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BARDAMU DECIMONONO

Se sei un mago perchè porti gli occhiali?

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Vissuto Storie > Elena di Troia assiste alla processione dei condannati a morte. Sono tre, in vesti sdrucite e cenci rovinati. Urla della folla ai margini della via. Ai margini della via siede pensoso Einstein con il suo violino elettrico, indeciso se riprendere a suonare quella canzone stonata, quella che proprio ha in testa ma che proprio non gli riesce di imparare. Gli passa di fianco Orfeo, sudaticcio e bilioso per l'ultima discesa agli inferi, e ripete minaccioso poche parole con tono ieratico: "Ve l'avevo detto!". Dicono che oggi verrà anche Sigmund Freud, con i suoi occhiali e i tirabaci, e due o tre sogni da raccontare.

Elena di Troia, intanto, se ne sta lì tronfia e maliziosa, al balcone ad osservare quelli che un tempo furono i suoi tre campioni, e che lei stessa ha messo in rovina insinuando il tarlo delle malelingue e della curiosità . Si bea e si pasce di quei cenci strappati e di quelle medaglie che dai petti si stanno a poco a poco miseramente staccando, e intanto piega le labbra, in una smorfia soddisfatta e autocompiaciuta di lasciva mollezza.

Vanità in persona si aggira per quei paraggi, gloriando imprese oscure fatte compiere a quelli che un tempo erano campioni, e che adesso sono lì, memento mori in attesa di migliore collocazione.

In fondo alla via aspetta l'aguzzino, l'aguzzino aspetta, in fondo alla via, grembiule ancora sporco di sangue dall'ultimo show per la calca urlante. Prepara i cappi e li stringe, accurato e risoluto ma con un sentore di fretta in più - è pur sempre festa, la sera dell'impiccaggione, e anche lui è ansioso di togliersi quel fetido grembiule e quel cappuccio sporco di morente animalità che gli toglie il respiro, con quest'ultimo caldo che fa, e di lasciarsi andare al baccanale, dentro quel portone dove si insinuerà con tutte le monete guadagnate per la sua esibizione odierna, pronto a donarle a cosce loffie e un po' decadute che a lui si apriranno laide - e quasi per la fretta si dimentica che i condannati saranno tre e non due, come al solito, con un obolo in più per il suo lavoro supplementare.

Intanto loro, quelli che un tempo erano semidei adorati da quella stessa folla che ora li insulta e sputa sassi al loro passare, loro camminano, sguardo vitreo e come annullato, ipnosi di lucidità mentre i loro pensieri vanno a ciascuno dei loro compagni in questa ultima passeggiata, alle scorribande compiute insieme e alle sbronze condivise.

Le previsioni del tempo han parlato di pioggia, poco fa, e questo renderà ancora più sorda e monitoria la loro esposizione al pubblico, in fondo alla via.

Pioggia arriverà e trascinerà rivoli di sangue lungo quella spianata, mentre temporali spingeranno la folla a anticipare gli inizi dei baccanali, e a chiudersi in portoni di sussurri e lupanari.

Così che nessuna mano, no, nessuna mano di quelle che un tempo erano sempre pronte ad alzarsi per quei campioni, vorrà dare miserevole conforto ai loro corpi allungati dal cappio in una assurda smorfia di congedo, e chiuder loro gli occhi prima che arrivino i corvi a beccarli. Sempre così, nella valle del comune cianciare.

La stessa Elena di Troia assisterà a questo fuggi-fuggi, comodamente sdraiata nella sua chaise-longue sorseggiando uno screwdriver, e pronta a fotografare il momento in cui i corvi arriveranno (si, perché i corvi arriveranno di sicuro) con il suo telefonino. Solo poi si unirà alle orge e ai baccanali, velata solo da una maschera nera che poi toglierà al momento giusto, per scegliere nuovi campioni per il popolo e per lei.

Ma in quel momento nessuna mano pia darà sollievo a quei corpi, no, nessuna mano.

E nessuna voce un tempo amica o fors'anche sconosciuta spenderà il suo fiato per una straziante elegia in onore di coloro che in passato tutti ammirarono, o per invocare umana misericordia presso quei Buoni Cittadini dalle membra ormai molli e sfatte nel vizio dentro i portoni, e portare infine quei tre campioni a riposare alla Collina Degli Stivali.

No, nessuna voce. Nemmeno Einstein col suo violino, o Sigmund Freud che nel frattempo è diventato un comico famoso, con il numero su Edipo, "Venghino, siore e siori, a sentire di come il figliolo ha montato la su' madre!", e nemmeno Orfeo nuovamente sceso agli inferi dopo una rapida doccia.

Nessuna voce.



Saranno tutte impegnate a spettegolare.


di: BLIXA

Articolo inserito il: 2006-08-21



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