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AMNESIA

Amnesie dell'anima?

Gabriele Salvatores, AMNESIA. 2002    

Film > La generazione di Salvatores cresce ed affronta situazioni nuove, sullo sfondo ancora un'isola, ma diversa; abbandonate le spiagge utopiche di Mediterraneo e il rifugio intimista di Puerto Escondido, è la famiglia a mettere alla prova i cinquantenni hippie cresciuti alle prese con la realtà di figli desiderati, scomodi o deludenti. Si fa strada il desiderio di stabilirsi, di fermarsi dopo un lungo muoversi in fuga o alla ricerca di qualcosa di meglio, affrontando la realtà come viene.
Storie diverse di personaggi che si sfiorano soltanto o interagiscono tra loro generando nuove situazioni nell'isola di Ibiza, dove tutti si conoscono ed è difficile nascondersi.
L'intreccio, articolato in tre giorni, prende le mosse da un incidente in moto del tutto fortuito e da un funerale dove s'incontrano i primi due personaggi del film, Sandro (Diego Abatantuono), produttore di film porno e Angelino (Sergio Rubini), gestore di "chiringuito": il primo attende l'arrivo della figlia Luce (Martina Stella), del tutto ignara della sua professione, l'altro è in attesa di un'occasione che gli permetta di avere una vita migliore e il figlio tanto desiderato. Occasione che si verifica subito dopo con il ritrovamento di una valigetta contenente 4 kg di cocaina.

La prima parte del film, costruita su una serie di cliché "à la Vanzina", porta lo spettatore dentro l'intreccio del film, che oscilla intorno a un improbabile "poliziottesco" e a rapporti genitore-figlio molto diversi tra loro: da un lato Sandro, che dopo una vita di bugie riesce a entrare in comunicazione con Luce, dall'altro il capo della polizia Xavier (Juanjo Puigcorbè) alle prese con il figlio ribelle Jorge (tanto simile al "vostro affezionato Alex" di Arancia Meccanica) con il quale il contrasto degenera in scontro violento.
Nella seconda parte del film, il "montaggio alternato" riprende la vicenda da capo integrandola con episodi "chiave" volutamente tralasciati nella prima, che consentono di approfondire le dinamiche tra i vari personaggi, concludendo e risolvendo tutti i discorsi lasciati aperti. In alcune scene le stesse vicende vengono raccontate in parallelo suddividendo lo schermo in riquadri, tecnica tanto in voga negli anni Settanta (Woodstock). Si finirà un anno dopo col sorriso sulle labbra, per un happy end da copione e, forse, un po' grottesco


di: JIM TONIQUE

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