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Legittima difesa

La legge del Far West

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Vissuto Storie > L'idea era quella di andare in giro per il mondo.
Senza una meta precisa. Ci si ferma un p qui e p l .
Si f qualche lavoretto, per tirare a campare e se tutto va bene un giorno ci si ferma nel paese pi carino.

Fa freddo questa notte, sarebbe bene trovare un posto dove dormire. Un posto riparato, caldo.

Dai proviamo ad entrare in quel fienile, tanto tardi e dormono tutti, importante che domattina noi si sparisca all'alba, prima che tutti si sveglino.

"Ehi hai sentito i rumori che venivano da fuori?"
"No, non ho sentito nulla."
"Deve essere entrato qualcuno in cortile o nel fienile."
"Ma no, dai torna a dormire, la tua immaginazione."
"Ti dico che c' qualcuno, vado a vedere."
"Prendi la pistola."
"Si non ti preoccupare."
Scendo le scale.
Esco nel cortile.

"Chi l ? Ehi voi due? Fermi dove pensate di andare?"

Il panico generale, cerchiamo con lo sguardo una via d'uscita.
Le gambe vanno da sole. Salto oltre la rete.

Un colpo.
Poi un altro.
E un altro ancora.

Un dolore lancinante alla schiena.
Non vedo pi niente. Le gambe non vanno pi. I suoni si fanno sordi.

E' buio.
Vai tu scappa, salvati se ci riesci, qui non aria per noi.
"Fermati bastardo!"
Le mie gambe corrono come una saetta nel cielo, non vedo nulla, incespico, e mi strappo i vestiti gi logori, i rovi si piantano nella mia pelle scura.

"Ah uno lo beccato."
"Chiama la polizia che lo tengo fermo."
"Erano in due uno scappato, ma questo qui legato come un salame l'ho preso. Ho sparato, doveva vedere come correvano con le gambe che gli arrivavano alla spalle."
"Lo sleghi pure, tanto morto".
"Ma no, fa finta, li conosco questi qua son capaci di stare senza respirare per delle ore pur di non farsi beccare."
"Le dico che morto e lei in arresto".
"Come in arresto? Ma stata legittima difesa, mi hanno aggredito, doveva vederli erano delle furie, se non sparavo mi avrebbero..."
"Fatto cosa? Era disarmato e pi povero di cos non poteva. Questo qui cercava un posto dove dormire al caldo."
"Le dico che erano armati ho visto un fucile, e anche..."
"Senta le dico che non erano armati, entri in casa e non si muova da li."
"Ma come mi arresta, ma legittima difesa...la legge..."
"La legge non ancora in vigore, e comunque la sua parola contro un morto, e non ci sono segni di infrazione a casa sua. Vada in casa e rimanga li finch non avremo finito qui".

Intanto io correvo, correvo, credo d'aver fatto un paio di chilometri senza mai fermarmi a guardare indietro. Il cuore mi scoppiava, ma la paura era tale che non riuscivo a fermarmi. Correvo, correvo. Poi dei fari nel buio di fronte a me.

La polizia.

Mi fermarono, mi saltarono addosso. Un migliaio di domande e io non capivo una parola. Mi portarono in caserma. Finalmente ero al caldo. Mi medicarono le ferite. Mi chiesero come me le ero fatte. Gli raccontai tutto. Il freddo. Il fienile. Gli spari. Il mio amico cadde. E io mi misi a correre. A correre, senza voltarmi. E poi siete arrivati voi.

Mi pass davanti un uomo in quel momento, mi guardava negli occhi e io non capivo. Il commissario mi chiese se lo conoscevo. Dissi no. Non l'ho mai visto.

"Quello uomo dice che l'avete aggredito e volevate ammazzarlo, e lui stato costretto a fare fuoco con la sua pistola."
"Non vero. dissi, noi non volevamo aggredirlo, volevamo solo dormire al caldo. Fa freddo fuori."
"Lui dice che eravate armati."
"Non vero. Avevamo con noi solo la nostra voglia di vivere."
"Ti credo, anche perch non abbiamo trovato niente ne addosso a te ne al tuo amico, ne nel giardino di quel tipo. Lui dice che legittima difesa, ma non credo che sia cos. Lo se si viene attaccati o se c' in qualche modo un pericolo, ma nel buio della notte, quello ha sparato e basta. Il problema un altro."

"Che noi siamo stranieri, signore?"
"Gi ."

Rispose il commissario.


di: bonfo

Articolo inserito il: 2006-10-30



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