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WINSTON SMITH

Intervista esclusiva con Winston Smith

WINSTON SMITH, .    

Arte > J:Signor Smith, lei e' diventato famoso per i suoi collage. Ma come inizia la storia del sig. Winston?

WS:Ero uno studente a Firenze nel 1969. Ho vissuto in Italia per circa 7 anni. Studiavo l'arte classica del rinasciamento. Un paio d'anni dopo ho fatto pure l'Accademia di Belli Arti. Ho studiato pittura e scenografia. (Ma veramente non ho imperato nulla all'Accademia). Nello stesso periodo lavoravo anche come tecnico di suono per un complesso Jazz molto bravo che si chiamava Perigeo.
Firenze e l'Italia era molto diversa a quei tempi. . La societa' Italiana di allora sembrirebbe un mondo straniero a tanti Italiani d'oggi. Ad esempio non c'erano telefoni in ogni casa come oggi (e specialmente telefoni cellulare che sono ormai quasi obligatori per ogni cittadino italiano!) e non c'era la TV dappertutto. Non c'era la cultura di MTV e "hyper publicity" e consumismo ad orario continuo. Cioe', c'era soltanto un canale: RAI Uno per poche ore al giorno e ogni tanto anche RAI Due, che era quasi uguale. La TV si chiudeva verso le undici. Era solo a bianco e nero. Non c'era niente publicita' alla TV eccetto "Carosello". Mettevano in onda un film solo una volta alla settimana ed era sempre un film degli anni 50; quasi mai un film contemporaneo. Per quello si andava al cinema e i film cambiavano ogni notte, c'era sempre qualcosa di diverso. Nella sera la gente andava in piazza a stare insieme con gli amici e la famiglia. Le ragazze cantavano per la strada. C'era una società personale e c'era poca attivita' criminale. Io e i miei amici camminavamo per la strada molto tardi di notte e non c'era mai nessuno.
Ora ci sono telecamere e luci brilliantissimi, brutte e bianchi che trasforme ogni piazza a un "campo di calcio". Voglio dire che le luci addeso sono cosi forti che sembra che ci sta una partita di calcio notturna. Queste citta' italiane hanno cambiato totalmente il fascino e bellezza delle loro strade e piazze. E lo fanno per l'amore dei soldi che portano i turisti Giaponesi, Americani, Inglesi, et cetera. Perche' questi stranieri pensano che piu' luce sia piu' sicurezza. Ma ora in Italia tutto quest'atmosfera di grazia e' stato eliminata per la voglia di Sicurezza (Security). Ed ora a Firenze ci sono da per tutto telecamere nelle strade e nelle piazze che guardono tutti. Ci stano pure cartelli che dicono: "Telecamera Amica" che spiega che queste cinepresse sono solo "per la vostra sicurezza" ed altre cazzate del genere. Prima ogni cittadino era presunto innocente a meno finche' veniva arrestato. Ma ora siamo tutti sospetti. E quando vieni arrestato sarai presunto gia' colpevole. La dignita' e la Privacy non c'e' piu'. E non e' mica stato sostituito con la sicurezza, ma solo colla mancanza della dignita' di privacy, e di essere lontano dallo sguardo dell'autorita' Ma nei vecchi giorni era tutta un'altro mondo. Era ancora un mondo vero e semplice, senza computers e "telecamere Amiche" e l'occhio di "Big Brother" che ti segue dalle piazze ai viccoli, dalle viale alla casa. Era da quel mondo scomparsa che sono venuto. Era quella societa' sincera che aveva formata la mia carattere come artista.
Quando son venuto in America nel 1976 sono venuto a San Francisco. Qui lavoravo come "roadie" per complessi Rock per un paio d'anni. Circa 1977 iniziava il movamento Punk a San Francisco. Ho comenciato di creare manifesti per i complessi punk qui a San Francisco e la Berkeley. All'inizio non conoscevo tanta gente nel movamento e allora inventavo nomi per complessi finti che suonavono a locali finti. Ho creato questi manifesti finti e li avevo messo da per tutto nella citta'. Poco per poco alcuni complessi Veri mi contatavano per fare manifesti veri. Una mia amica mi spingeva a fare dell'arte per il complesso Dead Kennedys. Facevo tante copertine di dischi per loro e paer D.O.A. ,Alice Donut, NOMEANSNO ed altri complessi Punk. Dopo tanti anni faccio ancora copertine e manifesti, anche per complessi come Green Day eppure complessi Italiani come CCM e Ray Daytona and the Googoobombos. Faccio illustrazioni anche per riviste Punk Inglesi ed Americani ed anche riviste di massa come Spin, Playboy e The New Yorker.

