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FOO FIGHTERS A PARIGI

"I Foo Fighters? Non mi risulta"

FOO FIGHTERS, . Parigi 0000-00-00    

Live > Rientro in sordina per i Foo Fighters che nell’attesa dell’uscita del nuovo album stanno testando i nuovi brani in concerti a sorpresa nelle sale europee ed americane. Niente pubblicità, biglietti in vendita solo qualche giorno prima e tam tam via internet. Quando mi presento ad acquistare il biglietto il cassiere del Virgin Megastore mi guarda stupito “I Foo Fighters? Non mi risulta”.
Il nuovo album della band americana sarà sugli scaffali dei negozi il 22 ottobre e si intitolerà “1X1” (letto “One by One”) ed è atteso dai fans come l’album della maturità del gruppo. In effetti, le nuove canzoni sono state incise quasi a tempo di record visto gli impegni dei vari membri in progetti paralleli come quello di Dave Grohl con i Queens of the Stone Age ed il side project del bassista Nate Mendel. Problemi diversi per il batterista Taylor Hawkins che invece si è dato una ripulita da scorie tossiche che lo avevano portato vicino al collasso. Nessun problema invece per l’ennesimo nuovo chitarrista della band, che ha dovuto solo imparare gli accordi.
Il pubblico del concerto è vario per età e per stile, in totale non saranno più di trecento persone: qualche t-shirt dei Nirvana, altre dei Blink 182, Red Hot, No one is Innocent, P.O.D. e così via.
Da vere rockstar i Foo Fighters si fanno aspettare un’abbondante oretta, il tempo di ascoltarsi tutto l’album degli White Stripes e di scaldare il pubblico. Ma l’inizio del concerto cancella subito l’attesa: la title track del nuovo album ed altri 3 pezzi uno via l’altro, una scarica di urla, chitarra satura e batteria dirompente che fanno subito presa sul pubblico sul quale volano già i primi stage-divers. Ed il seguito non è da meno, la band sembra davvero in forma ed alterna brani del nuovo album ai vecchi successi, Breakdown, This is a call, Monkey Wrench, Learn to fly e così via.
I nuovi pezzi sembrano convincenti in versione live, il suono sembra molto più rock ed elaborato, le canzoni più lunghe e d’atmosfera e ciò fa sospettare che Dave Grohl abbia fatto qualche ripetizione di chitarra da Josh Homme dei Quotsa. Non si tratta di virtuosismo sicuramente, ma la carica e la presenza del cantante-chitarrista sono da vero animale da palcoscenico, che da solo riesce a tenere tutta la scena. Spettacolo nello spettacolo sono infatti i numerosi intermezzi che Grohl concede al pubblico anche per rifiatare dai continui sforzi vocali che ora della fine lo riducono quasi senza voce. L’ex-batterista dei Nirvana non si prende sul serio, sputa e mastica cicca in continuazione, facendo un po’ l’istrione scherza sui suoi stessi video dementi e persino sul suo passato nella band di Kurt Cobain, additando uno spettatore con la maglietta di Nevermind: “Me lo aspetto fuori, come succede spesso, con sei cd dei Nirvana da autografare: Bleach, Nevermind, In Utero, Unplugged, From the muddy banks… ed un bootleg!”. Tra le altre cose si prende anche il tempo di litigare con un enorme buttafuori sotto il palco che in effetti stava tentando di ridurre un ragazzino alle dimensioni di un pacchetto di sigarette fermando il pezzo per consigliargli di sfogarsi con una birra piuttosto che insaccare tredicenni. Fatto sta che i buttafuori si ritirano per protesta e per tutto il resto del concerto sono più le persone che volano in stage diving di quelle con i piedi per terra.
Ma a parte questo, tra uno sketch e l’altro la band ci dà davvero dentro. Il bassista Nate Mendel, silenzioso nel suo angolo assicura un costante tappeto sonoro che fa rimpiangere il fatto che abbia deciso di lasciare i Sunny Day Real Estate per concentrarsi solo nei Foo Fighters, mentre Taylor Hawkins sembra completamente stabilito ed anzi, suona in modo così esuberante, preciso e potente che ci si aspetta da un momento all’altro che scoppi senza fiato. L’unica nota a margine da fare alla prestazione riguarda il secondo chitarrista il cui apporto non è poi granché ed i cui cori manco si sentono. A questo punto non resta altro che attendere di ascoltare il nuovo album su cd, per avere o meno la conferma che la band ha deciso di avere un suono più rock e meno “freddo” in un certo senso. La prestazione su scena è stata in ogni caso eccezionale, un impatto diretto e sincero che se da un lato conferma l’energia del gruppo dall’altro ci ha mostrato una rinnovata maturità dei suoi componenti.


di: DHARMABOY

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