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DERRY/LONDONDERRY

Una città che già dal suo doppio nome rivela la sua divisione. Dicendo Derry si è¨ dalla parte degli unionisti cattolici, dicendo Londonderry si è dalla parte degli inglesi. Una soluzione è¨ pronunciare derrystrokelondonderry come fanno le radio...

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Vissuto Luoghi > Per chi viene dal Donegal Derry è il primo impatto con l'Irlanda del del Nord, paese da molti temuto ma in realtà una delle perle nascoste di tutta l'Europa. Arrivando la sera di un giorno feriale nel centro storico i nostri pregiudizi sembrano confermati nel peggiore dei modi: serrande blindate a chiudere tutti i negozi, finestre sbarrate, qualche frettoloso passante e scorreggianti blindati dello RUC (Royal Ulster Corp, la sezione dell'esercito inglese addetta al mantenimento dell'ordine in Irlanda del Nord), il senso di angoscia cresce anche quando si notano le onnipresenti telecamere, sempre sello RUC, montate su altissimi tralicci.. Mi spiegheranno poi che il centro è una zona completamente commerciale non abitata di notte e il suo aspetto tetro è dovuto anche al fatto fino all'inizio degli anni novanta molte delle zone all'interno delle mura erano abbandonate e solo recentemente sono state ristrutturate e rivitalizzate. Di fatto al primo impatto Derry sembra una città assediata dove vige un severo coprifuoco.
La città è divisa in due dal fiume Foyle e questa divisione non è solo geografica, infatti il Waterside e il Fountain ad est del fiume sono protestanti e il Bogside a ovest è una zona cattolica.
La divisione non è troppo rispettata dalla maggioranza degli abitanti, molti dicono che se vuoi andare d'accordo con un irlandese non parlare di religione e politica, altri addirittura sostengono che in realtà ora l'indipendenza e gli ideali non c'entrano più nulla e la guerra è solo per spartirsi le zone d'influenza per il traffico di armi e droga.
Con queste premesse, Derry sembrerebbe un luogo tristissimo, invece ti coglie di sorpresa e ti travolge con la sua vitalità, la sua buona musica e i suoi fiumi di birra. Steve, il gestore di un ostello, ti offre gratis la quinta notte perché è certo che entrerai nel Derry Vortex, cioè anche se intendevi fermarti solo un paio di giorni alla fine cadrai comunque nel gorgo e ti sveglierai la mattina del sesto giorno con dei postumi fenomenali e pochissima voglia di andartene.
I segni della guerra però rimangono. Il Waterfront è punteggiato di murales orangisti con stemmi reali e slogan del tipo Still under siege (Ancora sotto assedio, con riferimento all'assedio che nel 1689 vide i protestanti difendere la città dagli assalti del cattolico re Giacomo per 105 giorni). Il Bogside invece è stato ricostruito. Dopo il Bloody Sunday del 30 gennaio 1972 quando 13 manifestanti disarmati morirono sotto i colpi dell'esercito inglese si decise di ricostruire il quartiere con palazzi bassi e strade dritte e spaziose, eliminando i vicoli e viottoli così difficili da controllare durante le rivolte. Dei vecchi murales ne rimane solo uno, il più famoso, anche se ora la casa che lo ospitava è solo una facciata in mezzo a una rotonda. Dice: You are now entering free Derry. Tutto attorno ci sono i nuovi murales, tutti che ritraggono vittime e protagonisti di quella domenica di gennaio di ormai trenta anni fa.


di: A.MA.

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