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MALANA, INDIA

Un villaggio faro della cultura dell'hashish

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Vissuto Luoghi > Il villaggio tribale di Malana, nel distretto di Kullu, appartenente allo stato indiano dell’Hichmal Pradesh, è conosciuto internazionalmente dagli amanti della cannabis come il principale luogo di produzione del “Malana Cream”, considerato il migliore hashish del mondo, premiato quest’anno come “miglior prodotto” alla Cannabis Cup di Amsterdam.
Inaccessibile e lontano, il villaggio di Malana viene spesso ribattezzato “Repubblica di Malana”, protetto com’è da barriere naturali su ogni lato e precariamente arroccato su di un’alta catena montagnosa. Per accedervi è necessario un cammino di 8 ore per uno stretto sentiero che parte da Jari, il villaggio più vicino, che si trova sulla strada che collega Manikaran a Bhuntar.
In conflitto con le autorità locali, i Malaniani hanno “aperto” le loro coltivazioni di cannabis agli stranieri. Nel villaggio vi sono infatti numerose guest house dove gli stranieri soggiornano durante l’anno attratti dalla stupefacente crema che finisce la maggiorparte delle volte a far bella mostra di sé nei coffee shop di Amsterdam.
Nonostante ciò, la micro società malaniana è una società chiusa e gli stranieri non sono i benvenuti e vengono accettati solo se invitati ed approvati dal consiglio degli anziani. Il villaggio ha le sue proprie regole al di fuori delle istituzioni ufficiali del paese ed il sistema giudiziario è fondato sul rispetto delle norme imposte dal culto di Devta, la principale divinità del villaggio.
Il sentiero che serpeggia all’interno del villaggio è costellato da pietre sacre e chiunque le tocchi è obbligato a pagare una multa di 1000 rupie (all’incirca 20 euro); se capita di toccare un abitante, la sanzione da pagare consiste invece in un’oca.
I Malaniani praticano infatti una forma di induismo molto antico che considera gli stranieri come degli intoccabili: ad essi è proibito entrare nei templi ed a chiunque viene imposto di non indossare né trasportare del cuoio in ossequio al culto del dio Jamlu.
Anche i matrimoni sono regolamentati ed i Malaniani hanno l’obbligo di sposarsi all’interno di uno dei quattro clan che compongono la tribù. Le persone che vi abitano non presentano nessuna affinità socio culturale, religiose e persino linguistica con il resto delle tribù del distretto: i Bhoots di Lahaul ed i Kinners di Kinnaur. L’ipotesi più diffusa sulle origini della comunità sostengono che i Malaniani siano dei discendenti dei soldati di Alessandro il Grande, fatto che spiegherebbe il carattere unico della tribù dal punto di vista antropologico e socioculturale. La sua inaccessibilità permette a Malana di preservare la propria cultura, le proprie coltivazioni di cannabis e di essere un rifugio sicuro per i coltivatori della pianta. Il commissario di polizia responsabile del distretto riassume così l’impossibilità di azione e controllo della produzione di hashish: “Malana si trova su di un altura a 3000 metri dalla quale è possibile vedere chiunque si stia avvicinando al villaggio. Questo è un grosso vantaggio che non ci permette di agire nei confronti della comunità”.


di: DHARMABOY

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