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IL LINGUAGGIO DELLE CATASTROFI

Arte intorno alla guerra

IL LINGUAGGIO DELLE CATASTROFI, .    

Arte > Inondati dalle informazioni, sopraffatti dalle immagini provenienti da ogni parte del mondo, suoni e visioni si concentrano nel nostro cervello creando un unione di fantasia e realtà, che spesso elide i confini del concreto e lascia che le nostre percezioni sfuggano in un tumulto di influenze senza registro. La paura sovrasta i nostri pensieri; accendendo lo schermo di un televisore o scorrendo le pagine di quotidiani e riviste rileggiamo con occhi distanti la realtà in cui viviamo e la sua proiezione diviene più efficace della sua essenza. Come è finito veramente il conflitto in Iraq ? Come è stata arrestata la Sars ? Domande che forse non esigono nemmeno risposta visto che la parte più spettacolare è il conflitto, l’alimentazione della paura; l’informazione cala quando il grado di esaltazione teatrale svanisce, perché la subdola indole umana preferisce vedere un auto ribaltarsi durante una corsa automobilistica piuttosto che una gara lineare e senza alcun incidente. Così siamo molto più interessati al momento in cui si aspetta che vengano sganciate le bombe piuttosto che alla situazione delle famiglie abbandonate a se stesse in una terra desolata. Claude Closky, all’interno della mostra “ Il linguaggio delle catastrofi” porta all’esasperazione la voglia e il sadismo di godere di fronte ad innumerevoli scene di esplosioni nel video “Brrraoumm”, creando uno spaesamento dove, come scrive Florian Wust, è difficile distinguere il reale dalla pura finzione. Un video ipnotizzante, invece, rallenta al millesimo i gesti di una bambina che nella tranquillità domestica prende tra le mani un oggetto che si rivela essere esplosivo; così nelle immagini manipolate da Raphael Montanez Ortiz emerge il trauma profondo della nostra epoca che al lusso accosta fobie di ogni tipo che vengono montate e smontate con una velocità tale dai media da sollevare perplessità sui metodi di informazione.
Interessante ed ironica la proposta di alcuni filmati commissionati negli anni della guerra fredda dal Central Office of Information nel 1976, con lo scopo di educare i cittadini all’eventualità di uno scoppio nucleare. A conclusione degli appuntamenti inerenti alla mostra verranno inoltre proiettati dei cortometraggi presentati da Florin Wuest, curatore di rassegne di cortometraggi tedesco, e dal giornalista Paolo Calcagno, introducendo il tema “ Catastrofe, Paura, Fantasia” e film e documenti presentati al penultimo festival del cortometraggio di Oberhausen.


di: KUROSARA

Articolo inserito il: 2003-06-20


IL LINGUAGGIO DELLE CATASTROFI
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