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PROMETEO E' INTERNET

Il mito di Prometeo rivisitato.
Classicità e tecnologia fuse in una piacevolissima allusione Leopardiana

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Prometeo: Ho dato loro la vita e il fuoco, contro il volere di
Zeus ho fatto loro tale dono.

Pago la pena infinita ed eterna saziando questo avvoltoio puntuale, torcendomi
ancorato a questo sasso.

La tecnica, la scienza e l'arte ho voluto accompagnare a quei doni, dare una
veste a questi esseri nudi e scalzi, rubati al fango.

Ora coloro che, per negligenza di mio fratello nacquero vulnerabili e privi di
ogni qualità e forza soggiogano il mondo intero, ne fanno sperpero, insidiano
l'uffizio degli Dei, e di certo sarà l'ekpirosis paventata se questi esseri
non troveranno il modo di padroneggiare l'arte della politica, l'unica che non
riuscii ad estorcere a Zeus, e trovare l'equilibrio e la saggezza.

Potessi cavarmi dal mio supplizio!

Epimeteooo! Epimeteo maledetto!


Epimeteo: Sono qua, che ti urli?


Prometeo: Ascoltami per bene balordo.

Recati da Zeus ed esortalo al cessar per un poco di contemplar se stesso e
l'infinità, dai lui il consiglio di cacciar l'occhio nel suo triangolo
e posar lo sguardo sul mondo degli uomini, potrà intuire del disastro
imminente.

Hanno imparato a forgiare il fuoco ben oltre ogni previsione e ne creano di
inauditi e infinitamente distruttivi, son certo: bruceranno il loro mondo e
forse anche l'Olimpo se l'ultima arte non sarà al più presto
di loro dominio.


Epitemeteo: Va bene fratellino, vado subito, ci metto un'attimino.

Tu nel mentre non pensare troppo che ti si squaglia il cervello, cavolo quando
parli mi sembri Brancaleone, finisce che diventi scemo davvero.

Tranquillo, sei in buone mani, ci penso io, quando torno ti porto anche un
po' di becchime per il tacchino....tu non roderti il fegato!


Prometeo: Sei già qui?


Epimeteo: Si, non ti ricordi che per noi il tempo non esiste?
Ah no, per te il tempo rimane perchè così tu soffri
per sempre.


Prometeo: Lascia le tue ciarle sconclusionate e parla sodo.


Epimeteo: Allora, niente...mi ha detto Zeus che non ha nessunissima
intenzione di dare l'arte politica agli uomini.

Ha detto che è ancora nuova e vuole venderla e che se qualcuno la utilizzerebbe
potrebbe perdere subito almeno la metà del suo valore e poi ha detto
che non gliene frega nulla degli uomini.

Però mi ha detto di dirti che può liberarti per qualche giorno,
se propio ci tieni così tanto, ha detto che uno come te riuscirà a
risolvere il problema lo stesso dato sei un tipo dalle mille risorse.

Ha detto anche che però quando sarai nuovamente legato alla roccia aggiungerà un
altro avvoltoio in più a quello che c'è adesso.

Poi si è messo a ridere a squarciagola e ha detto che sa già cosa
risponderai e che questa volta non c'è bisogno che tu gli mandi i due
otri con la carne e con le ossa per fregarlo.

Cosa gli devo dire che accetti?


Prometeo: Si vai.


Prometeo: Libertà.

Dovrei essere felice ora per questo dono?

Ma posso chiamarla libertà, posso chiamarlo dono?

Questa è la libertà dei cani e degli uomini.

I primi tenuti al guinzaglio amorevole dei loro padroni, svago dei loro figli,
servi dei loro capricci, sazi dei loro rifiuti, vivono congiunti alla sorte
e alle vicende dei loro carcerieri, privati finanche della libertà di
orinare e defecare; tutto a loro è concesso, quando lo è, comprese
le carezze e le legnate.

I secondi, non contenti di tenere al guinzaglio soltanto i cani hanno preso
l'abito di incatenare i loro simili.

Quando non trovano catene adoperano la fune della menzogna: l'inferno e le
sue pene eterne, i dogmi trinitari, il peccato e il pentimento, la dura lex
sed lex, la società civile e democratica, la guerra preventiva e il
pacifismo.

Si, se neanche questa fune stringe abbastanza deliberano di far piovere bombe
sui recidivi e tengon buoni gli altri lasciandoli ciarlare sulla pace e sui
mondi migliori.

A tutto questo dovrà pur esserci un rimedio...l'arte politica, ma Zeus
la tiene sotto il suo deretano.

(Il bacio di Atena)

Prenderò ora la forma di una rete, trasformerò il mio corpo in
un flusso incessante di idee, sarò il mezzo attraverso il quale gli
uomini migliori cominceranno a ragionare assieme. Se non posso dare loro l'arte
politica diventerò uno strumento dal quale una nuova e forse migliore
forma di questa verrà partorita.

L'arte politica verrà cavata dalla mia fronte, come Atena dalla fronte
di Zeus, e sarà l'esito di un intelletto collettivo, sarà figlia
di un logos incessante, sarà come una statua dalle proporzioni perfette
forgiata da infiniti scalpelli, sarà un monumento vivente, animato dal
mio alito.

Ecco la mia vittoria, io sarò L'Internet, e quell'avvoltoio morirà di
fame.

Ecco i miei arti, ecco il mio corpo, ecco il mio nuovo dono uomini, attraverso
le mie vene scorrerà la vostra saggezza, il vostro sapere, attraverso
il mio cuore essi incrementeranno il loro flusso e la loro portata.

Ciò che nascerà dalle vostre infinite e continue connessioni
darà vita a una nuova terra promessa, e voi ne sarete gli artefici,
i custodi e i contadini.


Zeus: Prometeo mi ha gabbato nuovamente.

Ma se è riuscito a ancora a farsi gioco di me riuscendo a spezzare con
l'inganno e con quel bacio le catene che per lui deliberai eterne, se è riuscito
ad offrire questo nuovo e perfetto dono agli uomini, capace potenzialmente
di rendere un nulla l'arte politica che gelosamente ho custodito fino ad ora,
non riuscirà a fermare l'idiozia, la pochezza, la stupidità e
l'ignoranza.

Una rete di connessioni perfette?

Non sarà così. Ho pronta la mia vendetta: Epimeteo!

Gli sia subito attivato un bell'abbonamento in banda larga, che possa permettergli
di guardare le partite di calcio, che possa consentirgli di scaricare le suonerie
per il suo telefono cellulare, che possa farlo accedere alla lettura degli
oroscopi.

Io farò della suoneria il fine di tre millenni di tecnologia.

Ma non solo: si approntino per lui le piattaforme di pubblicazione automatica,
le chiameremo blogs, che permettano a lui e ad ogni ignorante sulla faccia
della terra di proferire le sue insulse e inutili parole.

Quel logos auspicato diventi un chiacchiericcio senza senso.

Non si discuta di scienza, politica, arte, poesia, letteratura, filosofia o
chissà quale altra disciplina: si blateri sui gusti e sulle sorti degli
eroi mediatici, si chiacchieri dei grandi fratelli e delle piccole sorelle,
avanti allora Epimeteo, questa vendetta infondo è più crudele
e straziante di mille avvoltoi.


di: MANUELA C.

Articolo inserito il: 2004-01-04



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