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WERNARD BRUINING

Il fondatore del Mellow Yellow, il primo coffee-shop di Amsterdam. A 30 anni dalla sua apertura l'Olanda festeggia il suo cannabis-hero

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Vissuto Persone > Sono passati poco più di 30 anni da quando Wernard Bruining aprì in compagnia di un gruppo di amici la prima Teahouse e Coffee-shop di Amsterdam, il Mellow Yellow, dal nome di una canzone di Donovan in voga nel periodo.
Il locale, situato al numero 53 di Weesperzijde, ospitava un panettiere e fu occupato da un gruppo di cosiddetti “skunk-pioneers” capeggiati dallo stesso Bruining. Si trattava perlopiù di hippies e freakettoni di ritorno dal Medio Oriente, ragazzi che erano partiti magari anni prima per effettuare l’”Overland dei freak”, attraversando Turchia, Iran, Afghanistan, Pakistan fino a raggiungere le mete finali: l’India ed il Nepal. Lo stesso Bruining visse per un periodo in Afghanistan dove sperimentò le case da the locali, nelle quali l’uso ed il consumo della cannabis era se non proprio legale, perlomeno tollerato. Si trattava degli anni in cui nel paese regnava lo Shah Zafir, che non nascose mai la sua politica pro-cannabis e che secondo la potente agenzia per la droga americana, la DEA, era persino coinvolto direttamente nel traffico, mettendo a disposizione il suo jet privato per il trasporto dell’hashish. I semi della cannabis che si diffusero un po’ ovunque nel mondo nel corso degli anni’60 e primi ’70 provenivano principalmente proprio dall’Afghanistan.
La particolarità del locale di Bruining non consisteva però nella vendita dei derivati della cannabis, bensì nel metodo. Procurarsi ganja e hashish era infatti possibile anche presso gli housedealers ed in altri locali tolleranti come il Melkweg o il Paradiso, tuttora luoghi storici dell’Amsterdam by night.
Lo scopo di Bruining & Co era invece quello di creare un luogo protetto e protettivo per gli amanti del fumo, un luogo che potesse essere di scambio, ludico e culturale allo stesso tempo e che avesse un’atmosfera simile a quella delle Teahouse da lui conosciute in Oriente.
Peter Schie, l’amico di Bruining che si occupava della postazione di dealer all’interno del locale divenne un personaggio celebre della città insieme alla sua valigetta marrone di pelle da cui non si separava mai e che conteneva i “prodotti” già impacchettati in buste da 25 fiorini.
Nei primi anni il successo fu immenso e l’iniziativa, nata quasi per scherzo, divenne un business, gettando le basi del moderno sistema dei coffee-shop.
L’esempio fu seguito poi con l’apertura nel 1975 del “Rusland” (Russia), da parte di un amico di Bruining e del primo locale della catena “Bulldog”, da parte di Henk de Vries, che ebbe anche i suoi problemi con la giustizia e fu incarcerato per alcuni anni in Germania dopo essere caduto in un tranello teso dalla polizia. Emerse così una nuova figura di cannabusinessman, più commerciale e meno hippie, più al limite della legge e più aggressivo.
Nel 1976 il governo olandese promosse le Opiumwet (Leggi sulla droga) introducendo la distinzione fondamentale tra droghe pesanti e leggere, quest’ultime commerciabili e tollerate entro limiti ben precisi di quantità, di età minima ed altro. Nella visione di tali leggi, il controllo del “primo gradino” del consumo di droga, ossia delle droghe leggere, avrebbe dovuto consentire il conseguente controllo all’accesso al “secondo gradino” ossia la tossicodipendenza. Da qualsiasi parte lo si voglia guardare i dati parlano chiaro: l’Olanda è da allora il paese in cui il consumo di droghe pesanti resta il più basso del resto degli altri paesi.
Negli ultimi anni, la politica dei coffee-shop è stata rivista e perfezionata più volte, adattandola ai tempi e soprattutto allo spirito originale di tolleranza e prevenzione. Ad oggi, i sindaci delle città hanno pieno potere nell’attribuzione delle licenze per decidere che tipo di coffee-shop autorizzare. Il trend della maggiorparte del paese vede in continua crescita i coffee-shop senza alcool, al fine di separare i due “consumi” e in considerazione dell’alto tasso di consumo di alcolici del paese.
E’ stata inoltre favorito lo sviluppo delle qualità locali della pianta, per evitare il forte mercato clandestino tuttora esistente. Pioniere anche in questo campo è stato lo stesso Bruining in qualità di fondatore del primo seed-shop, il Positronics, aperto nel 1985 con la collaborazione di Old Ed, un arzillo vecchietto (86 anni quest’anno) proveniente dalla California e considerato colui che ha introdotto le tecniche moderne di coltivazione della sinsemilla in Olanda. Non da ultimo, l’instancabile pioniere della ganja è stato anche il fondatore e tuttora direttore del primo centro in Europa specializzato negli usi medici della cannabis: il Mediwiet.
Attualmente Bruining si occupa di pubblicazioni sull’argomento cannabis e non più direttamente della vendita dopo la bancarotta della società Positronics nel 1997 ed è in attesa dei festeggiamenti per il trentesimo anniversario dell’apertura del Mellow Yellow che avranno luogo il 29 e 30 novembre di quest’anno ad Amsterdam.


di: DHARMABOY

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