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INSIDE MAN

"I told you my name, that's the who. The where can most readily be described as a prison cell. But there is a vast difference from being stuck in a tiny cell and being in prison."

, INSIDE MAN.    

Film > Dalton Russell, capo di una banda travestita da imbianchini, entra nella Manhattan Trust, una banca in Wall Street, e in pochi secondi il palazzo è sotto un assedio pianificato con chirurgica precisione. Prende cinquanta ostaggi, ma è interessato ad altro. Negoziatori degli ostaggi sono i detectives Keith Frazier e Bill Mitchell della Polizia del NYPD. Ma le cose non vanno come previsto. Il braccio di ferro è serrato e la situazione si fa tesa e complessa, fino all’entrata in scena di Madeline White, una misteriosa donna senza scrupoli, incaricata dal magnate, proprietario della banca, di recuperare il contenuto di una cassetta di sicurezza. La vicenda assume contorni sempre più oscuri e inaspettati. La Manhattan Trust è una gabbia apparentemente senza via d’uscita.
Per la quarta volta, il regista Spike Lee, sceglie Denzel Washington come leader di un solido cast, completato da Jodie Foster e Clive Owen, per il film senza ombra di dubbio più commerciale che finora abbia diretto e per la prima volta inside the mainstream. Quest’ultima fatica di Spike, al secolo Shelton Jackson Lee, orgoglioso e orgoglio della cultura afro - americana, ripesca stilemi di un genere che sembrava scomparso da tempo, l’heist movie (sottogenere dei film sulle rapine), ambientando la vicenda a New York, sua grande passione. E’ Clive Owen, specializzato ormai nella parte del duro, cui in apertura, spetta la dichiarazione di poetica agli spettatori, prologo al dispiegamento della storia, dichiarazione che quello che vedranno sar un film di genere: non il perché, ma il come è il mistero da svelare. Dice il regista: Quando ho letto la sceneggiatura per la prima volta, il film si è subito venuto delineando come qualcosa fortemente, di genere, sulla falsariga degli heist films, sottogenere dei film di rapine degli anni ‘70 ma attualizzato. Per me questo film è davvero una celebrazione del cinema. Abbiamo preso un genere come l'heist, con ladri in azione ecc., consci che fosse un sottogenere, anche se ben codificato, ma abbiamo voluto dargli anche altri colori, elementi provenienti da altre parti, e le persone che hanno lavorato alla realizzazione di questo film si sono divertite moltissimo. Non voglio dire che ci fosse sempre una festa sul set, ma le persone sapevano che stava succedendo qualcosa di speciale, ed è questa la sensazione che il film ha lasciato dentro di me. Partendo da alcuni punti cardine del genere, Inside Man ha il suo punto di forza proprio nella contrapposizione tra buoni e cattivi, e con una sceneggiatura che procede per bambole russe, alla David Mamet, e ottimi dialoghi straricchi di parole e significati, il film riserva parecchie sorprese pur facendo ribaltare nella tomba, il povero Alfred (Hitchcock), con il MacGuffin (verit ) svelato in un flash forward. Inside Man è sicuramente uno Spike Lee joint con tutti i suoi topos filmici, dalla difesa delle minoranze etniche all’immancabile carrello, avanti veloce e inciso moralistico per la gente nera, soundtrack etnico e contrasto nero sboccato/bianco wasp, e per concludere in bellezza, un pizzico di paranoia post 11/9 e fortunatamente per Spike, la scelta di un ritmo narrativo tesissimo dall’inizio alla fine, va a compensare i numerosi deficit, assenti nei precedenti. Al suo esordio sugli schermi, Inside Man, ha dominato il box office americano incassando 29 milioni di dollari, e in Italia? Uscito il 7 aprile 2006 su 301 schermi balza in testa ai più visti. Vincitore al botteghino di Pasqua, ha incassato nei tre giorni festivi 1.861.667 euro.


di: cristian barl

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