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JEFF WALL

Enigmatiche sospensioni nei light box

JEFF WALL, .    

Arte > L'artista canadese utilizza la fotografia come mezzo a lui più congeniale per rappresentare la drammaturgia della vita contemporanea enfatizzata da un ironia grottesca. La realtà va in scena con un espediente teatrale e cinematografico della visione, nella quale gli oggetti e le persone inscenano atteggiamenti e atti narrativi. Il legame con la letteratura e la storia dell'arte è indispensabile per rileggere con gli occhi della contemporaneità i capolavori di artisti come Manet, Goya, Hokusay,. Jeff Wall crea dei veri e propri 'tableau vivant' costruendo dei light box in cui la fotografia appare come una diapositiva di grandi dimensioni, retroilluminata, espandendo l'illusione prospettica come in un frame da video. Le coreografie di Wall attraggono lo spettatore che è spinto ad elaborare il messaggio nei suoi diversi particolari; all'irrealtà delle scene ricreate in studio mescola elementi reali ad altri suggestivi, sovrapponendo esperienze all'apparenza opposte ma che vivendo in un unico scatto creano una realtà sospesa. Un liquido bianco, latte, fluttua fuori da un bricco del latte , una gigantesca figura umana sovrasta una scalinata, alcune figure avvolte da un improvviso colpo di vento subiscono la forza efferata della natura in un paesaggio infinito (retaggio di Hokusay),.

Niente è più reale e più irreale al contempo, l'esperienza delle immagini fotografiche di Wall è l'apparizione dell'invisibile, la superficie si addensa di verità e manipolazione tecnologica, la tradizione modernista rivive con altri mezzi e in un altro spazio ma con il medesimo approccio al vissuto. L'emozione cristallizzata nei light box è il congelamento di un istante racchiuso tra il panoramico e il close-up, è la manifestazione di un'immagine narrante micro eventi dispersi in un ampio panorama. Wall crea in questo modo uno strano movimento oculare dello spettatore che si apre alla grandezza dell'immagine e dello spazio rappresentato, ma poi, si fissa su uno o più punti di veicolazione, particolari di lettura o 'punctum' prescelti nel momento della creazione del set. Nulla è a caso tutto è puntigliosamente ricostruito in studio, deciso e calcolato: per la creazione di un immagine l'artista canadese viaggia nelle città alla ricerca di location, compone veri e propri paesaggi all'interno del suo studio, ovvero si comporta come un regista sul set di un film. Ma Wall non lascia il tempo alle immagini di scorrere e sviscerarsi su di una lunga pellicola permettendole solo un breve spazio d'apparizione, un attimo congelato, una frazione in cui il movimento si ferma e si narra artificialmente.


di: KUROSARA

Articolo inserito il: 2003-05-15


JEFF WALL
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