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STIGMATE

Un'ora sola. Per arrivare dall'altra parte della città

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Vissuto Storie > Un’ora sola per conoscere l’esito dell’esame. Avevo preso coraggio e l’ho fatto.
Ora non so se ho il coraggio di sapere la verità .
E’ bastata un’ora per godere di quella bellezza. E mi trovo qui a decidere se ne fosse valsa la pena.
E vivrò forse vivrò la mia vita con pena e disagio, per essere diventato come loro, come quelli che la gente comune ha paura, anche solo di toccare.
Stigmate. H.I.V..
Quelli che si vedono nei documentari giornalistici di terza serata su canali culturali satellitari. Quei poveri cristi che pascolano e brancolano in città fantasma sovrappopolate, megalopoli del sud del mondo che hanno perso confini e dignità .
Slums ugandesi, favelas brasiliane, baraccopoli kenyote.
Quei disperati che nascono così grazie a qualcuno che ha deciso di rischiare, per colpa del disinteresse involontario di genitori troppo occupati a procacciare la sussistenza, quando c’è. Rassegnazione, angoscia e disperazione in quegli occhi, che ritrovo ora nei miei, riflessi nei vetri delle auto in sosta, mentre cerco ancora il coraggio.
Non mi drogo e non bevo, ma ho bisogno corpo delle donne.
Non posso resistere.
E quella sera, lei era mortalmente attraente.
Mai percepita una vibrazione così impulsiva.Un babbà da stringere tra le labbra e gustarne il liquore.
Ma non pensavo, fino ad ubriacarmi. Nudi e bendati in una stanza vuota.
Il sangue macchia indelebilmente.
Puoi tentare di eliminarlo.
La stigmate resta.


di: cristian

Articolo inserito il: 2006-09-25



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