IN THE CUT
Il nuovo film della Campion
Jane Campion, IN THE CUT. 2003
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Un'insospettabile professoressa dalla doppia vita, alla ricerca del rischio e dell'eccitazione, inizia una relazione con un detective che indaga su una serie di omicidi avvenuti nel suo quartiere
Un'eccellente fotografia che privilegia la singola immagine, colta come rivelazione nel polveroso scorrere di giorni indistinti, incentrata sul frammento e il collage, sui colori vividi dei particolari in contrasto con la sfocatezza degli sfondi dell'afoso East End newyorkese di fine estate; recitazione trattenuta e mai sopra le righe del cast, tra cui spicca un ruolo davvero inedito per Meg Ryan, eterna brava ragazza delle commedie romantiche hollywoodiane che qui veste i panni di Frannie, una donna che il mondo e l'amore hanno disilluso, la cui vita interiore è statica e stagnante, e che viene improvvisamente risvegliata dall'incontro con il detective Malloy, scatenando paure, desideri, paranoia e vulnerabilità in un'insolita crime story narrata per la prima volta attraverso la lente del desiderio femminile che si scopre senza falsi pudori o cliché erotici abusati.
Tratto dal romanzo di Susanna Moore, "IN THE CUT esplora molti lati oscuri della natura umana, anche se in realtà è una storia d'amore appassionata, giocata sulla sensualità", ha sottolineato la Campion. "Se dovessi dare una definizione del film, non direi che si tratta del classico noir "algido" degli anni Quaranta o Settanta. È piuttosto un noir erotico". La storia di Frannie è un'indagine alla ricerca dell'autore di brutali omicidi ma anche una ricerca all'interno della complessità dei rapporti che legano uomini e donne. Sempre nelle parole della regista "Il film esplora la mitologia contemporanea di amore e sesso, lo sforzo di trovare un'unione con un'altra persona nel caos e nell'energia di una moderna metropoli. Frannie si trova ad affrontare tematiche comuni come sessualità, senso di colpa, vergogna, lussuria, paura, quel genere di cose che non vanno mai come uno si aspetta: sono questi gli elementi che mi interessano di più".
Una pellicola sicuramente ricca di spunti, nonostante il ritmo diluito: peccato per il finale, antitetico a quello del romanzo, che regala allo spettatore un happy ending un po' scontato, forse lo scotto necessario pagato per sedare le critiche della severissima censura americana.
di: TITANIA
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