COCA

" Lavoriamo senza ragionare" disse Martin;
" E' l'unico modo di rendere la vita tollerabile "

, .    

Vissuto Storie > Ero stanco ed annoiato dalla vita, che continuava imperterrita
a passarmi sopra.

La tempesta aveva spazzato in un attimo quelle quattro certezze
che mi avevano sostenuto un tempo, lasciandomi ansimante in balia
di mostri terrificanti. I mostri della mia mente.

Avevo paura del mondo esterno. Paura che mi entrasse in casa, per
farmi male. Ero terrorizzato di restare solo in quella casa, la
mia, così carica di passato, di ricordi e di voci. Sentivo
il bisogno di essere continuamente circondato da amici, pronti ad
ascoltare i miei sfoghi, i miei vaneggiamenti. I vaneggiamenti di
un pazzo. Ero terrorizzato da me stesso. Avevo paura di confrontarmi
con quello che ero.

Fù allora, che iniziai a drogarmi.


Dopo cena, con la pancia strabordante di fusilli e vino rosso,
un bicchierino di crema di limoni ed un caffè, era accorso
in mio aiuto il divano. Me ne stavo sdraiato lassopra cercando la
pagina duecentouno del televideo. In una mano il telecomando e nell'altra
una sigaretta.


Il Catania in C1. Gaucci Jr. farà ricorso al TAR.

E' morto il presidente della Juventus, Chiusano.

Il Milan ha perso 2 - 0 con il Barcellona


Uno sguardo veloce al cellulare. Il centesimo. Nessun messaggio.
Vuoto

Chi doveva chiamarmi? Perchè poi?


Berlusconi vara una legge, oggi, per non finire in galera, domani.

In Iraq grazie ad Allah sono morti, anche oggi, due soldati americani.

Ventinove vacanzieri uccisi sulle strade tra Sabato e Domenica.


" Belle ferie del cazzo! " Pensai d'acchito.


Notai con piacere il tono ironico di questi annunci e all'acutezza
di vedute dei giornalisti italiani e al loro stile.

Finalmente un punto di vista moderno nel centro esatto dell'inquisizione
cattolica.

Ero sbalordito. Filosofeggiavo sulla vita e sulla morte mentre mi
arrotolavo due bei cannini.

Una la feci leggera con pochissima Maria. Non avevo una gran voglia
di sconvolgermi.Di lì a poco sarei uscito e dovevo reggere
un minimo di conversazione. Giusto quel paio di sì, ma e
bho che ti fanno apparire tanto interessato il venerdì sera.


Alla fine la feci tropo forte. Pensai che c'avrei bevuto sopra un'altro
caffè. Per riprendermi.

L'accesi e me ne fumai metà proprio nel bel mezzo de "
Le incredibili avventure del presidente operaio".

Un caffettino. Una lavatina ai denti, e...una sega? Decisi di rinviare
la sega al mio ritorno. Come bacio della buona notte.

Tirai fuori il VW dal garage. Elvis, appeso allo specchietto retrovisore,
se la sculettava ch'era una meraviglia. Era felice.

Stasera se ne andava a spasso. La mente corse velocemente a Simo
e al giorno del suo matrimonio. Pioveva a dirotto quel giorno. Il
giorno in cui Elvis ed io lo portammo in chiesa. Quel giorno la
VW era bella e pulita come non mai. Era la più bella macchina
del mondo.

Chiusi il portone e abbassai la capotte. La bellezza dell'estate
in cabriolet. Le stelle e l'aria. Accesi l'autoradio e la posizionai
su Antenna 1 Rock Station.

" The house of jelous lovers. " era il tormentone estivo.
Lo trasmettevano di continuo. Pensai a quanti potesse piacere. Per
me suonava falso. Un'altra cagata di stagione. Stagione alternativa.


Aprii il cancello e aspettando di uscire finii " la Light.
"

Santa tranquillità. Pensai a quant'era bello fumare al volante,
la notte, sotto le stelle, all'aria aperta.

Era quasi mezzanotte di un sabato d'estate. Oltre quel cancello
il mondo pulsava caldo di vita, ed io speravo di trovarlo bagnato
ad accogliermi. Mi diressi diritto al Fuego. Erano solo un paio
di chilometri ma per me era il " On the road ".

La Marijuana cominciava a viaggiarmi.

" DIO CHE BELLO FUMARE. " Lo urlai ad un semaforo. Ero
pazzo. Anelavo alla vita.

