BLOOMRIOT > Vissuto > FRANCO MIOTTO

FRANCO MIOTTO

Lo scalatore bellunese "nato e sempre comportatosi come un anarchico"

, .    

Vissuto Persone > Qualche decennio fa lungo i pendii delle Dolomiti bellunesi un vecchio con una folta barba bianca e un bambino che tornava da scuola si salutarono da lontano. Lo facevano spesso, quasi ogni giorno anche senza conoscscersi davvero, con una gentilezza divertita. Quella volta il vecchio invitò il bambino in casa sua e gli offrì il primo bicchiere di grappa della sua vita. Un piccolo incontro, che sarebbe rimasto nella memoria di pochissime persone. A cambiare le sorti di questo evento furono il fatto che il vecchio si sarebbe sparato un colpo di fucile poco dopo, si chiamava Ernest Hemingway, e il bambino era Franco Miotto.
A quelle montagne in cui era nato, amate tanto anche da Dino Buzzati, Franco Miotto avrebbe dedicato tutta la sua vita. Iniziò a percorrere i difficilissimi viàz tracciati dai camosci per necessità, perché quel bambino crescendo era diventato un bracconiere. Come camorziere Franco era davvero bravo, le sue battute di caccia si spingevano fino all'inaccessibile Val di Piero, ma un giorno Franco di fronte allo spettacolo di camosci intorno al loro capobranco agonizzante, colpito a morte dal suo fucile, comprede la crudeltà e l'assurdita del suo mestiere. Franco non riesce più a premere il grilletto e da quel giorno in avanti userà la sua arma solo come bastone. Inizia quindi a percorrere le sue montagne con uno spirito diverso, si dedica all'alpinismo esplorativo. Va alla ricerca delle zone più remote e impervie, apre nuove vie, infrange molti tabù alpinistici. Ma difficillmente Franco Miotto ha abbandonato le pareti delle sue Dolomiti, e forse per questo è meno conosciuto di altri scalatori. "È vero nella mia esperienza ho privilegiato soprattutto i monti di casa", dice in un'intervista, "ma si è trattato di una scelta consapevole, perché sono dell'avviso che sia assurdo intraprendere lunghi viaggi alla ricerca di cime sconosciute quando disponiamo di montagne straordinarie appena varcata la soglia domestica".
Oltre alla montagna Franco Miotto non ha mai dimenticato la sua passione politica, tanto che una volta si vide costretto a interrompere una difficile ascesa quando ormai era quasi in vetta perché si accorse che non avrebbe fatto in tempo a tornare a valle per le elezioni. Così tornò in paese per esercitare il suo diritto di elettore e votare contro la Democrazia Cristiana.
Franco Miotto è anche un uomo di una manualità e di una cultura straordinaria, la sua casa è piena di suoi bassorilievi che da lui scolpiti nel legno che narrano di episodi legendari, cassapanche su cui intarsia citazioni di Leopardi, lampadari con serpenti piumati della mitologia precolombiana. Prima delle sue scalate era solito forgiarsi da sé i chiodi da arrampicata, e come segno di riconoscimento ci incideva sopra le proprie iniziali e il simbolo della sua passione politica, la falce e martello. E di questi chiodi Franco ne ha cosparso le Dolomiti, fin sulle pareti più impervie e inaccessibili.
Oggi Franco Miotto ha superato la soglia dei settanta anni, Luisa Mandrino ne ha scritto una biografia dal titolo La forza della natura Franco Miotto. L'uomo dei viàz.


di: A.MA.

Articolo inserito il: 2003-02-02



Hai del materiale iconografico riguardante questo articolo? redazione@bloomriot.org