu.
Dieci minuti dieci di cambio palco, pochi microfoni da spostare, un rapido controllo e si ricomincia.
Ore 22.10, Spiritu on stage. Hi guys, we’re from Usa…. Passiamo al secondo gruppo che suscita non poche perplessità nel pubblico in sala… se siete degli alcoolizzati e vi capita di trovarvi in un club dove stanno per suonare gli Spiritu è il momento buono per darvi il colpo di grazia.
Dopo mezz’ora di sofferenza (la mia attenuata da potentissimi tappi per le orecchie) ci concediamo un piccolo break di 20 minuti per rivoluzionare il palco e prestarci ad ascoltare i due gruppi “importanti” del festival.
Ore 23.00 Clutch sul palco… Tecnicamente mostruosi… davvero precisi e potenti. Bei pezzi, molto ben suonati…Forse a causa della mia ignoranza in materia non sono riuscito ad apprezzarli al 100%. Ora della fine alcuni pezzi mi sembravano un pochino ripetitivi… sicuramente se li avessi conosciuti meglio le mie impressioni sarebberoi stati differenti. Una nota di merito in particolare: Il batterista dei Clutch è il più figo del mondo! Bello paciocco, che spernacchia ad ogni colpo di rullante sobbalzando sullo sgabello e che chiude il concerto scaraventando a terra il doppio pedale sfondato subito prima di annunciare l’ultimo pezzo. FICHISSIMO!
Dopo tre quarti d’ora di spettacolo ci apprestiamo all’ultimo cambio palco in favore degli headliner della serata, gli Spiritual Beggars. Ore 00.00, Spiritual Beggars. Si nota subito in queste situazioni chi ha dell’esperienza sulle spalle e chi no… Beh, complice il passato di ogni singolo componente del gruppo gli SB ce l’hanno, e si vede! Sul palco sono davvero forti e coinvolgenti. Tengono il palco per un’ora e mezza tonda tonda senza dare cenni di smarrimento, stanchezza o debolezza fino alla fine. Qualcuno si aspettava qualche cover che non è arrivata, qualcuno si aspettava un concerto con meno gruppi, qualcuno se ne è andato scontento e qualcun altro se ne è andato felicissimo… Io me ne sono andato solo dopo aver finito di sbaraccare il tutto, stanchissimo e puzzolente. Beh, alla fine è ancora rock’n’roll!


di: DOC NOISE

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