Una Jeep si affianca. Una voce che urla:

" Ohmasafet? "

Lo riconosco, è Marco; in " bamba " pesa. La "
bamba di viale Roma. " Quella buona.

" Ciao beeelo. "

Entrai nel parcheggio e subito mi sentii più rilasssato,
tranquillo. Sorrisi ai suoi occhi sporgenti. Alla magliettina colorata
e a quell'alone di energia che emanava. Non riuscii neppure ad uscire
dall'auto che mi fù subito addosso. Provai a calmarlo ma
fù lui a prendere subito in mano la situazione.

" Ohciaononsonopotutoandarealmare. C'eralacolonna. SonoentratoaModenaNordeaModenaSudnoncelafacevopiù.
Sonouscitoperchèc'eratroppocasino. "

Parlava a nastro. Non riusciva a tenere staccate le parole. Nonostante
lo conoscessi e lo frequentassi da tempo non riuscivo a capire un
cazzo di niente. Lo lasciavo parlare. Meglio così. Con lui
c'era il fido scudiero. Pablo, il " Sancho " della situazione.


" Ciao Pablo ".

" Ciao. "

Pablo era un uomo di poche parole. Non avevo ancora capito se era
timido oppure se gli stavo sul cazzo. Per me gli stavo solo sul
cazzo. Con me non si dimostrava molto loquace. Gli stavo proprio
sul cazzo. Decisi che sarei sopravvissuto.

" Tutto bene ? "

" Sì ! E te ? "

" Bene. "

Mentre Pablo tornava alla carica mi grattai la pancia.

" Civorrebbedafumare. Staseraèunpacco. C'haimicaqualcosate
?"

" Un pò...."

" Alloradaichefumiamo. "

" Dopo. "

" Dopocosa ? "

" Dopo. "

" Perchèdopo ? "

" Perchè sono già abbastanza cremato.... e dopo
non capisco più un cazzo! "

" Bhèalloracheproblemac'èfumoio. "

" Dopo! "

Sembrò calmarsi. Faceva finta. era agitato abbestia. Entrò
in bar. Se ne uscì dopo un paio di minuti. Peggio di prima.


" Chepostodelcazzo ! "

Era completamente fuori di testa. Non ce la faceva a calmarsi. Il
viso abbronzato nascondeva la " scimmia " che gli stava
sulle spalle, ma gli occhi, quegli occhi rossi e sporgenti che gli
stavano per esplodere da un momento all'altro, quelli lo tradivano
davanti a tutto il mondo.

Cazzo un minimo di comprensione, a quest'ora Pablo doveva starsene
a Cesenatico seduto in barca, con la goccia amara giù per
la gola, a bere Rum fino al mattino provando a togliersela. A Cesenatico
pescando cozze di frodo. Invece impazziva in una Sassuolo deserta,
senza nemmeno una misera canna per rilassarsi.

" Daichefumiamo. "

Ricomincia la fotta. Ancora due minuti e sarei impazzito.

" Aspetta! "

Una mattana davanti al locale sarebbe stato troppo anche per me.
Il suo volto stravolto era troppo.

Sapevo che non avrebbe mai aspettato. Provai a mettermi nei suoi
panni. Mi sforzai di capirlo. Alla fine andai alla macchina e presi
l' All right. Gliela porsi invitandolo a non " seccarsela ".

Neanche il tempo di mettersela in bocca che era già metà.

" T'ho detto di non cremarla! "

Me la passò. Il filtro e due tiri. Feci finta di niente mentre
la infilavo nel pacchetto.

Dopo un ora ch'ero arrivato non avevo ancora messo il naso dentro
al locale. M'era scesa. Non c'era nessuno. Erano tutti al mare.

" A Ravenna. Sono tutti a Ravenna. "

Lo disse Sancho guardando Pablo e in risposta ai miei pensieri.

Una macchina. La sorella di Morri al volante. Accanto c'era una
bella topina che non vedevo da una vita.

Dietro Monia, Nadia e Marcy.

" Ciao belle donne, dove siete dirette ? "

" Al Baraonda. "

Che bel coretto di stronze.

" Non dovevate andare a mangiare la pizza ? "

" Già fatto. "

Ero strafatto. era già l'una e non me n'ero accorto.

Guardai la topina:

" Tu sei di Fiorano ? "

" Sì. "

" E come ti chiami ? "

" Barbara. "

Che bel tocco di fica che ti sei fatta Barbara.

