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IL BARATTOLO DI VETRO

Una storia vera

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Vissuto Storie > C'era una volta un omino che non sorrideva mai. In effetti non ne aveva molti motivi.

Tutte le mattine si alzava, guardava fuori dalla finestra il grigio paesaggio della sua grigia citta', faceva una grigia colazione e poi con la sua valigetta grigia si recava in stazione per prendere un grigio treno ed andare in un altra citta', dal nome diverso ma curiosamente, inesorabilmente comunque sempre grigia.

Qui l'omino svolgeva il suo grigio lavoro, uno di quei lavori fatti di fogli tutti uguali e numeri con le virgole e gli zeri che non finiscono mai.

L'omino lavorava tutto il giorno senza neppure sapere a cosa servissero tutti quei fogli e tutti quei numeri... poi, arrivata sera, tornava a casa con lo stesso treno della mattina.

Anche gli altri omini sul treno erano grigi, tutti arrotolati dentro ai loro palto'. Grigi. Arrotolato nel suo gigio palto' l'omino guardava fuori dal finestrino paesaggi fatti di grigie pianure, macchine grigie, fabbriche grigie. Guardava con i suoi due occhioni. Grandi.

A volte, quando era particolarmente stanco, l'omino chiudeva gli occhi e allora iniziava a sognare:

Sognava di prendere un treno di quelli di una volta, quelli che fanno ciuff ciuff.
Sognava che su quel treno ci fossero una mucca verde e un pinguino con un cilindro e il bastone da mago.
Sognava che ci fosse un pubblico di bambini e di adulti che ridevano assieme mangiando popcorn.
Sognava di svuotare la valigia da fogli e matite gigie e di riempirla di pastelli colorati, bolle di sapone e cioccolato fondente.
Sognava che l'Inter vincesse una partita e poi lo scudetto.
Sognava che una bellissima donna con le calze a righe colorate gli dicesse buongiorno.
Sognava di attraversare mari, scalare montagne, sentire idiomi sconosciuti.
Sognava di incontrare pesciolini parlanti, case con le facciate colorate, bimbi dai poteri straordinari.
Sognava di innamorarsi ad ogni fermata e ad ogni fermata ripartire.
Sognava di mangiare una torta, di indossare vestiti sgargianti e di vedere un film di quelli che si ride.

Sognava cosi' forte, ma cosi' forte che tutti i suoi sogni andavano a finire in un barattolo di vetro: colorati, rumorosi, dolci e leggeri stavano li, nel barattolo a guardare il mondo da dietro il vetro...

Una mattina accadde che i sogni, che erano diventati tantisimi, videro l'omino particolarmente triste. Allora fecero una riunione tra di loro e decisero che non era piu' il caso di rimanere li, chiusi dentro al vaso ad aspettare chissache'.

Fecero un gran baccano e richiamarono l'attenzione dell'omino. Quindi, con dotte ragioni, lo convinsero che doveva farli uscire al piu' presto! L'omino, senza opporre resistenza acconsenti' e con molta cautela apri' il barattolo.

Ci fu un attimo di silenzio fino a quando il primo sogno fece capolino:
era il sogno "prendere il treno nell'altra direzione". Non fu che l'inizio.

C'era una volta un omino che una mattina prese il treno nell'altra direzione.
Una bellissima donna con le calze a righe colorate gli disse buongiorno.
E l'omino sorrise.


di: RADIOTAKESHI

Articolo inserito il: 2006-05-23



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