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PALAIS DE TOKYO

Un Palazzo underground. Il nuovo spazio "new concept" di Parigi: aperto e controcorrente.

PALAIS DE TOKYO, .    

Arte > Riaperto dopo 2 anni di lavori il 19 gennaio scorso, il Palais de Tokyo di Parigi si presenta come un nuovo grande spazio/palcoscenico per l'arte giovane e d'avanguardia, concepito partendo dall'idea di spazio espositivo visto come luogo di dibattito ed incontro.
I due nuovi guru a capo del progetto sono i francesi Nicolas Bourriad e Jérome Sans che hanno voluto che gli spaziosi 5000 metri quadrati del palazzo fossero accoglienti come una piazza, conservandone anche i suoi aspetti di scambio e socializzazione. Il modello d'ispirazione è in effetti la piazza Djeema El-Fna di Marrakech dove si concentrano tutti i micro-avvenimenti dell'insieme città. Ed è per questo che il museo presenta al suo interno anche un bar-ristorante economico per gli standard parigini. Questo nell'ottica dello scambio poiché come affermano i due curatori "se Parigi è stata artisticamente brillante tra le due guerre è perché gli artisti si frequentavano fuori dagli spazi consueti". E sempre in quest'ottica sono stati pensati gli orari di apertura della struttura, dalle 12 a mezzanotte, perché "la battaglia culturale ha luogo la sera" ed è "sorprendente constatare che gli orari dei musei ricalcano generalmente quelli di banche e posta!".
Anche la scelta artistica è particolare ed evita ogni tipo di gerarchia ed il ricorso a star di richiamo. Il Palais è infatti concepito come laboratorio e non sono previste né collezioni né acquisti di ogni sorta, questo per mantenere alto il valore reattivo del luogo e permettere di mostrare le opere in tempo reale. Questo anche per evitare di "marchiare" le opere con l'appartenenza e di permettere al contrario una circolazione ed un confronto al di fuori di regole commerciali e speculative sull'arte. A sostegno di tutte le esposizioni ed installazioni vengono messi a disposizione e sfruttati tutti i mezzi di comunicazione artistica, compresi numerosi video e l'organizzazione di eventi speciali. L'interattività del museo, per usare una parola abusata, è spinta all'estremo ed invita il visitatore ad essere parte attiva di ciò che altrimenti visiterebbe con passività, fatto salvo per il rituale acquisto delle cartolina nella boutique del museo… La parodia dei supermercati dell'arte e dei mediatori trafficoni è evidente e convincente.
Le opere esposte sono scelte direttamente dai curatori che si preoccupano di leggere, visitare, accogliere segnalazioni e quant'altro necessario alla scoperta ed alla valorizzazione di talenti.


di: DHARMABOY

Articolo inserito il: 2002-02-27


PALAIS DE TOKYO
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