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SPIDER

La schizofrenia vista dall'interno

David Cronenberg, SPIDER. 2002    

Film > L'ultimo film del regista canadese David Cronenberg, presentato allo scorso Festival di Cannes, è prima di tutto la storia di un uomo alla ricerca della verità. Dennis Clegg, dopo anni passati in un ospedale psichiatrico, torna nell'East End londinese dove era cresciuto con la famiglia e quando la madre lo aveva soprannominato spider perché intrecciava fili per tutta la casa. Dennis ripercorre la sua infanzia, annotandola su un taccuino nel suo personalissimo e incomprensibile linguaggio, tentando di ricostruire la verità sulla tragedia familiare che lo ha portato in manicomio.
Cronenberg focalizza il punto di vista della storia all'interno della mente del protagonista, in perenne stato febbrile e paranoico, e ci conduce all'interno del suo mondo. In Spider si annullano tutte le strutture logiche e temporali, Cronenberg intreccia i livelli di realtà e verità con uno stile più sobrio, meno truculento e se possibile ancora più cupo e claustrofobico dei suoi precedenti film. Ogni tentativo da parte di Clegg e dello spettatore di ricostruire una realtà oggettiva (matricidio, incidente, uxoricidio, scoperta della sessualità dei genitori... ) sara naturalmente frustrato. Spider è un thriller senza soluzione, ma mantiene un suo fascino avvolgente, spiazzante e perturbante per tutta la sua durata, dai titoli di testa in cui le macchie di Rorschach divengono incrostazioni su di un muro alla sorprendente sequenza finale.
Spider getta uno sguardo sulla malattia mentale più duro, e infinitamente più onesto, di quanto abbiano recentemente fatto sull'argomento altre pellicole hollywoodiane. Ottima prova d'attore per Grabriel Byrne, il padre di Spider, e Miranda Richardson in un doppio ruolo (ma poi è davvero doppio?) di madre e puttana.
Co-sceneggiatore del film è Patrick McGrath, autore dell'omonino romanzo, edito da Bompiani nel 2002, da cui è stato tratto il film


di: A.MA.

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