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CUORE A NUDO

…E allora ha un senso anche Milano

CUORE A NUDO, . 0000-00-00    

Live > Cuore A Nudo è un progetto acustico che gravita attorno a Mauro Ermanno Giovanardi, cantante degli ottimi La Crus, insieme al loro trombettista Paolo Milanesi e a Fabio Barovero (dei Mau Mau) al pianoforte e alla fisarmonica. Citando la loro stessa presentazione, il tutto vuole essere “armonia tra musica e poesia, poesia che segue il suono delle parole, musica che si immerge nella poesia”. Trasposto in fatti questo si traduce in un repertorio che attinge contemporaneamente dal canzoniere dei La Crus, soprattutto dei primi due dischi, come da un scelta di canzoni italiane, tra cui Tenco (l’apertura del concerto con Vedrai Vedrai), Paolo Conte (Via Con Me), ma anche il De Andrè meno conosciuto (la bellissima Le Storie Di Ieri, scritta con De Gregori), oltre che una decostruita versione di Summertime, accompagnata da Brechtiane smorfie e urletti di Joe, e la sempiterna Can’t Help Falling In Love With You di Elvis, per non dimenticare una canzone dei Gufi di Nanni Svampa (ovvero El Me Gatt, con il siparietto della traduzione simultanea del testo dal dialetto meneghino). A tutto questo si aggiungeva la lettura, quasi a introdurre nuovi momenti e nuove sensazioni della scaletta, di brani, tra gli altri, di Pasolini e Salinas. Come avrete facilmente capito dal tipo di canzoni e dagli strumenti impiegati si è trattato di un concerto molto intimo e caldo, il cui tono un po’ maudit e esistenzialista veniva amplificato dall’ottima atmosfera della Casa 139, ma che manteneva una cordialità e un senso di familiarità che erano davvero bellissimi. I tre hanno suonato per due ore abbondanti, riuscendo a creare un clima molto partecipe in cui la voce di Giovanardi riempiva quasi da sola la scena, con i suoi toni ora confidenziali, ora più aperti, appoggiandosi ai ricami del pianoforte e agli interventi della tromba (Milanesi, funambolico alla tromba, e Barovero-dal-ghigno-demonico al piano sono stati bravissimi, molto efficaci nello schizzare le trame delle varie canzoni e nel colorare ora di malinconia ora di scanzonata ironia alcuni brani). I momenti più emozionanti dello show sono stati, oltre alla canzone di Tenco (chiudendo gli occhi sembrava proprio di essere a un concerto del cantautore genovese, per quanto, ovviamente, io non ci sia mai stato!), alcuni brani dei La Crus, come per esempio Come Ogni Volta (che spogliata degli archi e del groove che accompagna la versione su disco non perde assolutamente l’espressività della melodia) e Natale A Milano, particolarmente suggestiva vista anche la situazione in cui eravamo, ma anche L’Uomo Che Non Hai e E’ Andata Via L’Estate sono state perfette e hanno tenuto con il fiato sospeso i presenti, che in religioso silenzio (soprattutto all’inizio del concerto) si facevano rapire dall’appassionato spleen che i tre ci elargivano. Con l’avanzare della serata il clima trio-pubblico si è fatto via via più complice, e questo ha aumentato la confidenza della serata, con qualche sfottò tra i musicisti, finte partenze delle canzoni e così via, tanto che alla fine eravamo tutti con loro a cantare la canzone di Elvis, prima della conclusione del concerto con l’altro bellissimo brano dei LaCrus Ninna Nanna. Insomma, davvero una bellissima serata, scandita dalla presenza contemporaneamente carismatica e discreta (so che sembra un controsenso, ma era proprio così) di Giovanardi e della sua fantastica voce, e un concerto molto emozionante, sicuramente uno dei migliori cui abbia assistito quest’anno, caldo come un bicchiere di whiskey, familiare come una bottiglia di Inferno sorseggiata in una baita sul Mortirolo e intenso come solo una notte umida di dicembre a Milano può essere.


di: BLIXA

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