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GIULIO PAOLINI

L'arte del fenomeno del vedere

GIULIO PAOLINI, .    

Arte > Accanto alla mostra di E.Munch nel pieno centro veronese compaiono alcune opere di Giulio Paolini. Il lavoro di Paolini ristringe l'attenzione dello spettatore sul linguaggio stesso del fare arte, smascherandolo, per poi allargarla un istante dopo allo sconfinato campo del vedere. Ogni elemento rivela il suo artificio rivelando agli occhi del pubblico la bassa materialità dell'oggetto che viene a dichiararsi tautologicamente. Da questo incipit nascono una serie di opere linguistiche, oltre che pratiche, dove il fenomeno del vedere diviene il fulcro su cui, e da cui, rifletere. Niente risponde all'ordine prestabilito delle cose, nulla di ciò che vediamo è dato come assoluto, tutto è da sviscerare e confermare.
Italo Calvino nella sua introduzione a "Idem" (libro su/di Paolini, si trova solo nelle biblioteche) dice pensando alle opere di Paolini: "La pittura è totalità a cui nulla si può aggiungere e insieme potenzialità che implica tutto il dipingibile".
Fondamentale è l'aspetto teatrale nelle opere di questo artista, dato da un inscindibile patto stipulato con lo spazio che si propone come un palco sul quale far recitare la propria opera; ma questo spettacolo è privo di artificio perché il retroscena è svelato al pubblico.
Farsi trapassare da quell'enigma che attraversa le sue opere, da questo mistero che fa riaffiorare l'antichità nel contemporaneo, è sicuramente uno dei modi per avvicinarsi a questa complessa produzione che tenta, ancora una volta, di superare il labirinto dell'esistenza.

"L'opera non è altro che l'inquadratura dello spazio concettuale che affascina lo sguardo ,…" di Maddalena Disch una delle curatrici del catalogo della mostra edito Electa.


di: KUROSARA

Articolo inserito il: 2001-11-04


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