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IL CAIMANO

Tra orrore e folklore, e' arrivato in circa 400 sale italiane, Il caimano di Nanni Moretti, storia nera dell'Italietta d'inizio millennio.

Nanni Moretti, IL CAIMANO.    

Film > Il caimano e' un animale vorace e astuto, che si occulta tra le frasche, sott’acqua, per colpire di sorpresa le sue prede. Almeno la scelta dell’animale è azzeccata, come paragone con il soggetto in questione. Il Caimano è un film nel film, una commedia sentimentale drammatica, un film sul cinema. Un breve racconto su un piccolo universo d’anime che restano in parte fuori dal campo visivo della cinepresa, una schiera di personaggi culto del cinema italiano, che regalano poco più che cammei al nuovo film di Nanni Moretti. Da Elio De Capitani a Michele Placido, a Nanni Moretti stesso, che nelle sequenze finali, arriva ad impersonare proprio il Presidente del Consiglio. Bruno, Silvio Orlando, produttore di B-movie, indebitato all’osso, perdente cronico con il sorriso amaro, di chi sa di esserlo, si sta separando dalla moglie Margherita Buy, ormai eterna madre isterica del cinema di casa nostra. Contattato da Teresa, Jasmine Trinca, giovane sceneggiatrice ribelle sulla carta, Orlando cerca il riscatto, rinunciando al progetto dell’ennesimo remake del ritorno di Cristoforo Colombo dalle Americhe, che sar poi girato dall’attore Giuliano Montaldo, qui regista datato, nella realt regista di Sacco e Vanzetti. Accettando di produrre un film pericoloso, un film su Silvio B., i rischi sono innumerevoli, ma per Teresa, che s’impegna strenuamente, Il Caimano appunto, è un film da fare, ad ogni costo. Ma le insidie si rivelano subito, dai finanziatori agli attori che, man mano lasciano la produzione, alla ricerca dell’approvazione del copione, fino alle riprese finali. E’ solo un film, ma Il Caimano è il primo interamente e ufficialmente dedicato a Re Silvio, benché il suo personaggio sia relegato in ogni caso ad un ruolo minore nella storia, ai margini della narrazione, l’immagine del presidente raffigura un essere mutevole, che cambia forma e aspetto, come gli attori che di volta in volta lo impersonano: prima audace imprenditore edile, poi traffichino, in seguito illuminista del cambiamento della comunicazione in Italia e poi rivoluzionario, benefattore di una politica stanca e ritrita. Con una strizzata d’occhio ai sindacati degli operatori dello spettacolo, che la finanziaria ha messo al tappeto con gli innumerevoli tagli alla cultura, la pellicola sorvola superficialmente tanti temi attualissimi, delle copie sfatte alle coppie di fatto, e attraverso l'incapacit di accettare il cambiamento, fino all’omosessualit . Dietro la fiction filmica, un sottile gioco di citazioni sarcastiche, orchestrato perfettamente dal maestro Moretti, regista di girotondi che gira un po’ meno veloce rispetto ai suoi precedenti filmici. Niente di nuovo, dopo tanto mistero e parlare, Il Caimano, strappa un tiepido applauso in sala alla proiezione per la stampa, sia a Roma che a Milano. Abbastanza noioso, e poco cinematografico, e come si dir nel film, “Che bisogno c’è di un film su Berlusconi, se sappiamo gi tutto?”, e sar proprio Moretti a dirlo in una battuta.


di: cristian barl

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