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BRUCIO NEL VENTO

Tratto dal romanzo ''Ieri'' di Agota Kristof, il nuovo film del regista di ''Pane e tulipani''

Silvio Soldini, BRUCIO NEL VENTO. 2002    

Film > Tobias, emigrato in Svizzera da un Paese dell'est europeo, lavora da ormai dieci anni come operaio in una fabbrica di orologi. Trascina stancamente la sua vita trovando sollievo nella scrittura rigorosamente a matita di un romanzo. C'è un episodio traumatico legato alla sua infanzia: quando aveva otto anni scoprì l'identità di suo padre, fino a quel momento sconosciuta. Si trattava del suo maestro, uno degli uomini a cui sua madre si concedeva per denaro. Sconvolto, gli piantò un coltello nella schiena e fuggì, iniziando così una vita raminga, finché non si stabilì in Svizzera con un nuovo nome, deciso a cancellare il passato. A restargli sempre vivo è però il ricordo di Line, compagna di banco di cui s'innamorò da piccolo, anche lei figlia di suo padre. Quando la ritrova, dopo parecchi anni, operaia nella sua stessa fabbrica, si scopre ancora innamorato di lei. Dapprima la segue e l'osserva di nascosto, poi si fa riconoscere e cerca in ogni modo di convincerla a lasciare un marito che la trascura e ad andare a vivere con lui.

Dal romanzo Ieri di Agota Kristof Soldini ha tratto un film intenso, di meravigliosa asciuttezza e di buon ritmo narrativo. Il regista, aiutato dalla splendida fotografia di Luca Bigazzi, rende accattivanti ambientazioni di per sé un po' tristi. Inoltre dirige al meglio due attori sconosciuti (Ivan Fraòek e Barbara Lukešova), entrambi di grande misura espressiva, valorizzandone sguardi e silenzi, che a volte dicono più di tante parole. Di Soldini, autore acuto e sensibile, qui alla sua prova più matura, si apprezza ancora una volta soprattutto la volontà di andare a fondo nell'analisi dei rapporti umani e dei sentimenti, senza accontentarsi mai di soluzioni scontate e superficiali.
Brucio nel vento è un film dove tutto appare sincero, con una ragion d'essere e dove non si strizza l'occhio allo spettatore, ma lo si coinvolge con naturalezza facendolo davvero appassionare a ciò che gli viene raccontato.


di: MICHELE O.

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