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L'UOMO SENZA PASSATO

''È molto semplice: prendi un uomo e una donna, li metti insieme tra luce e ombra. L’uomo va via, la donna lo segue. Restano solo la luce e l’ombra. Poi si spegne la luce a quel punto il cinema esiste''

Aki Kaurismaki, L'UOMO SENZA PASSATO. 2002    

Film > La storia, come in molti film di Kaurismaki, si può riassumere in pochissime parole e in questo caso non è neppure delle più originali. Un saldatore in cerca di lavoro viene aggredito appena arrivato a Helsinki; ricoverato e dato per morto, si sveglia miracolosamente ma ha completamente perso la memoria. Inizierà una vita ai margini, in mezzo a diseredati che vivono nei container abbandonati vicino al porto. Ma come già ci insegnava Pirandello nel Fu Mattia Pascal non è possibile abbandonare la propria identità e il passato dell'Uomo senza passato ritorna proprio quando il protagonista ha trovato amicizie, amore e un possibile futuro.
Hollywood ne avrebbe tratto un iperglicemico polpettone melodrammatico, ma il regista finlandese con il suo stile dalle inquadrature minimaliste e la sua particolare poetica semplice, ironica e surreale ne fa un piccolo capolavoro. Pochi dialoghi, colori molto carichi, personaggi improbabili e citazioni inaspettate, l'Uomo senza passato viaggia sempre in bilico tra ottimismo e realismo, tra il tragico il ridicolo.
Questo film è stato presentato a Cannes nel 2002 dove ha vinto il Premio Speciale della Giuria e quello per la migliore interpretazione femminile, dovrebbe essere, dopo Nuvole in viaggio, il secondo episodio di una trilogia dedicata a Helsinki


di: A.MA.

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