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JOHN FREYER

All my life for sale. Mettereste all’asta anche le vostre mutande?

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Vissuto Persone > John Freyer è un giovane americano dell’Iowa che si autodefinisce come tanti un’artista.
E siccome gli artisti vivono anche d’aria e difficilmente si sentono coinvolti dalla materialità quotidiana come gli altri comuni mortali, Freyer decise un giorno di mettere in atto un progetto che fosse altamente simbolico in tal senso. Egli decise infatti di disfarsi di ogni oggetto presente nella sua casa, salvo pochissime eccezioni, vendendole attraverso il noto sito di aste online E-bay.
Tutto ciò per liberarsi di tutti quei ninnoli, oggetti più o meno di valore ai quali però si finisce per essere affezionati e di cui non si riesce più a disfarsi per nostalgia o per semplice abitudine.
I “dilemmi” di John Freyer ruotavano proprio intorno al significato di tali contenitori di memoria e suppellettili: sono gli oggetti a definire la nostra identità? Che contribuiscono al mio confort? Possiamo vivere senza?
E così all’asta, con base di un dollaro, sono finiti circa 600 pezzi di “vita” del giovane americano, dalle mutande alle posate, passando per i vinili, le sedie e persino il dominio acquistato per pubblicizzare il progetto in Internet: allmylifeforsale.com.
Questo accadeva nel 2000, ma Freyer non si è accontentato di essere riuscito nell’impresa, guadagnando anche un discreto gruzzolo e restando senza forchette. L’anno successivo proprio con i soldi messi da parte decide infatti di dare la caccia ai suoi oggetti “smarriti” seguendone il percorso ed incontrando ognuno dei suoi “eredi”. Questo viaggio ha condotto Freyer a Parigi, a Londra, a Tokyo ed un po’ ovunque negli Stati Uniti, registrando ogni tappa sul sito temporama.com. Frutto ulteriore di questa ricerca è stato così un libro, intitolato “All my life for sale”, una via di mezzo tra il catalogo, il diario di viaggio e la riflessione sul significato degli oggetti.
Proprio liberandosi di questi ultimi e rendendogli visita al di fuori del loro “habitat” naturale ha consentito al suo autore di rendersi conto di “aver scambiato cultura e idee, non solo oggetti” e soprattutto di restare stupito da come le persone attribuiscano differenti significati ed usi alle medesime cose.
Ora Freyer grazie ai proventi globali delle sue furbe iniziative si è iscritto ad un Master in fotografia ed ha al contempo acquisito un certo nome quale creativo del web, ricevendo numerose proposte di lavoro. Ma a quanto pare tutto ciò non è servito a realizzare lo scopo principale della sua idea iniziale, tant’è che lo stesso dichiara di “non potrò mai dimenticare nessuno degli oggetti che ho dato via, penso che il loro ricordo mi tormenterà tutta la vita”.


di: A.MA.

Articolo inserito il: 2003-05-01


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