" Piacere di conoscerti Barbara, io sono Robby "

Pablo mi arrivò dietro.

" Ohlosmollate. Staseraèmio. Stàconme. Basta!
Ciao. "

Neanche il tempo di finire che mi trascinò via per un braccio.
Mentre ci allontanavamo lanciai uno sguardo alla Marcy.

Mi sorrise. Ripensai velocemente alla nostra storia. Che storia
di merda.

" Ci stiamo lasciando. "

" Chi ? "

" Io e la Marcy. "

Strabuzzò gli occhi ancora di più.

" Massè ? "

" Sì "

" Madai ? "

" Sì "

" Perchè ? "

" Non andiamo più daccordo. E' una decisione che abbiamo
preso insieme..... "

" Bheavetefattobene. Senonandatepiùdaccordo.... megliochestareinsiemeenoncagarsi.
"

" Si tratta di un periodo, così, tanto per riflettere
"

Oramai non m'ascoltava più. Il tempo a mia disposizione era
terminato. Aveva detto qualcosa a Sancho, piano, all'orecchio, ed
era scomparso di nuovo dentro al bar.

Sancho ed io non trovammo niente di meglio da fare che sederci da
qualche parte in mezzo al sudore di Luglio..

Sancho. Chi cazzo era non l'avevo ancora capito.

L'idea di starmene seduto in silenzio mi atterriva. Mi feci forza
e provai a dirgli qualche cazzata. Lla prima che mi venne in mente:

" Bello cotto Pablo stasera...."

Mi guardò. Sorrise, ma non rispose. Concordava, ma non voleva
dire niente che potesse essere usato contro di lui.

Lasciò cadere il silenzio, tra di noi, per qualche minuto.
Poi, all'improvviso mi rivolse la parola.

Quello che disse andò oltre l'umano. Non trovai di meglio
che rispondere con un bel " bhò "

Pablo ricomparve felice come un bambino. Buttò una occhiata
a Sancho e all'improvviso ci alzammo.

Teletrasportati dentro la Jeep, con una storia pesa tra le mani.


" Sono 10 banane a testa. "

Lo disse seriamente, ma io feci finta di niente.

Per me era un periodo di merda. Veramente di merda, sotto tutti
i punti di vista.

La donna m'aveva lasciato da un mese ed il negozio andava a puttane.
Quella sera ero uscito con dieci banane contate. Se gliele mollavo
di botto non avrei avuto neppure un soldo da bermi. Provai a risolverla
da amico.

" Non ce li ho. Ce la fai a mettermeli in conto ? "

" Nessun problema. "

Lui era un signore ed io un verme. Bella la vita. Non la smetteva
mai di sorprendermi.

Lo sentvo più tranquillo. Riuscivo persino a capire quello
che andava dicendo.

Avevamo bisogno di finanziatori. La roba non era stata pagata. Fù
allora che tirammo su il primo che ci venne incontro.

Non l'avevo mai visto, ma dall'aspetto sembrava un fighetto del
centro. Fece la figa ferita per cinque secondi cinque uscendosene
con stronzate del tipo: " Non lo sò....domani mi devo
alzare presto. " Appena capì di cosa si trattava prese
posto e non ruppe più i coglioni.

Partimmo. Lo stereo a buco con la techno a manetta. Tornai indietro
di dieci anni in un attimo. Ero al Matisse insieme a Giaco e le
Vodka-lemon. Era passata una vita ed io ero sempre in giro a fare
le stesse cazzate. Dieci anni trascorsi per niente.

La jeep s'era imbucata in mezzo alla campagna, dalle parti di Magreta.
Che sfigati, tutto questo casino solo per una riga.

A Malaga ce le facevamo per strada, la sera, sopra le auto in sosta.
Pensai alla gente. Oramai lo facevano tutti. Eravamo tutti strafatti.
Settanta al grammo era un prezzo onesto per una notte da delirio.
Meglio di qualsiasi altra cosa.

Parcheggiamo in una strada sterrata,in mezzo al nulla. C'era solo
la luna, alta nel cielo, ad illuminare questo delirio.

Era merda. Non c'era neppure bisogno di sgrumarla. Era polvere.
Un pacco di merda assurdo.

Pablo ci regalò quattro belle strisce di colore grigio. Tirarono
tutti, poi venne il mio turno.

Me ne sparai metà di destro e l'altra metà di sinistro,
come un grande campione. Poi salutai il naso.

