BLOOMRIOT > Sentito > EINSTURZENDE NEUBAUTEN

EINSTURZENDE NEUBAUTEN

il gruppo che ha inventato il suono industriale. E non solo

EINSTURZENDE NEUBAUTEN, . Alcatraz - Milano 0000-00-00    

Live in Bloom > E' quasi pieno l'Alcatraz alle 21.00 di martedì 9 marzo, quando sul palco, da poco lasciato dall'anonimo gruppo di apertura (si chiamano Larsen, mi pare...), fanno il loro ingresso sei inquietanti figuri berlinesi e si dirigono ai loro strumenti: una batteria quasi tradizionale, se non fosse per qualche lastra di lamiera piazzata qua e là, un set di percussioni "industriali" (con un bidone, una strana trottola con sopra delle bottiglie rotte, un' asta metallica collegata a un distorsore e altre amenità...), un paio di synth / campionatori, un basso, una chitarra e un microfono per la voce: signore e signori, il gruppo che ha inventato (insieme a qualcun altro, vedi Cabaret Voltaire e Throbbling Gristle) il suono cosiddetto industriale, e non solo: gli Einsturzende Neubauten! Guidati dal grandissimo e carismatico Blixa Bargeld (già compagno di scorribande di Nick Cave...) gli EN si presentavano per l'ultima delle tre date italiane a supporto dell'ultimo e bellissimo disco Perpetuum Mobile: ideale proseguimento di Silence Is Sexy del 2000, questo disco, che ha come filo conduttore il vento e l'aria, e ascoltandolo se ne colgono le tracce, è un'ulteriore ricerca del gruppo nel campo dei silenzi e della melodia, in cui l' ossessività delle ritmiche e delle percussioni che aveva caratterizzato la prima fase della musica di questo fondamentale gruppo viene applicata appunto alla ricerca di un'armonia e di un'indagine sui silenzi e sui piccoli rumori piuttosto che sui fragori e sulle orge rumoristiche. Abbastanza logico quindi che anche dal vivo la scaletta punti più su questo tipo di pezzi che sulle "violenze sonore" del passato. Intanto c'è da dire subito una cosa: gli EN non sono assolutamente il gruppo intellettualoide e "per iniziati" che potrebbero apparire a chi non li conosce molto: anzi sul palco sprigionano una grandissima intensità e comunicazione, grazie soprattutto alla bellezza di vedere fisicamente come nascono certi suoni (per esempio è bellissimo vedere la sezione ritmica di N.U. Unruh e Rudi Moser alle prese con ogni sorta di immaginabile percussione), oltre che alla indubbia capacità di Blixa Bargeld, impeccabile nel suo gessato nero, di magnetizzare l'attenzione del pubblico, sia che declami con la sua voce fumosa ma allo stesso tempo squillante i surreali testi delle canzoni (molti dei quali in tedesco, ma la cosa non rende molto più incomprensibile secondo me l'atmosfera dei brani) sia che gridi sia che si lanci negli inquietanti falsetti che ogni tanto propone e auto-campiona: insomma il calore e l'approccio sono decisamente da concerto rock, non certo da performance artistoide!
Prima di passare a parlare dei vari pezzi suonati, vorrei ribadire ancora che, proprio per il tipo di musica che i Neubauten fanno (che in ogni caso, come avrete capito, non è esattamente pop!),un loro concerto credo vada preso come una specie di "esperienza sonora", in cui rimanere coinvolti anche visivamente e fisicamente, badando alla nascita dei suoni, all'istrionismo sul palco (grandissimo in questo senso il bassista Alexander Hacke, che tra l'altro sembra uno dei cattivi dell' "Ispettore Derrick"!) e al "senso" che ogni nota e ogni "rumore" hanno all' interno dei pezzi: quasi ogni deriva noise o industriale di oggi (dai Killing Joke, ai Ministry, ai Nine Inch Nails fino, perchè no?, a Marylin Manson) volente o nolente, accorgendosene o meno, sarebbe stata impossibile senza la musica di questi tedeschi!
Comunque, detto che il concerto è stato bellissimo ed emozionante (anzi, all'inizio per me è stato quasi sconvolgente...) sono da ricordare, dall'ultimo disco, sicuramente la title track (una cavalcata di quasi un quarto d'ora di ritmi ossessivi introdotta da un set di bidoni di latta trascinato per il palco) e, per contrasto, la dolcissima "Youme & Meyou", forse la prima vera canzone d'amore degli EN, in cui Blixa realmente canta! Dopo altri brani da Perpetuum Mobile, eseguito quasi per intero e in cui mi hanno colpito soprattutto "Paradiesseits" e "Selbsportrait mit Kater",oltre che la solo strumentale "Ozean Und Brandung", in cui sono comparsi dei tubi in cui veniva microfonata l'aria che veniva prodotta da un vero compressore(!) la scaletta ha pescato alla grande dal già citato Silence Is Sexy, proponendo tra le altre "Sabrina" e una spettacolare versione, molto più metallica che su disco, di "Redukt", con tutta la lunga suite a preparare le esplosioni dei ritornelli. Questa è stata una delle canzoni meglio riuscite nella serata, ma la vera chicca che ha fatto definitivamente sciogliere i fan è stata la vecchia "Armenia": in pratica è una unione perfetta di musica sinfonica e rumore, con una melodia solenne e cupissima di archi campionati su cui si stagliano colpi di tubi di latta e in cui come una ferita entrano gli squarci disperati delle grida e dei vagiti di Bargeld...Davvero stupenda! Il concerto è durato più di due ore, e sarebbe ancora lungo raccontare delle altre perle regalate al pubblico, l'unica cosa che forse è un pò mancata è stata l'esecuzione di alcuni "classici" della band...A me sarebbe piaciuto per esempio ascoltare "Yu Gung" o "Feurio", ma in realtà è andata assolutamente bene anche così, e poi pensandoci bene in realtà pezzi vecchi ne hanno suonati (hanno preso qualcosa anche dal primo disco Kollaps, del 1981!!!).
In ogni caso gli EN torneranno da queste parti in estate...forse sarà per la prossima volta!


di: BLIXA

Articolo inserito il:


EINSTURZENDE NEUBAUTEN