J: Parliamo un po' della sua tecnica....

WS: Io lavoro nel stesso modo che usavo allora negli anni settanta. Uso un taglierino cioe', un rasoio e anche la colla. Non so usare un computer al di la' che permandare e-mail. Ma non so manipolare immagini,tipo con"Photoshop" ad esempio. Vorrei essere capace di usare il computer perche' e' tanto fastidioso fare tutto a mano. Ma e' cosi'. Io sono come un vecchio cane che non puo imperare un giocco nuovo. Non credo che cambiaro' mai.

J: Quali sono i suoi temi preferiti? I suoi lavori esprimono una qualche critica sociale?

WS: Uso immagini da riviste degli anni quaranta e cinquanta perche' in quei giorni, durante la Guerra ed anche subito dopo la Guerra c'era nella publicita' di massa Americana la promessa d'un mondo tutto nuovo. Un mondo moderno pieno di luce che scintilla con la speranza d'una vita bella pieno di convenienza e una vita comoda con tantissimi beni del consumismo.
Ma non era mica vero. Se e' mai successo e' successo soltanto per i bianchi della media classe educati. Ma mica per tutti. Allora a me piace contrapporre queste imagini idealisitiche d'un futuro brilliante con la realta' del mondo vero. Piu' che altro suppongo che io sono un romantico che non vuole accetare la realta moderna (come la mia attitudine dell'Italia di trentacinque anni fa' coll'Italia d'oggi, l'Italia della "MTV", l'Italia di corporazione globale e un MONO-CULTURE di Nike, Levi's, MacDonald's, et cetera).
Suppongo che la mia arte e' l'espressione d'un cuore rotto, voglio dire che ovviamente sono un idialista che confronta la brutta realta' del mondo, della vita e non lo voglio accettare. E percio' creo l'arte che critica i fatti brutti del mondo. La famosa poeta surrealista Andre' Breton diceva: "Noi surrealisti siamo allergici alle cose come stanno". ("We surrealists are allergic to things as they are.") Semplicamente sono uno scontento e preferirei di lottare contro "le cose come stano" e di vivere in un mondo della mia creazione come il protaganista di "Don Quixote" che vivere nel mondo creato da tutte le forze che odio.

J: Ha avuto dei maestri o dei punti di riferimento nel suo lavoro?

WS: Ho sempre ammirato il lavoro di Leonardo piu' che altro ed anche i lavori degli artisti di quell'epoca. Invece d'arte moderna so ben poco. Mi sono sempre piaciuti i lavori di Duchamp e di Max Ernst. Per tutta l'arte che studiavo so veramente poco dell'arte contemporanea. Putroppo la mia ignoranza in tema di Arte in genere e' vergognosa.

J: Sta' sviluppando qualche progetto particolare attualmente?

WS: Si', al momento devo compilare il nuovo volume delle mie opere. Ho fatto gia' due libri e quindi questo sara' il terzo volume. Se non sono troppo pigro allora questo nuovo libro esce nella primavera del 2004. O magari nel Giugno dell'anno prossimo, dipende dal mio editore Last Gasp di San Francisco.

J: Come giudica la scena attuale dell'arte e grafica underground.

WS: Secondo me e' come una pianeta nuovamente scoperta dove qualsiasi cosa e' possibile. Sono molto orgoglioso di fare una piccola parte di quel mondo perche' ci sono centinaia, veramente migliaia d'artisti di talenti strodianarii. Ogni volta che vedo l'arte di altri artisti Underground sono sempre rimasto surpreso dalle loro visioni singolari. Sono tutti come fiori unici. Paragonato alle loro opere d'arte mi sento di essere molto umile ed indegno. E' un onore di fare parte di questo movimento artistico.


di: J412

Articolo inserito il: 2004-09-10


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