" SASSUOLORICCIONEESTATE2003 "

Il fighetto si mise ad urlare. Buon segno. Se la faceva piacere.


Ma chi cazzo era ? Magari l'avevo già visto da qualche parte.
Tirare coca non è come farsi le canne, qui la cosa è
ben diversa, e avere accanto uno che non si conosce non è
sempre piacevole.

All'improvviso mi scese la goccia. Amara. Amarissima. Provai a buttarci
dietro un pò di birra. Andò tutto di traverso. Goccia
e birra. Che casino. Iniziai a tossire. Non riescivo a smettere.
Mi salii una para da delirio. Ci stavo rimanendo.

Sarei affogato. Questi stronzi mi avrebbero buttano in mezzo alla
campagna. Sdraiato in overdose in mezzo al letame mentre la Jeep
s'allontanava sgommando.

Mi feci una gran violenza. Poi di colpo smisi. La birra, la goccia,
la paranoia, scesero. Il buco del culo tornò a livelli accettabili.

Mi sentii meglio, molto meglio.

Mentre pensavo al mio culo, Pablo era di nuovo all'opera.

Carta e coca.

Ne drizzò altre quattro. Quattro belle zanne d'avorio per
i nostri cervelli di merda.

Il problema adesso era come fare a pipparmele. Tornò il mio
turno. Mi faccio coraggio e tirai. Alla faccia della paranoia e
del naso.

DESTRO. SINISTRO. BUMMMM.

Mi scollegai completamente. Non rieuscii a pensare a niente. Avevo
la mente completamente out. Poi di colpo fù la luce, e poi
il power.

" Dai che torniamo in bar."

Rientro.

" E vai..."

" SASSUOLORICCIONEESTATE2003 "

Urlai, pure io, abbracciato allo sfigato.




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CHE SERATA DI MERDA

Al telefono provavo a mettermi in contatto con Rubens. Fermo sotto
il semaforo, davanti al Baraonda.

ROSSO.

Dove minchia era? Perchè cazzo non rispondeva? "

SQUILLA SQUILLA SQUILLA.

Rispose.

" Oh Ciccio...."

" Ciaobellodovesei ? "

" Siamo a Rubiera a casa del Crudo. Gran bella cena..... "

" Edopo ? "

VERDE. Partii.

" Bho ? Qua ce n'è per un'altra mezz'ora e poi vediamo.....Vieni
qua. "

" Nosonocottopesovadoaletto. "

" Hai fumato come una bestia! "

" Tacivà.. "

Girai a destra, direzione Panorama.

" E gli altri ? "

" LiholasciatialFuego "

Due fari che m'affiancao. Lampeggio. Guardai con la coda dell'occhio.


I CARABINIERI.

" NoNoNo "

" Cos'è successo "

" ICarabinieri...."

Buttai giù il telefono, e misi subito la freccia. Accostai.

S'affiancarono.

Avevo bevuto. Ero drogato. Guidavo senza cinture parlando al cellulare.

" ALLORA QUANTI PUNTI VOGLIAMO TOGLIERE ? "

Merda mi ritira la patente. Robby non parlare. Sei troppo fuori.
Ti sgama subito.

Congiunsi le mani in segno di sottomissione.

" .... E LA CINTURA ? CE L'HA LA CINTURA ? "

Gliela indicai. Era dietro. Linda. Pulita. Immacolata.

" .... E PERCHE' NON SE LA METTE ? "

Mi sentii troppo scemo, ma non avevo voglia di parlare. Se l'avessi
fatto mi sarei fottuto da solo.

" .....SECONDO LEI NOI CHE COSA CI STIAMO A FARE ? LO SA' CHE
COSI' FACENDO LEI PRENDE IN GIRO IL NOSTRO LAVORO. "

Ricongiunsi le mani e il cellulare squillò nuovamente..

" ....DOVE ABITA ? "

Allungai la mano e gli indicai la direzione.

SquillaSquiLLASQUILLA.

" .... VA BE' ! PER STAVOLTA PASSI, MA LA PROSSIMA...."

SQUILLA

" ..... RISPONDA PURE! "

Lo lasciai squillare. Non avevo la forza di rispondere. Ero sconvolto.


Se ne andavano e il cellulare squillava.

Risposi. Era Rubens.

" Quanti punti ? "

" Nessuno ! "

" Granlusso "

" LUSSOTOTALE "


di: ZA000BB

Articolo inserito il: 2003-06-03



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