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APPESI AI PENSIERI

"Non si possono comprare arcobaleni. Anche l'arte potrebbe non avere prezzo"

APPESI AI PENSIERI, .    

Arte > Venerdì 5 aprile 2002.
Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa.
Seduto su di uno scalino sto provando a buttare giù due impressioni sull'ennesima mostra di Maria Mesch quando la mia attenzione viene attratta da un particolare sorprendente: i visi delle persone che escono dal ponte hanno tutti un sorriso sereno e quasi infantile. Quel sorriso sincero che ci prende quando, inaspettatamente, incontriamo un amico... Del resto, come si fa a non sorridere: quegli esserini non meglio identificabili, quelle forme colorate, lucide, morbide e rotondeggianti realizzate con tecniche sorprendenti e spiazzanti ("Tecnica mista con accappatoio", o ancora, "Tecnica mista con zampironi"!) che Maria Mesch ci regala da tanti anni, sono così affascinanti e strane da essere ben più che meramente uno stile. Sono degli amici.

"Il titolo della mostra - ha detto Maria Mesch - e' riferito sia a una condizione in cui si possono trovare gli esseri umani, sia ai lavori che sono fatti con le mani ma che appunto, sono appesi a dei pensieri. Questa mostra al Ponte e' la prima mostra pubblica in cui applico una modalita' di diffusione dei lavori che spero si estendera'. Una modalita' legata anche all'esperienza della Carovana del Torchiera: non si possono comprare arcobaleni. Anche l'arte potrebbe non avere prezzo. Si tratta di una modalità semplice, anche per chi decide di voler convivere con un'opera d'arte. Si basa da un lato su lavori nati per comunicare, per insinuarsi nella vita quotidiana delle persone e dall'altro riguarda la valorizzazione degli aspetti sociali, poetici, inquantificabili. Una modalità già adottata, per quanto sono riuscita a scoprire finora, da alcuni ristoranti in Francia e da alcuni naturopati in Italia e Germania: chi ha bisogno di un pranzo, di una visita, di un quadro lo prende e da in cambio ciò che ritiene adeguato, senza che altri sappiano quanto o che cosa. Chi cucina, cura, dipinge fa il suo lavoro".


di: RADIOTAKESHI

Articolo inserito il: 2002-04-05


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