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HARDCORE SUPERSTAR LIVE

"E'ancora possibile divertirsi"

HARDCORE SUPERSTAR LIVE, . Milano    

Live > Di nuovo in Italia, ma stavolta al PalaVobis con due band di supporto, Thee STP e i Kaostributo.
Il concerto inizia come un tuono e rimango folgorato dall’apparizione di Jocke Berg: con bandana largo sulla fronte, occhiali da sole e chiodo rielabora in modo incredibile l’iconografia del fu William Axl Rose, rockstar di altri tempi che al Ritz di New York, nel 1988, aveva ancora voglia di scherzare e divertirsi... come gli HCSS stasera, potenti e sicuri, davanti ad un pubblico certamente non numeroso, ma caldo, plasmato e spinto dai ritmi martellanti di Magnus e dai riff geniali di Silver, il più sconvolto dei quattro, sul palco e nel backstage, dopo il concerto.
Le canzoni partono a raffica, una dopo l’altra, con un suono incredibile che ti prende dentro e ti fa saltare senza sosta. Live, gli HCSS rendono sicuramente di più che nelle due prove discografiche e la mancanza di una chitarra d’appoggio rende gli assoli di Silver ancora più definiti e vibranti, immersi nel solo tappeto sonoro del basso. Energia pura, senza gli eccessi inutili che caratterizzarono il grande circo del rock inizio ’90.
Fa un caldo fottuto, ma nessuno dei quattro si ferma a prendere fiato, Magnus è una belva inarrestabile che demolisce la batteria in un continuo martellare di colpi, Jocke, ormai quasi nudo, salta da una parte all’altra del palco concedendo al rock mille gesti e forme, entusiasmando anche il più disinteressato ascoltatore.
Dopo un’ora e un quarto abbondanti di concerto, gli HCSS al completo si fermano alla bancarella del merchandising per firmare autografi e dispensare foto e strette di mano a tutti i fans.
Magnus si mette a parlare con noi, offre una birra e ci concede una breve intervista:


3 date in Italia nel vostro primo tour, 4 date l’anno scorso e adesso altri 5 concerti...Vi piace davvero suonare in Italia o avete altri motivi per essere qui?

Magnus: Beh, siamo stati a Torino l’anno scorso di supporto agli AC/DC, ma il resto sono date nostre... sicuramente abbiamo molte ragioni per venire qui in Italia, belle donne, si mangia e si beve bene, ah! ah!... sto scherzando! Ci piace suonare qui perché il pubblico è caldo e reagisce bene alla nostra musica; conosce bene il rock. È entusiasmante suonare davanti a un pubblico simile.

Sembra che sia un bel periodo in Scandinavia per la musica hard rock, oltre a voi sono ormai grandi band i Glucifer, gli Hives, per non parlare degli Hellacopters...i Glucifer dicono che comunque non siete in tanti a suonare questo genere, che cosa ne pensi?

Magnus: Effettivamente non siamo in tanti e l’hard rock non è così diffuso... ce la giochiamo un po’ tra di noi. In Svezia siamo stati in tour con gli Hellacopters, e con i Glucifer ci troviamo bene e ci è capitato di suonare insieme. Però è vero che ci sono state molte grandi band dalle nostre parti come gli Hanoi Rocks...

Già, avete anche inciso una loro cover per l’E.P. destinato al mercato giapponese...

Magnus: Sì, ma non è l’unica, ne abbiamo incise altre di altri gruppi (INXS, N.d.R.) che prima o poi verranno pubblicate su qualche album.

Alcune canzoni di “Thank You (for letting be ourselves)” hanno suoni e stile molto simili a quelle di Bad Sneakers and a Piña Colada”... avete messo in “Thank You...” alcune canzoni che non avete voluto pubblicare nel vostro album di debutto?

Magnus: Proprio così, per “Bad Sneakers and a Piña Colada” avevamo molto materiale e abbiamo dovuto per forza mettere da parte alcune canzoni che comunque ci piacevano, per cui in seguito le abbiamo inserite insieme ai nuovi pezzi in “Thank You (for letting us be ourselves)”. Alla base c’è stata anche la scelta di fare uscire un album che fosse omogeneo e compatto.

Che cosa mi puoi dire a proposito dei nuovi suoni che abbiamo sentito in “Thank You (for letting us be ourselves)”. Si può dire che le canzoni siano un po’ più morbide rispetto a quelle di “Bad Sneakers and a Piña Colada”? per esempio, più chitarre acustiche...

Magnus: Quando suoniamo o registriamo un album, vogliamo creare delle reazioni a volte anche molto diverse da album ad album o da canzone a canzone. Volevamo che “Bad Sneakers and a Piña Colada” fosse un album duro e lo è stato, “Thank You (for letting us be ourselves)” invece avrebbe dovuto essere più morbido, con maggiori melodie e ritmi più lenti...

Per cui il prossimo...

Magnus: Sì, il terzo album per il momento è più compatto, più duro del primo forse anche più pesante, sempre hard rock certo, ma con ritmi non velocissimi. Al momento il materiale è quasi pronto, ma stiamo ancora decidendo quale produttore scegliere per cui attualmente è ancora presto per dire quale sarà il risultato finale.

Quindi, quando pensi che uscirà il terzo album degli Hardcore Superstar?

Magnus: Non lo so, ma penso che non manchi molto. La nostra intenzione è di farlo uscire non oltre la prossima primavera, in modo da poter venire in tour d’estate. Mi piace venire a suonare in Italia in questa stagione, come è successo oggi, si sta benissimo. Fino ad ora siamo venuti sempre in inverno, come l’anno scorso che mi sembra sia stato a novembre...

Sì, all’Indian Saloon...

Magnus: Oh sì, l’Indian Saloon! Bel posto, mi sono divertito moltissimo, mi piace suonare in posti come quello, sono abbastanza piccoli e si riesce a stare in contatto con il pubblico... si può fare un gran casino!!

Grazie mille Magnus.

Ci concedono le ultime foto di rito e l’ultima, proposta dal nostro fotografo Dario, li riprende fuori dal camerino, stanchi, senza maschere, ma soddisfatti e contenti. “È ancora possibile divertirsi” ha detto prima Magnus tra una battuta e l’altra...e forse, un poco, gli credo


di: JIM TONIQUE

foto di: DARIO PANUNZIO

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