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ALAN JAMES FREED

L’inventore della parola “Rock n’ Roll"

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Vissuto Persone > Nato nel Midwest, terra la cui intolleranza è pari solo alla sua inospitalità, Alan James Freed fu il primo (misconosciuto) paladino del Rock n’Roll, la musica nera fatta da bianchi, un mix alieno ed improponibile negli Usa di cinquant’anni fa.
Laureato in Ingegneria alla Ohio State University, d’origine ebrea (il suo vero cognome era Friedman), nel 1952 decise di dare una smossa alla sua trasmissione radiofonica, trasmettendo l’intrasmissibile: il Rhythm and Blues nero, che egli chiamò per la prima volta Rock n’Roll, che nel gergo afro-americano del tempo significava non troppo metaforicamente “fare sesso”.
La “musica proibita” e con essa i balli proibiti erano letteralmente questo, niente a che vedere con i tormentoni latino americani dell’estate: si trattava di musica fatta da neri, inventata a partire da influenze jazz e gospel, suonata in locali segreti e soprattutto punibile ai sensi delle allora vigenti leggi razziali.
Freed era un appassionato di musica, suonava il trombone nei Sultans of Swing e questa sua passione lo portò fino in radio, dove, utilizzando lo pseudonimo Moondog, si rifiutò di trasmettere le versioni ri-registrate dai bianchi delle canzoni nere, preferendo gli originali. Nella sua sfida all’ipocrisia stavano dalla sua parte tutti quei ragazzi (di ogni colore) che facevano la fila nei negozi di dischi per comprare i dischi dei Platters, dei Dominoes, di Chubby Checker. Gli stessi ragazzi che si sintonizzavano sul radioshow di Freed dopo le 11 di sera e che si precipitarono al “The Moondog Coronation”, ufficialmente il primo rock concert della storia, che finì ancor prima di cominciare. Infatti, la sera dell’evento, il 17 marzo del 1952, si presentarono quasi 35mila giovani che sfondarono le porte del palazzetto dove avrebbe dovuto avere luogo la serata e che ne poteva contenere 6mila. I presenti furono immancabilmente manganellati e “idrantati” da polizia e pompieri.
A partire da qui, il resto della storia assomiglia purtroppo a ciò che spesso accade ai troppo precoci innovatori. Il suo ingaggio crebbe e Freed fu trasferito a New York, , dove venne presto accusato di ricevere bustarelle per passare in radio certe canzoni (cosa che tutti facevano e che tuttora si fa), nel quadro di un inchiesta del Senato. Freed non fu l’unico dj coinvolto, ma in quanto personaggio scomodo, egli fu particolarmente perseguitato, finendo per scontare 6 mesi di prigione per non avere firmato un’autodenuncia. Ma il suo spirito indomito ad anti-ipocrisia non era domo ed alla prima occasione mandò in onda alla Tv un cantante nero, Lymon, accompagnato da una ballerina bianca, per il quale venne accusato di “miscegenation", ossia di accoppiamenti inter-razziali. Questa sua ultima “provocazione” costò a Freed l’inserimento nella lista nera degli indesiderabili, precludendo al dj di continuare a lavorare con la musica.
Abbattuto e perseguitato morì a 43 anni a Los Angeles, alcolizzato ed ospite fisso della carità pubblica: le sue ceneri riposano ora alla Rock n’ Roll Hall of Fame.


di: DHARMABOY

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