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BRUNO PERERA

Ovvero come scrivere un libro, non venderlo, perdere il lavoro e diventare ricchi.

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Vissuto Persone > Nemmeno in Francia molti si sono accorti dell'uscita del libro Petits Meurtres entre associés. Almeno fino a quando il suo autore è finito sulle cronache di molti giornali. Il signor Bruno Perera ha 46 anni, non ha famiglia e vive un'esistenza ai margini della società. Il signor Perera è uno di quei grigi colletti bianchi che lavora nelle assicurazioni, una di quelle tante vite che scorrono via monotone, quasi senza che qualcuno se ne accorga. Il signor Perera odia il suo lavoro. E lo odia sinceramente, così come detesta i suoi colleghi. Ogni tanto medita persino di uccidere tutti nel suo ufficio; ma il signor Perera è una persona pacata e si sfoga nella sua unica, vera passione: la scrittura. Nel 2000 è riuscito persino a realizzare il suo sogno, pubblicare il suo primo libro, un giallo che si chiama La marque Brune, che praticamente non vende una copia. Ma il signor Perera non desiste, lui scrive per passione, non per vendere. Lui un lavoro ce l'ha, e poi i geni sono riconosciuti sempre dopo la loro morte. Il suo secondo romanzo, sempre un giallo, decide di ambientarlo nella compagnia dove lavora e usare i suoi colleghi come personaggi. Nelle pagine del libro riversa tutto l'astio e il disprezzo verso le persone che hanno lavorato con lui, dalla segretaria idiota al capo maiale, dall'alcolista all'informatico maniaco sessulae. Il libro viene dato alle stampe con il titolo Petits Meurtres entre associés. Il romanzo, definito un business thriller dalla copertina, vende solo 858 copie (450 sono state acquistate da dipendenti dell'azienda), ma è costato al signor Perera il lavoro. I dirigenti della compagnia non hanno gradito il ritratto che il loro impiegato ha fatto di loro e dell'azienda, inoltre alcuni dipendenti si sono riconosciuti nelle descrizioni dei personaggi del libro e hanno intentato azioni legali. Visto che nessuno vuole più lavorare a fianco del signor Perera, si decide di cacciarlo dal suo posto di lavoro.
Un tribunale del lavoro della tranquilla Bretagna, dove il signor Perera vive e lavorava, ha però deciso che il licenziamento di Bruno Perera è illegale in quanto non avvenuto per giusta causa. Per i giudici la frase all'inizio del libro "Questa è un'opera di fantasia, ogni riferimento a luoghi e persone esistenti è puramente casuale" è prova sufficiente per scagionare il signor Perera dall'accusa di diffamazione, sia dell'azienda sia dei suoi colleghi. Nella sentenza si legge inoltre che la compagnia d'assicurazioni dovrà rimborsare al signor Perera oltre 100000 euro per il licenziamento ingiusto. Il signor Perera sta lavorando al suo terzo libro.


di: A.MA.

Articolo inserito il: 2004-12-01



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