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MARCELLO BARAGHINI

Un editore davvero alternativo.

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Vissuto Persone > Nella zona industriale di Viterbo il capannone non si distingue dagli altri. La pila di libri che sbiadisce al sole e attende il macero, la piccola targa STAMPA ALTERNATIVA NUOVI EQUILIBRI ci fanno capire di essere arrivati nel posto giusto.
Il magazzino, gli uffici, i bancali, la macchinetta del caffè. Apparentemente c'è tutto, ma si riesce comunque ad avvertire che il cuore pulsante della casa editrice è da un'altra parte. Ed è più a nord, dove il Lazio sprofonda quasi immediatamente nella Maremma, in un piccolo casolare isolato lungo una delle ultime strade bianche. Marcello Baraghini, fondatore e direttore di Stampa Alternativa, si è trasferito qui nel 1976 ("non sopportavo più i ritmi della città, di certo non sarei più riuscito a fare l'editore"). Ogni mese si fa passare dalla casa editrice poco più di conquecento euro e con questi soldi vive, un singolare caso in cui il padrone guadagna meno dei suoi dipendenti. L'elettricità c'è da pochi anni, l'unica concessione alla tecnologia è il telefono e il fax, per tutto il resto si affida alla vecchia Lettera 22 ("le e-mail me le faccio stampare e poi c'è qualcuno che batte al computer le mie risposte"). Per il cibo e il vino si rifornisce dai contadini della zona ("ho della cioccolata industriale, ma la do ai topi, così non mi rompono i coglioni"), muovendosi su un motorino, suo unico mezzo di trasporto. Per i viaggi più lunghi usa i mezzi ma si rifiuta di pagare il biglietto. Un paio di volte alla settimana passa da Viterbo a prendere i manoscritti da leggere e sbrigare le altre faccende. E sono proprio i manoscritti la base della forza della casa editrice, vengono letti, giudicati e persino pubblicati come forse non si fa più da altre parti.
Marcello Baraghini è un personaggio estremo, con una mente vulcanica ("mi si ama o si odia e non me ne frega un cazzo"). I grandi editori di certo non lo amano, anzi i "grossi" editori come lui ama definirli ("i veri grandi editori sono tutti morti, ora ci sono solo interessi finanziari e amministratori delegati"). Non gli hanno mai perdonato i venti milioni di copie della "Lettera sulla felicità" di Epicuro che lanciarono i Millelire, operazione in seguito copiata dalla Penguin Books per una collana. Dicono che così si ammazza il mercato, si abitua il lettore a vedere il libro come prodotto a basso costo. "Io faccio libri per analfabeti" risponde Baraghini, contento di essere riuscito a fare entrare Epicuro in case in cui non ci sono libri oltre gli elenchi telefonici .
Quando non è nel suo retiro toscano è in giro a promovuere i suoi libri le sue battaglie, come quella ormai vinta sul servizio civile o quella ancora da vincere sulla legalizzazione delle droghe leggere (il libro Campa cavallo che l'erba cresce sulla coltivazione della cannabis indica è uno dei long sellers della casa) e soprattutto a vendere i libri in quello che è sempre stato il canale distributivo privilegiato: la strada. I banchetti di Stampa Alternativa sono ormai una costante nel panorama di manifestazioni, eventi, ecc. "E' l'unico modo per un piccolo editore per farsi vedere. Nelle librerie sei schiacciato dalle quantità delle grosse case e vieni sempre relegato in un angolino sperso".
Anche se non la frequenta personalmente, la rete è per Marcello Baraghini un'altra grossa opportunità per saltare la distribuzione tradizionale. Non solo, è in corso la digitalizzazione dei primi numeri dei Millelire ormai introvabili, disponibili gratis sul sito sul sito www.millelireonline.it Oltre a questo Stampa Alternativa si è lanciata anche sull'incerto terreno degli e-books, al tempo stesso guarda anche al passato, con l'impegno costante per tenere viva la memoria, come il fondo Daniele Boccardi.


di: A.MA.

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