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LA STELLA CHE NON C'E'

, LA STELLA CHE NON C'E'.    

Film > La stella che non c'e' fra il Premio Pasineti a Castellitto, come miglior interprete maschile alla 63a Mostra Internazionale D'Arte Cinematografica di Venezia (2006). Il cast ridottissimo è¨ un duo inedito, Sergio Castellitto e Wang Biao, Vincenzo Buonavolontà manutentore specializzato nei controlli delle macchine in un'acciaieria in disarmo, e Liu Hua, giovane interprete cinese. Convinto, dopo aver individuato ostinatamente il guasto in un altoforno difettoso venduto ad un'azienda cinese, Vincenzo parte per l'Hubei, l'immensa regione delle città-fabbriche, nei pressi di Shanghai. Là dovrebbe essere stato rimontato l'impianto pericoloso. Regia e sceneggiatura di Gianni Amelio che ha girato tra maggio e luglio 2005, disincanta l'oriente brumoso, con un film drammatico e tocco delicato che tende al romantico, e con un occhio tra il poetico e il documetaristico. L'occhio di chi guarda s'immerge tra le foschie d'oriente seguendo movimenti di macchina che si sposta tra Shanghai, Wuhan, Chongqing, Yinchuan, Baotou, nella Mongolia interna e Bagnoli, Genova. Amelio offre una Cina di oggi, mai vista prima. Paesaggi tropicali e siderurgia. Verde e piovosa, ma quall'è La stella che non c'è? La stella dorata della bandiera cinese o la rassicurante centralina idraulica che Vincè¨ si porta dietro, secondo l'Amelio pensiero è quello che manca ad ognuno di noi. La bellezza visiva del film, liberamente ispirato a La dismissione, romanzo di Ermanno Rea, è esaltata dalla bravura di Luca Bigazzi che lo ha sapientemente fotografato. Castellitto è uomo dimesso di tutti i giorni con valori più vecchi come la fabbrica con i suoi operai, dismessi. Come i dialoghi, pochi. La stella che non c'è è¨ certamente un film poco parlato, lascia molto al non detto, dilungandosi a volte in grandi silenzi, affidati all'espressività dei volti della coppia protagonista e accompagnati dalle musiche orchestrate da Franco Piersanti. Sergio Castellitto secondo Jean-Luc Douin su Le Monde: Sempre splendido, Sergio Castellitto dona un profilo commovente a questo don Chisciotte d'altri tempi, perso nel mondo spietato dell'economia globale.


di: cristian

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