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CHRISTIANIA

Freetown in Copenhagen

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La storia di Christiania è la storia di un'utopia eco-anarchica, nata nel 1971 dall'esigenza di un gruppo di variegati hippies e freak di riappropriarsi di spazi vitali, di un luogo dove far giocare i propri figli e vivere nella più totale libertà, in una "Nuova Società".

La fondazione della freetown di Christiania ha luogo con l'abbattimento dello steccato di legno che circonda le baracche militari in disuso dell'arsenale di Copenaghen e con la proclamazione dello status di città libera. Altre persone desiderose di una vita che meglio sappia esprimere le loro necessità raggiungono in breve il progetto e danno inizio alla "colonizzazione".

Attualmente, la maggior parte dei fondatori di Christiania non vi risiede più,: resta intatto però lo spirito ideale originario, proseguito magari anche da chi a Christiania c'è nato.

Negli anni successivi la questione Christiania arriva anche in Parlamento, ed attraverso un susseguirsi di polemiche e tentativi di sgomberi, ottiene la definizione dell'area quale "esperimento sociale".

Le dimensioni dell'area stessa ed il numero crescente degli abitanti, che hanno sempre consentito alla freetown di resistere alle azioni della Polizia, costringono tra l'altro gli abitanti stessi a suddividere l'insediamento in dieci aree minori ed a istituire un primo nucleo di autogoverno, il cosiddetto Common Meeting.

La vita comincia ad animare il vecchio quartiere militare e nascono così i club dove ascoltare concerti di ogni tipo, le botteghe artigiane, l' asilo e persino un pionieristico sistema di raccolta differenziata.

Una delle prime iniziative che i residenti organizzano per meglio farsi conoscere dal resto dei cittadini è il Natale dei Poveri, che prevede un enorme banchetto gratuito per diseredati di ogni tipo nonché uno schieramento imponente di babbi natale che distribuiscono doni per tutta la città. La sua prima edizione (1974) è considerata un punto di partenza nell'avvicinamento progressivo dei cittadini della capitale danese al mondo di Christiania: storico almeno quanto la foto dei poliziotti che manganellano allegramente i ragazzi vestiti da babbo natale…Questa manifestazione infatti, è divenuta negli anni un avvenimento che richiama a Christiania fino a 2000 commensali.

Un altro motivo che contribuisce nei primi dieci anni di vita a creare l'immagine di Christiania è senz'altro l'attività musicale: i gruppi emergenti ricevono infatti il loro battesimo del palco proprio qui ed i migliori vengono anche aiutati nelle loro autoproduzioni.

Negli anni '80 Christiania vive un periodo di relativa pace politica, riuscendo persino a fare eleggere un proprio rappresentante in Parlamento. Tuttavia questi sono gli anni più bui sul fronte delle droghe; l'introduzione delle droghe pesanti sui mercati europei non risparmia nemmeno la freetown, che anzi funge da rifugio per molti disperati e per i loro sfruttatori, tanto da essere accusata anche dai governi dei paesi limitrofi di essere il centro della droga per il Nord Europa.

La reazione dei residenti a questa ennesima sfida, stavolta interna, che mina il quieto vivere della comunità, è pronta. Viene così approntata una serie di trattamenti di aiuto ed informazione per i tossicodipendenti che tuttora rappresentano uno dei pilastri dell'azione sociale di Christiania. Altro trattamento viene riservato invece agli elementi criminali che sulla droga ci speculano: espulsione e bando perenne delle droghe pesanti dalla freetown.

Sempre negli anni ottanta, a cavallo dei novanta, si moltiplicano le attività culturali prodotte dalla comunità così come le iniziative a cui tali gruppi partecipano: il comune di Modena (1982) invita un gruppo di attori ad esibirsi nella città. Si segnalano anche concerti a sostegno degli Indiani d'america, negli Stati Uniti, dalla cui esperienza nasce un nuovo fronte d'impegno della città di Christiania: la tutela delle minoranze.

Il Governo spinge sempre più verso una "normalizzazione" della zona e viene così redatto nel 1987 il rapporto Viola, nel quale vengono chiariti i rapporti tra la comunità di Christiania e gli organi ufficiali. Tra alti e bassi, il rapporto con le autorità prosegue ed ad ogni subdolo tentativo delle stesse di smembrare la freetown viene energicamente ribattuto dai residenti.

Negli stessi anni viene anche realizzato un documentario sulla vita a Christiania ("Christiania-you have my heart"- di Nils Vest),e vengono sempre di più coinvolti i cittadini di Copenaghen, invitati a vedere con i loro occhi ed a contribuire all'alternativo life style della città.

Proprio in questo coinvolgimento sta la forza di base e la resistenza del progetto: il consenso popolare e la comprensione dei Danesi, di indole decisamente tollerante, fa sì che a Christiania oggi si possano vedere intere famiglie "normali" con tanto di figli al seguito che passeggiano tra bar e giardini.

La vita culturale di Christiania attraversa tutti i periodi e gli stili: dall'esplosione della scena punk degli anni settanta, si passa attraverso l'hip hop e la graffiti-art fino alla techno dei ravers.

Negli anni novanta infine, si svolge un lunghissimo braccio di ferro con le autorità, di nuovo sulla questione droga che vede un accerchiamento da parte della polizia di ben 18 mesi, che mobilità persino Amnesty International per la sua palese violenza e violazione di libertà. Tutto questo si conclude con la prima "hash-demonstration" al mondo, nel 1994, che prevede azioni dimostrative quali smoke-ins e petizioni.

Ormai Christiania è intoccabile, istituzioni universitarie ne fanno un oggetto di ricerca e le sue conquiste vengono condivise dal Summit delle ONG riconosciute dalle Nazioni Unite. Il futuro di Christiania è sempre più orientato verso lo sviluppo sostenibile e la causa ecologica. Il futuro di Christiania sono anche i bambini, che crescono costantemente di numero e per i quali è stato istituito un nuovo asilo (il quarto).

Attualmente la comunità prosegue la strada del compromesso, ben attenta però a non cadere nelle inevitabili trappole dell' autorità ed ogni anno viene negoziato un piano di sviluppo, che rappresenta anche lo status quo della comunità, con il Ministero della Difesa, padrone dell'area. Tasse, consumi e affitti sono regolarmente pagati. Il plusvalore delle attività commerciali è versato nelle casse comunitarie ed i cittadini contribuiscono individualmente con una tassa del 66% sul reddito.

Christiana si trova sull'isola di fronte al centro abitato di Copenhagen, all'estremità nord-orientale della stessa: sulle cartine turistiche la zona viene accuratamente "tagliata", ma come avrete capito, l'unico rischio che vi si corre è quello di passarci una piacevole giornata.


di: DHARMABOY

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