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Slither

Potrebbe avere come sottotitolo a history of strong horror violence and gore

, Slither.    

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Scomparsi dalle notti italiane, purtroppo, i racconti della Cripta, non resta che mettersi le braccia in tasca, alzarsi dal divano, e andare a godersi con l’aria condizionata, questo mare d’horror, in uscita. Mediamente, due a settimana. Finalmente. La manna, per gli amanti del genere.

E per gli spettatori di Slither, subito dichiarazione di poetica dopo il prologo, omaggio alla Troma Video, che se negli ’80 avesse avuto qualche mezzo più evoluto, avrebbe gi sfornato qualche parente prossimo di questo nuovo splatterone da spiaggia. La bella Tania Saulnier è Kylie Strutemyer, l’unica recitazione drammatica insieme al protagonista suo malgrado, Michael Rooker: Grant Grant, il vecchio Grant, Henry (Pioggia di sangue) per capirci. Si comporta bene nella parte del marito bambinone troppo cresciuto vittima e infestatore del terrore che viene dallo spazio profondo. Elizabeth Banks, attrice blonde platinata, è Starla Grant, desiderio globale ossessivo di tutti gli impestati dai parassitissimi lumaconi rossi. Splatter a larghe falde. Gore a fiotti. Slither, B-movie d’annata, politically scorrect, scivola attraverso lo schermo con tocco alla Yuzna, versione Society Horror, per il livello sublimato di effettacci gore e splatter, ma senza il savoir faire del maestro nippoamericano. Escalation in piccolo borgo americano stravisto, e consunto, immancabile in ogni horror di rispetto. Il terrore viene dallo spazio profondo. Splatter a larghe falde. Citazionionista. La gran covata. Qualche sussulto, ma si resta, e si sguazza nel demenziale, in cui le cadute di stile sono parte non reietta. Infantile nelle apparenze, ma studiata come l’idea che emerge tra le righe. Film democratico anti consumismo, antirepubblicano, che si nutre voracemente e morbosamente di carne. Critica sottile all’uomo barbecue nella figura dell’arrogante e spocchioso sindaco del paese. Un sotteso politico che cova questo giovane discendente del di Kronemberg, demone sotto la pelle. Chicca: velocissimo cameo del regista James Gunn, ragazzone del ‘70, capelli in piedi del Missouri, creatore nel 1997 insieme al più famoso Lloyd Kaufman della serie TV, The Tromaville Café. Il sito ufficiale è da vivere e scoprire www.slithermovie.net, e se a tarda notte, in auto nel parcheggio deserto fuori dal cinema, vi sentiste penetrare la carne, sarebbe il caso di guardare sotto il sedile.


di: cristian barl

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