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ANSEL ADAMS

Tutti i ‘colori’ del bianco nero

ANSEL ADAMS, .    

Arte > Ansel Adams fu particolarmente eccitato nello sperimentare tra i primi la tecnica innovativa della Polaroid che permette di ottenere un negativo positivo ad un minuto dallo scatto. Nato a San Francisco nel 1902, scatta le prime immagini nel 1916 durante un soggiorno al Yosemite National Park della California. L’infinito lavoro dedicato alla fotografia durante tutta la sua vita è il riflesso della passione per il mezzo fotografico e per il paesaggio americano che diviene per Adams una vera e propria missione sociale verso la protezione dell’ambiente ( entra a far parte nel 1919 del “Sierra Club”). Adams mette a punto nel 1941 il “Sistema a zone”, il mezzo che gli permetterà, attraverso un calibrato equilibrio tra i tempi di posa e di sviluppo, di ottenere una gradazione ottimale dei grigi nelle stampe in bianco e nero.
La sguardo di Adams nel paesaggio riflette la grande tradizione pittorica del XIX secolo; spazi sconfinati composti da piani di quinte naturali che si susseguono e liberano un orizzonte infinito. La capacità di cogliere le atmosfere predominanti, di precedere la natura rilevandone i cambiamenti atmosferici e aspettarne, con la calma che domina le sue vedute, i tempi imprevedibili. Sperimentando con tempi di posa prolungati e lavorando nella camera oscura sullo sviluppo e sulla stampa crea atmosfere sospese, ammassi di nuvole in dissolvenza, riproduce i movimenti impercettibili dei cieli immensi o al contrario blocca nel “punctum” le forze della natura.
Sovrana è la sintonia tra il mezzo fotografico e il paesaggio, le rocce trovano a contatto con il suo utilizzo del bianco e nero il loro più ampio respiro; la grandezza della natura si autopresenta, vuole farsi conoscere e riconoscere. La bellezza trova spazio nell’occhio di un fotografo che rimanda alla concezione del sublime, che cattura la prospettiva infinita di una natura sovrana. Il fascino lasciato dalla forza dei paesaggi americani è rafforzato dalla massima profondità di campo e dal dettaglio infinitesimale. Questo obiettivo viene perseguito fin da quando nel 1927 fonda il gruppo f.64, riferendosi alla massima chiusura del diaframma, che regola appunto, la profondità di campo. Il ragionare sulla forma, sulla bellezza, sulla texture che connota ogni singolo elemento delle sue vedute connota un occhio sempre attento e meravigliato: questo uno dei primi insegnamenti che Adams proietta nel mondo della fotografia. Una tecnica al sevizio di un idea, un aspirazione di solidità e consistenza, una fotografia che indaga senza annoiare, con la sapienza di chi svela il mistero appena rivelatogli. Ansel Adams concepisce come fondamentale la tecnica, alla quale dedica diversi libri,( tra i più famosi: “Il Negativo”, “La Stampa”, “La Fotocamera”, essenziali per un approfondimento del bianco nero) e l’insegnamento. A San Francisco, all’interno della California School of Fine Arts fonda l’Istituto di Fotografia e, ancora, è fondatore, insieme a Minor White, Dorothea Lange e Newhall nel 1952 della rivista “Aperture” . Ansel Adams ha usato la fotografia in modo attivo risvegliando l’interesse, anche politico, sulle bellezze della natura e sulla responsabilità dell’umanità di conservarle e proteggerle.


di: KUROSARA

Articolo inserito il: 2003-03-20


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