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IL RITORNO DI CAGLIOSTRO

Il nuovo film dei creatori di CinicoTv

Daniele Ciprì, Franco Maresco, IL RITORNO DI CAGLIOSTRO. 2003    

Film > È bello che sia sopravvissuta una compagine di cineasti provvisti di una forte idea di e sul cinema, una vera e propria linea di intervento nei confronti della settima arte ogni volta sorprendente.

Del clan fanno parte anche Ciprì e Maresco. Il ritorno di Cagliostro, ultima fatica della premiata ditta, è un “film nel film” come lo sono state tante altre pellicole.
Ma – e c’era da aspettarselo dai due autori palermitani – c’è poco (o forse nulla) che lo possa ricondurre agli stilemi del meta-cinema cui siamo più abituati. Differente è l’operazione – si potrebbe dire “chirurgica” – che Ciprì e Maresco impongono al genere. La pellicola
è un gustoso frullato di sacro e profano, di cultura alta e bassa: si cita Orson Welles di fianco alle pernacchie reduci da Cinico Tv (quella “zona morta” della televisione siciliana
che abbiamo conosciuto grazie a Blob), si iniettano parentesi musical per poi sfiorare il gangster/horror col fantasma di Lucky Luciano (e quello, nato per diventare cult, di Robert “Freddy Krueger” Englund, nei tipici panni del divo americano sul viale del tramonto).

Una farsa raffinatissima che nasconde una capacità di utilizzo del cinema come mezzo visivo ed espressivo totale (dunque, in senso
più lato, propriamente “culturale”) tipica di
pochissimi autori, almeno nel panorama nazionale. E anche un’opera che al contempo rivela un pessimismo nei confronti di quello che il cinema (e dunque l’uomo) è diventato che dire spiazzante è poco.


di: MATTIA C.

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