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ARTANDGALLERY

Arte Cibo Performance in un ex Teatro

ARTANDGALLERY, .    

Arte > L'arte trova un'altra collocazione tra le vie meno battute di Milano, in una zona non certo centrale come quella di Zara.

In un ex Teatro d’Opera fondato nel 1932 , nasce un nuovo spazio per l’arte contemporanea. Al suo attivo ha già due mostre curate dalla critica Manuela Gandini : "Luoghi di concentramento" e "Tutti i nomi di Dio".

Simultaneamente alla mostra si susseguono settimanalmente degli "eventi" per approfondire e condividere fisicamente lo spazio dell’arte : cene, performance, video,…

Miscelando culture differenti, lontane, "Tutti i nomi di Dio" ha voluto riflettere sulla distanza che sempre più segna il distacco tra le religioni, che imprime differenze e distanze, cercando nell’espressione degli artisti un alfabeto comune. Dennis Oppenheim parla di una vita vegetale, in Topiary, come Yoko Ono, che mostra 6 piante e le fa parlere attraverso frasi sintetiche e incisive recate su ogni vaso.
La grande ruota di Paolo Canevari, sorretta dai volumi della Bibbia, reca la scritta "FEDE", unione di sacro e profano, di odore di guerra e desiderio di pace. Il grande Crocefisso di Kounellis non è ancora concluso, rimane solo la parte terminale, una strisciata nera su fogli bianchi compressi ad un grande legno. Prima le voci poi i passi poi le immagini, questo è quello che rimane del video girato da Armin Linke all’interno di una moschea di Tehran, sullo sfondo seri uomini in preghiera sono la realtà, mentre le urla dei bambini che giocano lasciano il segno di un veloce passaggio.
Maja Bajevic sceglie di girare la sua performance in una moschea sconsacrata dove cinque donne mussulmane, profughe in Bosnia, lavano delle lenzuola su cui sono ricamate delle frasi di Tito. Questo gesto rituale compiuto per diversi giorni di seguito provoca la rottura del tessuto stesso, che viene mostrato ora sotto vetro.
Questa mostra ha voluto aprire i confini, ampliare le vedute, incrociare differenti manifestazioni artistiche per concepire la pluralità delle visioni; così la stessa galleria vuole proporsi come luogo di incontro e di scambio, aprirsi e rischiare all’interno di orizzonti comuni e attuali.


di: KUROSARA

Articolo inserito il: 2002-12-15


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