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IL FOGLIETTO

Non perdere la testa!

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Vissuto Storie > Mamma: Ma è possibile che tu sia sempre con la testa tra le nuvole?

Figlia: L’avevo scritto su un foglietto. Mamma, tu non mi credi mai!

Mamma: Io vengo in macchina in centro, non trovo parcheggio e consumo benzina, e perché lei non trova più il foglietto, essì, ma a scuola l’aveva. E’ la terza libreria che lasciamo e un’ora di pausa è quasi andata. Quanto pensi ti ci vorrà per ricordare il libro, ma cos’hai in testa?

Figlia: Mamma, l’ avevo scritto sul foglietto, ma non lo trovo più.

Mamma: Ma ti rendi conto che passi il tempo a pensare agli abbinamenti, la maglietta rosa con i jeans, la canottiera bianca con la gonna blu, e la scuola? Ho anche parcheggiato in doppia fila. Basta, sono stufa, andiamo, l’hai capito che devo tornare in ufficio, stupida ragazzina?E insomma devi continuare a toccarti capelli? Si ungono, e poi con quell’apparecchio, che mi è costato, Dio solo sa quanto, ci mancano solo i capelli unti. Dai muoviti, sfigata.

Mamma: Pensa un attimo, se ti riesce, a dove l’hai messo, che ci vado poi io a comprare il libro, prima di tornare a casa e ricordati di mandarmi un sms o hai già finito l’ennesima carica?

Figlia: Mamma non t’incazzare, ma ho dimenticato il cellulare dalla mia amica.
Mamma: Con te è sempre la stessa storia, un giorno perderai anche la testa per strada.

Su e giù dalla pensilina del 5, in viale Tunisia, roteando nervosamente il mazzo di chiavi, seguiva la figlia ora in silenzio. L’apparecchio odontoiatrico, la faceva schiumare, e un nugolo di saliva andava accumulandosi nell’angolo delle labbra. Occhi a terra, jeans stracciati e di qualche misura in più, una maglietta bianca e scarpe da ginnastica slacciate, e strascicate sull’orlo dei pantaloni, precedeva sua madre, donna decisa dall’andatura aggressiva, con scarpa a tacco basso ed imbustata in un completo cachi, pantaloni e giacchetta aperta, su maglia nera griffata. In fila e a tappe forzate, lungo lo stretto marciapiedi di via Lazzaretto, scansando rapidamente i passanti. L’automobile in doppia fila, era ormai a pochi passi. Ma un infelice sorpresa posizionata sul parabrezza aggrava la situazione. La tensione sale stelle.

Mamma: Lo sapevo, un’altra multa per colpa tua! Per colpa della tua continua distrazione, ma questa la paghi tu cara, mi sono rotta di regalare soldi al comune.

E in accelerazione, l’auto sgomma sui binari del tram, punta l’incrocio con via Cincinnato.

Figlia: Mamma il semaforo è rosso. E’ rosso!
La frenata brusca le fa sobbalzare.

Mamma: Cretina. Sei una cretina. Ma pensi che non sappia guidare?Questa multa la paghi tu, comincerai a metterti qualche soldo da parte.

Ruote che sfrigolano, perdendo aderenza sul pavè. Prima, seconda, terza e via, a sinistra, verso la Stazione Centrale per Camillo De Lellis; due curve a novanta gradi e l’auto sfreccia in Vittor Pisani e in derapata, inbocca il controviale, direzione piazza della Repubblica.
Sbandando a sinistra, i copertoni fischiano sullo spartitraffico. La donna, in preda a una crisi respiratoria da troppo fumo, tossice ripetutamente e le lacrime improvvise, l’accecano. Perde il controllo dell’auto, che va ad incastrarsi sotto un trasporto eccezionale, in sosta vietata. Il cartello bianco e rosso a righe oblique, annuncia carico pericoloso e sporgente. Troppo tardi. Lunghe lamiere mandano in frantumi il parabrezza, e decapitano la donna. La testa, mozzata con un colpo netto, rotola sul sedile posteriore, tra le braccia della dolcissima figliola che fissa divertita quei due occhi stralunati.

Figlia: Insomma mamma, chi è che non doveva perdere la testa?


di: cristian

Articolo inserito il: 2006-09-27



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