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MICHEAL C. ROCKEFELLER

Giovane ardimentoso morto per la scienza o ricco annoiato rampollo?

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Vissuto Persone > Il 18 novembre 1961 l'unico figlio del potente senatore repubblicano Nelson Rockefeller si trovava a bordo di un rudimentale catamarano al largo di un golfo della selvaggia Nuova Guinea, allora ancora colonia olandese. Aveva 23 anni e al suo fianco c'era l'antropologo olandese Rene Wassink. Le loro due guide locali li avevano abbandonati ed erano tornati a riva a nuoto quando i due bianchi avevano deciso di tagliare attraverso un golfo dalle acque molto agitate per guadagnare tempo ed arrivare al più presto alla capitale per potere imbarcarsi e passare il Natale in famiglia. A metà del loro tragitto la barca si capovolge e si spezza. I due non sanno che fare, si aggrappano ai resti del loro catamarano e aspettano che qualcuno venga a salvarli. Passano una notte a mollo, poi Micheal si lega due taniche vuote intorno alla vita e decide di affrontare a nuoto i quindici chilometri che lo separano dalla riva, le ultime parole che pronuncia a Wassink sono: "Ce la posso fare".
Wassink verrà salvato poco dopo durante la costosissima missione di recupero organizzata da Nelson Rockefeller, ma il corpo di Micheal non verrà mai trovato. Probabilmente è morto annegato, alcuni dicono mangiato dagli squali che popolano quelle acque, ma molti si sono spinti a dire che Micheal ha raggiunto la riva ma è stato divorato dalle tribù di cannibali che popolano quelle terre.
La scomparsa del rampollo dei Rockefeller fu un evento mediatico enorme e resta a tutt'oggi uno dei grandi misteri irrisolti per gli americani. Il ricordo di questo ventenne è ancora molto vivo nelle memorie, a breve infatti su questa storia usciranno un libro e un film prodotto da Charlton Heston, e a quanto pare l'immagine che si vuol dare di Micheal oggi è molto lontana da quella del vero figlio dei Rockefeller. Di certo Micheal era inquieto, introverso e forse a disagio rispetto alla sua situazione privilegiata, ma il ritratto di un giovane idealista studioso convinto e sicuro delle sue azioni non è esattamente veritiero. Aveva scoperto l'antropologia da poco, prima studiava letteratura, e solo grazie al suo ricco padre (che aveva finanziato l'intera spedizione) era riuscito ad andare in Nuova Guinea con il suo professore pur non essendo ancora laureato. Pare non fosse molto amato dai membri della spedizione, soprattutto dal professore, imbarazzato per doversi portare appresso l'arrogante e incapace figlio del finanziatore, e che una delle principali motivazioni del suo viaggio fosse una grossa delusione amorosa con una donna più vecchia di lui. Tornato brevemente in America, e di nuovo rifiutato dalla donna, organizza una spedizione per conto suo alla ricerca di manufatti d'arte per la collezione privata del padre.Quindi gli scopi della sua missione non erano esattamente dei più nobili, in più nella suo biografia si tendono a spesso a omettere le grosse ingenuità date dalla fretta e l'inesperienza (tagliare un golfo dalle acque agitate quando sconsigliato dalle guide e pensare di nuotare per 15 chilometri) che portarono alla sua morte.
D'altro canto sono fuori discussione i pregi e le qualità di Micheal Rockefeller, non è infatti mia intenzione gettare discredito sulla memoria di una persona scomparsa, ma per rendere giustizia a un ragazzo di ventitré anni che stava cercando di trovare la sua strada.


di: A.MA.

Articolo inserito il: 2003-03-02



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